Il Comune proverà a far dialogare Fondazione e Ricci Oddi per palazzo ex Enel

Approvata la risoluzione dei Liberali Piacentini, anche se emendata e ammorbidita (contro solo Pd e Rabuffi): si chiede alla Fondazione di valutare la possibilità di mettere a disposizione “una parte” di palazzo ex Enel alla galleria e ad altri soggetti. Dall’aula la richiesta di promuovere sinergie tra gli enti e critiche alla governance della galleria

L'assessore alla cultura Papamarenghi parla in aula davanti ad Antonio Levoni (Liberali)

RABUFFI: «IL SINDACO AVEVA PROMESSO IL RILANCIO NEL 2019»

Massimo Trespidi (Liberi), vent’anni fa era assessore alla cultura nella Giunta Guidotti. «Rimango coerente con le idee dell’epoca. Non tutto, ma l’utilizzo di una parte di palazzo ex Enel, è un’idea buona. Non mi sembra giusto spostare dalla galleria la sede dell’associazione “Amici dell’Arte”. Con buon senso da parte di tutti si può arrivare a una soluzione. L’immobile di Santa Chiara, di proprietà della Fondazione, può ospitare quella parte di palazzo ex Enel data alla Ricci Oddi. Con la buona volontà il cerchio si potrebbe chiudere. Così come servirebbe ospitare mostre a rotazione per la Ricci Oddi». «A settembre il sindaco Barbieri – ha ricordato Luigi Rabuffi (Piacenza Ricci Oddi_esterno1in Comune) - disse che il 2019 sarebbe stato l’anno del rilancio della Ricci Oddi, stiamo aspettando. Intanto l’impianto di climatizzazione costa comunque 600mila euro e il Comune ne mette ogni anno 180mila solo per farla funzionare. La galleria ha bisogno di fondi e di uno statuto aggiornato e attuale. Il suo presidente ci ha detto che mancano le risorse minime per garantire la sua attività, si fanno ad esempio solo due sfalci d’erba all’anno nel giardino».

BUSCARINI (PD): «MAGGIORANZA SCHIACCIATA DAL BRACCIO DI FERRO»

«Solo il 10 per cento delle opere del magazzino – è il pensiero di Giulia Piroli (Pd) - sono capolavori, perché non mettere all’asta molte opere nel magazzino e ricavare risorse? Questa risoluzione non ha senso perché non c’è un vincolo di mandato tra il Comune e il suo rappresentante nel Cda, non possiamo dire al nostro membro del Cda cosa fare».  «Per valorizzare un negozio in crisi da tempo – è la metafora utilizzata dal capogruppo del Pd Stefano Cugini - si prova a mettere in mostra la merce per anni tenuta nel magazzino? Non mi sembra la soluzione corretta. Se fossero reali capolavori, perché non si è deciso negli anni di fare una turnazione o trovare altri spazi per le opere? E chiedo: esiste il diritto dell’associazione degli Amici dell’Arte di occupare una parte della Ricci Oddi come propria sede per sempre?». Per Giorgia Buscarini (Pd) la maggioranza è schiacciata da una querelle sviluppata fuori da Palazzo Mercanti. «È in corso uno scontro tra soggetti esterni all’Amministrazione – è il suo intervento, riferendosi a Fondazione e Banca di Piacenza, nda - che si vogliono contendere il primato culturale della città e che invece dovrebbero lavorare maggiormente insieme per l’interesse della città. Invece di far vedere chi è il più bravo, giocano a braccio di ferro e l’Amministrazione rimane in mezzo. Non vorrei che questo argomento fosse lo strumento per tenere insieme la maggioranza del centrodestra».

PUGNI: «IL PRESIDENTE DELLA RICCI ODDI SI FACCIA SENTIRE»

«È l’impianto di climatizzazione la chiave per un rilancio – ha rilevato Roberto Colla (Piacenza Oltre) - altrimenti nessun museo italiano ci presta un’opera. In questi casi Piacenza sembra non dialogare». «Son d’accordo con Trespidi – ha aggiunto Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle) - comunque servirebbe parlarsi in faccia. Io non sapevo manco chi fosse il presidente, non si fa vedere e sentire. E il Comune intanto sborsa». «Ci vuole più coordinamento – ha detto il collega grillino Sergio Dagnino - tra gli enti culturali della città». «Oggi è difficile fare soldi con la cultura, però bisogna lavorare maggiormente in rete», è il commento di Gianluca Bariola (La Pc del futuro).

 

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