Cavalli (Lega Nord): «Piacenza sia rilanciata come Provincia autonoma»

Consiglio provinciale dedicato alla discussione delle linee programmatiche della giunta Trespidi. Nel corso del dibattito, Cavalli (Lega) rilancia l'idea di «Piacenza come Provincia autonoma». E lancia una provocazione: «Si cambi la fascia blu con quella biancorossa». Boiardi (Nuovo Ulivo) ironico: «Autonomia? Il prossimo Consiglio lo facciamo in dialetto». Le linee di mandato, poi, passano con il voto contrario dell'intera minoranza

Seduta-fiume di Consiglio provinciale dedicata alla discussione delle linee programmatiche 2009-2014 della giunta Trespidi. L'opposizione, in maniera piuttosto compatta, ha segnalato la "vacuità e l'inconsistenza" delle proposte. Secondo la minoranza "non si parla di nulla in maniera concreta". Parere diametralmente opposto quello della maggioranza.

Tra gli interventi, Cavalli (Lega Nord) rilancia la proposta di "Piacenza come Provincia autonoma". Argomento, questo, che accomunerebbe Piacenza a Trento, e già presente su un gruppo di Facebook. E insiste: "In tema di identità locale, sarebbe bello che il presidente della Provincia indossasse una fascia biancorossa, come i colori del nostro territorio". Ironico il commento di Boiardi (Nuovo Ulivo) - "sono milanista" -, mentre Foti (Pdl) ricorda al leghista che per la Provincia autonoma "bisognerebbe cambiare la Costituzione, cosa non nelle possibilità di questa amministrazione".

  Foti (Pdl): "Provincia autonoma? Bisognerebbe cambiare la Costituzione, cosa non nelle nostre possibilità"  

In votazione, il centrodestra vota compatto a favore delle linee di mandato. Medesima cosa, contro, per l'opposizione. Nessun astenuto. Di seguito potete trovare l'ordine cronologico - dall'ultimo al primo - degli interventi.

«VORREI ESSERE IL PRESIDENTE DI TUTTI» - Risponde il presidente Massimo Trespidi dopo la discussione sulle linee programmatiche: "Se un semplice cittadino avesse ascoltato gli interventi del centrosinistra - spiega -, si sarebbe chiesto come mai questa parte politica ha perso le elezioni. La sfida, come presidente di centrodestra, è quella di dimostrare di essere il presidente di tutti i cittadini, è la sfida che intendo raccogliere. Il tema della laboriosità, dell'identità, sono una parte importante del nostro territorio". 

«RILANCIO TURISTICO DELLA CASA VERDIANA DI SANT'AGATA» - Per Foti (Pdl) è vacua una critica alle linee semplicemente parlando della "genericità o meno". E parla di cultura: "Con uno sforzo i grandi sponsor del Festival verdiano a Parma - continua Foti - non potrebbero far valere anche la casa di Sant'Agata, sull'esempio di tante case famose come quelle di Mozart o Shakespeare?". "Per la Provincia autonoma - dice Boiardi rispondendo a Cavalli - bisognerebbe cambiare la Costituzione".

«IL PROSSIMO CONSIGLIO LO FACCIAMO IN DIALETTO» - Boiardi (Nuovo Ulivo): "La Provincia di Piacenza non può diventare territorio di confine, se comincia a perdere appalti importanti come quello del ponte di Po. Sulle strade, nelle linee di mandato non si dice se si vogliono aumentare i fondi per la sicurezza: Foti lo prometteva nei cartelloni pubblicitari, ma come viene fatto nella realtà? Quali tratti di assi viari devono essere potenziati? Quali sono gli interventi minimi che l'amministrazione s'impegna fare". "Non è nemmeno misurabile la volontà di questa giunta - continua -, perchè sono tutte cose indistinte. Non hanno nessun collegamento con la situazione reale. Non è vero che "Vision 2020" è qualcosa di inutile. Erano stati individuati dei progetti che tutto il sistema territoriale aveva individuato di concerto". "In tema di autonomia - prosegue -, volete fare il prossimo Consiglio in dialetto? Non c'è alcun problema per me, per vedere quali sono le differenze del dialetto di Ferriere o della Bassa. Ma questo, ovviamente, non porta a nulla".
  Boiardi: "Si vuole l'autonomia? Bene, il prossimo Consiglio lo facciamo in dialetto. Ma a cosa porta?"  

