Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Il Comune cerca risorse per il futuro, Passoni: «Venderemo una parte delle quote Iren»

Pioggia di critiche alla variazione di bilancio da parte dell’opposizione. Uffici in difficoltà, diverse opere rinviate. Trespidi: «Speso solo il 23% delle risorse previste». Fratelli d’Italia: «Facciamo cassa con le quote di Iren». L’assessore Passoni conferma: «A breve le mettiamo in vendita»

La quarta variazione di bilancio, già affrontata in Commissione, ha suscitato ancora di più le critiche delle opposizioni. Troppe le opere rinviate al 2019, i rinvii, i progetti spostati negli anni a venire. Le minoranze hanno colto l’occasione per far notare la discrepanza tra quando dichiarato nel bilancio previsionale 2018 e l’ultima variazione di bilancio, oltre che gli spostamenti decisi dal piano triennale delle opere pubbliche. «L’assessore Putzu – ha ironizzato Christian Fiazza (Pd) - su Facebook ha definito la Giunta di cui non fa più parte “L’armata Brancaleone”. Eravate voi quelli che in campagna elettorale puntavate su poche opere, ma concrete e realizzate in tempi certi, e “mai più” opere faraoniche e grandi promesse. Ci sono dei nodi da risolvere, ingarbugliati. Prima o poi dovrete scioglierli e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità».

«Se una Amministrazione ha 5 anni – è il commento di Lorella Cappucciati (Lega) - bisogna darle tempo e lasciarla lavorare. Ci sono stati dei problemi negli uffici». Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ha giustificato i ritardi. «Dobbiamo potenziare gli uffici – ha detto l’onorevole - la struttura comunale non è un decimo di quella che c’era una volta, impossibile pensare di fare tutte le opere in queste situazioni. Negli anni scorsi le passate Amministrazioni hanno preferito puntare sui servizi sociali, piuttosto che sistemare le strade. Se pensiamo di tenere questa città al passo delle altre con 3 o 4 milioni di euro all’anno, non ce la facciamo». «Il polo della protezione civile – ha proseguito il suo intervento - l’assessore Tassi se l’è trovato sul gobbo, come Borgo Faxhall se la trovò il predecessore Paolo Garetti: tutte iniziative su cui bisogna mettere mano al portafoglio. Cosa dovremmo fare? Vendere Palazzo Farnese o il Gotico? Gli enti locali non hanno più “polpa”».

FRATELLI D’ITALIA: «VENDIAMO LE QUOTE IREN»

Foti ha suggerito alla Giunta una soluzione per “rimpolpare” le casse dell’ente. «Non si può pensare di tenere le quote di una società come Iren se non si riesce a dare nulla ai cittadini. Come Fratelli d’Italia proponiamo di vendere una parte delle quote. Se poi Iren non vince il bando di gara (a breve verrà definita, nda), cosa ce ne facciamo di avere delle quota di una società di quel tipo, quando ce ne ritroviamo un’altra che gestisce i servizi a Piacenza e provincia?». «Non possiamo pensare di finanziare tutto – ha precisato Foti - con le risorse comunali. E il personale manca sul serio: quando sono entrato in Consiglio comunale io (era il 1980, nda) c’erano 140 tecnici, ora esultiamo perché ne arrivano 5 nuovi a dare una mano. Qua se c’è una persona in malattia non riusciamo a firmare un’ordinanza sull’edilizia, non ci sono sostituti. Il bilancio chiave, comunque, è quello del prossimo anno. La capacità di spesa del Comune però nel frattempo non può essere compressa oltre certi limiti. Se dovessimo mai decidere di intervenire sul Laboratorio Pontieri, solo per mettere in ordine e pulire occorrono 5 o 7 milioni di euro».

 
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