Il consiglio comunale ha deciso: il semaforo di viale Dante va spento

Il dibattito a Palazzo Mercanti sul semaforo tra viale Dante-via Damiani-via Nasolini. L'assessore Cisini: «Noi presi per i fondelli per parigine, biscotti e dossi ma la sicurezza in città intanto è aumentata»

il tragico incidente in cui ha perso la vita un 76enne

Spegnere o tenere acceso il semaforo all’incrocio tra via Dante, via Nasolini e via Damiani? Il sindaco di Piacenza Paolo Dosi aveva suggerito di rimandare la decisione al consiglio comunale. E la mozione del Gruppo Misto – presentata da Gianluca Ceccarelli – è arrivata dopo pochi giorni sui banchi di Palazzo Mercanti. Ceccarelli ha chiesto di spegnere l’impianto, che crea ingorghi nelle ore di punta. Il consiglio gli ha dato ragione, anche se dalla maggioranza qualche pezzo si è sfilato. In compenso i 5 Stelle, che avevano subito sposato già sette giorni fa la proposta del Gruppo Misto, hanno appoggiato l’iniziativa. Il semaforo in questione era acceso nelle ore di entrata e uscita degli studenti delle scuole vicine fino a poco tempo fa: dopo la morte di un ciclista, investito da un tir, il Comune ha repentinamente fatto dietro-front tenendo acceso a tutte le ore l’impianto semaforico. L’accensione del semaforo, secondo un gruppo di consiglieri, ha creato troppo traffico. Da qui la discussione in aula.

«Questa è l’occasione per spiegare – ha detto l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Cisini - Ricordatevi di com’era via Dante prima dell’intervento: la viabilità moderna va nella direzione di ridurre la carreggiata e permettere il passaggio di una sola auto alla volta. Per ridurre l’inquinamento e anche la sosta in doppia fila, uno degli elementi che peggiora la sicurezza sulla strada. Avevamo pensato di far affrontare agli automobilisti quell’incrocio a una velocità più bassa e meno pericolosa. Ecco l’idea del dosso». Cisini si è detto molto amareggiato per i commenti contro l’Amministrazione in seguito all’incidente mortale. «Si è provato a trovare un capro espiatorio nella Giunta, ma non ci sono riusciti perché nel momento dell’incidente il semaforo era acceso. Qua siamo stati presi in giro per un anno per i biscotti sullo Stradone Farnese, ma intanto non ci sono stati ancora morti per fortuna in quel tratto. Prima o poi succederà perché gli incidenti purtroppo avvengono, ma intanto è più sicuro di prima. Ci prendono per i fondelli ma la sicurezza è aumentata».

Cisini, scosso per le polemiche sull’incidente, condivide l’idea di lasciar decidere all’aula il futuro del semaforo di viale Dante. «Mi fa piacere che vi prendete la responsabilità di spegnere un semaforo, così ci dividiamo le responsabilità». «C’è stato un eccesso di attenzione – ha commentato il sindaco Paolo Dosi - intorno a un evento tragico, che ha gravato sulle reazioni dell’assessore Giorgio Cisini».

Il capogruppo dei 5 Stelle Mirta Quagliaroli ha preso la parola per punzecchiare Cisini. «Da noi nessuna polemica sull’assessore in merito a quell’incidente. Volevamo polemizzare sulla gestione in generale della viabilità, basata su sperimentazioni improvvisate. Non capiamo perché vi trovate in difficoltà nel decidere su quel semaforo: perché deve essere il consiglio comunale a dover fare una mozione e decidere? Mi sembra un po’ uno scaricabarile…».

È intervenuto anche Stefano Perrucci (Pd). «Il semaforo crea disagi importanti. Con tutti questi cambiamenti il cittadino va in confusione». «Il dosso e il semaforo rallentano la ripartenza, la gente è confusa nell’attraversare la strada. La segnaletica è da rivedere» - è il commento di Maria Lucia Girometta (Forza Italia). «Io sono sempre critico verso l’Amministrazione – è il parere di Carlo Pallavicini (Sinistra per Piacenza - ma qua c’è molta strumentalizzazione su un morto. Gli interventi su viale Dante sono corretti, purtroppo è una via difficile».

«Ogni tanto – ha detto il capogruppo del Pd Claudio Ferrari - ci vuole un presidio della municipale che aiuti a ricordarsi quale è il Codice della strada. Se dedichiamo a presidiare davanti alle scuole per tutelare le strisce – è vergognoso che ci vogliano degli agenti davanti alle scuole per far rispettare le regole -». 

«Il dosso è altissimo – ha rilevato Massimo Polledri della Lega Nord -, la gente fa fatica a passare in quel tratto. A piedi e in bici si ha paura. Io sono favorevole a rimettere il semaforo sempre, tranne nelle ore notturne, e suggerisco di togliere il dosso». Di diverso parere Lucia Carella del Pd. «Il dosso è fondamentale e decisivo. Auspico che anche in via IV Novembre sia messo perché quando gli studenti salgono sugli autobus vedo auto che sfrecciano. Sarebbe bello che qualcuno ci rimettesse la coppa dell’olio. I dossi aiutano a rallentare, le altezze sono giuste». Giovanni Botti del Pdl ha invitato l’Amministrazione a pensare alla possibilità di sostituire il semaforo di viale Dante con una piccola rotonda.

Critico Marco Colosimo (Piacenza Viva). «Sono contro tutte le modifiche viabilistiche di Cisini – ha spiegato in aula - e sono contro a questa mozione di Ceccarelli. Deve essere mantenuto il semaforo a qualsiasi ora, per la sicurezza di tutti. Sono i cittadini che chiedono di mantenere il semaforo acceso». Contraria anche Erika Opizzi (Fratelli d’Italia). «Il Comune ha sbagliato a riaccenderlo dopo l’incidente – ha preso la parola Filiberto Putzu (Forza Italia) - è stato un po’ ammettere di avere la coda di paglia. È l’unico semaforo del genere in città, non ci sono altri esempi». A difesa di Cisini e della sua scelta, Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi): «Molto umano cambiare idea dopo l’incidente».

Dopo il dibattito, il responso dell’aula. Il semaforo è stato spento con 16 voti favorevoli (maggioranza e Movimento 5 Stelle), 6 contrari (il centrodestra e Sandra Ponzini del Pd). Due gli astenuti: Filiberto Putzu (Fi) e Stefano Perrucci (Pd). Non hanno partecipato al voto Federico Sichel (Pd) e i Moderati Roberto Colla e Lucia Rocchi. Si torna perciò al passato: l'impianto rimarrà attivo solamente nei momenti di entrata e uscita da scuola degli studenti.

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