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Il centrodestra: «Uniti per la città, lanceremo le primarie delle idee con gli elettori»

I partiti del centrodestra in consiglio comunale provano a riunirsi e a lanciare una candidatura e un programma comune per il 2017: «Molte scuse e pochi fatti sarà lo slogan del centrosinistra del prossimo anno»

Sembrano archiviate e passate in cavalleria le polemiche del passato recente. Il centrodestra si dichiara unito a poco più di dodici mesi dalle elezioni comunali del 2017 e fa notare – in una conferenza stampa a ridosso della seduta odierna di Palazzo Mercanti – le differenze con l’Amministrazione, alle prese con una battaglia interna tra due correnti. «Siamo più poveri – ha esordito Massimo Polledri della Lega Nord - e abbandonati come piacentini. L’amica Paola – De Micheli, nda - taglia i fondi al Comune e la giunta vive minuto per minuto senza alcun progetto. Il centrodestra sta perciò pensando di riprendere un discorso per la città, al di fuori delle segreterie dei partiti e dei palazzi. Lanciamo delle primarie per le idee, incontri pubblici con gli elettori per mettere i paletti e ragiona sul rinnovamento di questa città. Non possiamo più stare fermi all’interno del palazzo».

«Fare opposizione in questo mandato – è l’osservazione di Filiberto Putzu (Forza Italia) - è difficile. Con Reggi c’era dinamismo e leadership e perciò anche contradditorio, con questa Amministrazione non è possibile. Ci sono poche notizie politiche: una volta le pagine dei giornali erano ricche di novità. C’è una lotta intestina nella sinistra per la guida della città: da una parte la De Micheli e i suoi sostenitori, dall’altra i renziani al fianco del sindaco. È ora di uscire da queste dinamiche e fare proposte all’esterno: il centrodestra lo farà». Dello stesso avviso anche la sua collega di partito Lucia Girometta. «Abbiamo notato quanto la maggioranza sia divisa. C’è stata una figuraccia esilarante della giunta: è bastato un giovane ragazzo preparato – Federico Sichel, demicheliano, nda -  per metterli in difficoltà. Se avessero messo in votazione in commissione…Dobbiamo incominciare ad “armarci” per riprendere la città».

«Gran parte del lavoro di questa Amministrazione – è il parere del civico della Lista Sveglia Paolo Garetti - è dettato da atti presentati dalla minoranza. Non si possono più di tanto attaccare ai mancati trasferimenti da Roma: il Comune ha presentato un avanzo di 3 milioni di euro e venduto le azioni di Iren. L’amministrazione ha tagliato gli investimenti per usarli in questo periodo di campagna elettorale. Le classifiche di qualità della vita ci dicono che Piacenza sta perdendo posizioni. L’Istat evidenzia problemi demografici, legati al fatto che le giovani famiglie preferiscono emigrare fuori dalla cinta cittadina». Ora il centrodestra prova a mettersi alle spalle le polemiche- «Siamo stati divisi – precisa Erika Opizzi di Fratelli d’Italia - di questi 4 anni che riguardavano problematiche nazionali e non piacentine. Sulle partite importanti della città eravamo d’accordo: basta ricordare Borgo Faxhall, la riduzione delle aliquote o l’illuminazione pubblica dove siamo riusciti – soprattutto io e Polledri -  a non far votare la pratica. Siamo legati da un humus politico e culturale che dobbiamo valorizzare. Studieremo nel dettaglio i modi per prepararci alle Amministrative del 2017».

Marco Tassi (Pdl) è da sempre uno dei più critici: dopo essersi allontanato dai colleghi del centrodestra, negli ultimi mesi sembra essere più in sintonia con il resto dell’opposizione. «“I migliori anni son davanti a noi” – ha ricordato Tassi - diceva lo slogan di Dosi. Son da 17 anni in consiglio e non ho mai visto così tanti atti consiliari poi non tradotti in iniziative della giunta. In 4 anni il Comune si è reso noto solo per aver fatto il Psc e aver comprato Palazzo Farnese. Abbiamo visto una maggioranza divisa su tutto e un cambio di giunta radicale – giustificato dicendo che sarebbero andati più veloci – che ha portato al nulla. Qualità dell’aria compromessa, situazione della viabilità e del trasporto pubblico caotica. Abbiamo aspettato i famosi treno di Expo, la piscina, la rivitalizzazione del centro e delle frazioni e infrastrutture determinanti per creare attrattività. Ci sono stati molti avvicendamenti in maggioranza, gente che se ne è andata senza dare motivazioni politiche come Negri e Pascai. Ritengo il caso Enel la pagina più brutta degli ultimi 17 anni di politica. Ciò che paghiamo in tasse non ci viene restituito in opere e servizi, soprattutto sul tema della sicurezza. “Molte scuse e pochi fatti” sarà il prossimo slogan del centrosinistra».

«Piacenza – è il parere di Giovanni Botti (Pdl) - non va bene non lo diciamo solo noi, ma i cittadini. In vista di questo ultimo anno cercheremo di avvicinarci in quei valori che ci accomunano. Vogliamo una rinnovata promozione del territorio e tutto ciò che non abbiamo visto in questi 4 anni».

«In 4 anni – ha aggiunto Marco Colosimo (Piacenza Viva) - ho visto una “politica della calcolatrice”. Vengono fatte determinate azioni solo in base al successo elettorale. Piacenza è un gioiello da far scoprire, far conoscere. Bisogna disancorarsi da queste logiche del Pd, poco attento al benessere dei cittadini e a quello economico. È mancata la volontà politica di investire nella cultura della città: si sono accentrate le forze sugli interessi di chi porta vota, come capitato durante le discussioni sul Psc. Come centrodestra abbiamo avuto una certa linearità in questi anni in minoranza. Abbiamo idee e progetti per la città e vogliamo dare garanzie ai cittadini. Piacenza potrebbe cambiare se i cittadini lo vorranno».

Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ha lanciato un messaggio criptico, forse rivolto alla segreteria provinciale della Lega Nord. «L’opposizione è qui. Se il centrodestra – ha detto Foti - ha avuto una vetrina è per l’impegno dei consiglieri che avevano ottenuto i voti nel 2012. Da qui ci vogliamo spostare fuori di qui per parlare con l’opinione pubblica. Tutti i gruppi del centrodestra hanno avuto mozioni e risoluzioni approvate come non mai: abbiamo dato il nostro contributo. Qua si fanno battaglie, chi vuole farla deve unirsi a noi». 

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