Il Consiglio di Vigolzone nel centro civico e senza Tricolore. Proteste da minoranza e Forza Italia

La decisione di spostare la seduta del Consiglio comunale di Vigolzone (e senza la presenza del tricolore) oggetto di una interrogazione parlamentare dell’onorevole Elio Massimo Palmizio

il centro civico di Vigolzone. Sotto Palmizio e Argellati

Il Consiglio comunale di Vigolzone si è riunito non nella tradizionale sede del Municipio di piazza Serena, ma nel centro civico del paese. La seduta si è svolta senza la presenza dell’opposizione di “Amare Vigolzone” che ha protestato contro la decisione dell’Amministrazione Rolleri di convocare il Consiglio in questi spazi. Secondo la minoranza si sminuisce così il ruolo del Consiglio, convocato in un luogo come un altro e non nella sede del Municipio. Inoltre non è stato esposto il tricolore, la bandiera Italiana. La cosa non è piaciuta anche al parlamentare di Forza Italia Elio Massimo Palmizio, che presenterà un’interrogazione parlamentare. «Vigolzone – scrive Palmizio - vuole rinunciare alla bandiera italiana. Sono rimasto basito quando ho letto la delibera del Comune di Vigolzone che mi ha inviato Gianluca Argellati (figlio di Werner Argellati sindaco di Vigolzone per 10 anni). Il Consiglio Comunale del 6 novembre scorso ha infatti stabilito che la sede municipale non costituisce più sede unica per le riunioni consiliari dando facoltà al Sindaco di scegliere di volta in volta il luogo di trattazione  ma soprattutto abroga l’obbligatorietà di esporre la bandiera italiana durante lo svolgimento degli stessi Consigli. Posso comprendere che i Consigli possano essere fatti estemporaneamente in sedi diverse, soprattutto se si tratta di consigli straordinari, magari per affrontare tematiche di quartiere o di borgate, ma non ritengo debba essere una regola. Si tenga presente che già i Consigli comunali vengono annunciati con soli 5 giorni di preavviso per correttezza verso i cittadini  si abbia almeno  la certezza del luogo di svolgimento».

«Non posso invece concepire l’assenza della bandiera italiana che deve essere presente in tutti gli edifici rappresentanti delle istituzioni siano essi i consigli comunali, provinciali, regionali o nazionali. Addirittura negli ultimi anni alla bandiera italiana che dovrebbe essere il nostro orgoglio viene affiancata quella europea e ricordo che i sindaci nell’espletamento delle loro funzioni al difuori della sede comunale devono portare la fascia tricolore. Non è quindi per me concepibile una tale scelta e ne ho voluto informare il Ministro dell’Interno con una interrogazione parlamentare , allegata in copia ,  chiedendo di ripristinare l’obbligatorietà della bandiera italiana durante lo svolgimento delle riunioni consiliari  e di mantenere come sede unica la tradizionale sede municipale». Dello stesso avviso Gianluca Argellati: «la storia di Vigolzone, come quella dell’Italia, non può prescindere dalla bandiera italiana,  è un simbolo che ci deve unire come città alla nostra nazione, deve ricordarci i doveri che abbiamo anche in consiglio comunale come rappresentanti dello Stato». Conclude l’onorevole Palmizio: «Ritengo la mancata esposizione della bandiera un fatto grave e con l’aiuto di Gianluca e di tutti gli amici e consiglieri di centro destra vigileremo affinché sia sempre esposta».

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