MAGGIORE ATTENZIONE ALLE SITUAZIONI DI CRISI - Speroni (Io scelgo Boiardi) indica, tra le priorità, la cosiddetta "zona rossa", ovvero "le grandi industrie che chiudono, i piccoli artigiani che perdono il lavoro, le famiglie che stanno male". "Mi auguro che il presidente Trespidi tenga conto di questa "zona rossa"", dice.  

UNA FASCIA BIANCOROSSA - Cavalli (Lega) rilancia il tema di "Piacenza come Provincia autonoma". E fa una proposta a presidente, assessori e consiglieri: "Nelle linee di mandato si parla dell'orgoglio piacentino. Bene, che la fascia del presidente da blu diventi biancorossa, che è il colore della nostra città". Francesconi (Pdl): "La Provincia non sarà più un territorio di confine dell'Emilia Romagna, ma un vero e proprio collante tra la sua istituzione e i cittadini".

«NON E' VERO CHE E' UN PIANO SENZ'ANIMA» - Marcotti (Pdl) dà il pieno appoggio alle linee di mandato di Trespidi, "linee condivise e pensate una per una". "Un documento del genere - spiega riferendosi alle critiche precedenti - non deve per forza essere troppo dettagliato, altrimenti cadrebbero gli strumenti dell'amministrazione provinciale". "Non è vero che è un piano senz'anima - prosegue -. Ben vengano i suggerimenti, gli spunti di riflessione, caro Raggi, questo non è un segno di debolezza, ma un segno di condivisione". Pedretti (Lega) ribadisce la necessaria attenzione per "l'ambiente", e per gli alberi.

SI MANTENGA IL TAVOLO PER LA PACE - Brusamonti (Pd) indica come nelle linee programmmatiche "si facciano pochi accenni alla crisi economica", che nel territorio piacentino "dovrà ancora presentarsi". Per Caminati (Pd), Trespidi "dovrebbe giocare più di squadra". Inoltre, il consigliere si sarebbe "aspettato un progetto, da parte della Provincia, per far conoscere di più la Costituzione ai giovani: e poi mancano idee per iniziative d'accoglienza, sull'interculturalità". Caminati auspica anche "che venga mantenuto il tavolo provinciale per la Pace".

«UN DOCUMENTO VUOTO DI PROPOSTE CONCRETE» - Bergonzi
(Pd) dice di trovarsi di fronte a un documento "pieno di auspici" generici, e "vuoto di contenuti e proposte concrete". E ancora: "Ci sono assenze sul tema della montagna. Tante persone ci vivono, e sono un presidio importante. Sulla montagna, in definitiva, ci sono due righe, che non dicono nulla". Anche "sull'ambiente, sulla qualità delle acque, sulla natura non si fanno proposte concrete". Bergonzi segnala anche la "ripetizione della parole "intenzioni di azioni"": "Ma non si dice, nel concreto, quello che si deve fare davvero". Lacune, segnala Bergonzi, "anche sull'argomento della cultura". In sostanza, un "piano senz'anima, pieno solo di auspici".
  
BASTA AI CENTRI COMMERCIALI - Dosi (Lega Nord), invece, plaude l'attenzione data alle linee programmatiche "alla famiglia". Inoltre, viene segnalato l'apprezzamento "per l'istituzione del forum dei giovani". E poi "la valorizzazione del turismo religioso", con la "via Francigena" e il "turismo di bassa stagionalità". Dà un consiglio "bipartisan", inoltre, Dosi: "E' un argomento su cui entrambi gli schieramenti concordano: il fiorire come funghi di centri commerciali è qualcosa a cui dire stop". L'esponente del Carroccio parla anche di viabilità, e dei problemi di traffico della via Emilia. Sulle politiche abitative, infine, "è un argomento che andrà affrontato meglio": "Come può un Comune come Zerba affrontare il 30% di edilizia sociale?". "Ritengo importante - continua -, che questa giunta abbia ripristinato l'assessorato alla sicurezza, con una serie d'iniziative che diano una miglior percezione ai cittadini".
  
«UN DOCUMENTO FUMOSO» - Prende parola Sckokai (Pd). "Concordo con Bergonzi sul carattere "fumoso" del documento - dice -. E poi, l'attenzione alla famiglia non è certo una primogenitura di questa amministrazione". Sull'ambiente Sckokai concorda con il collega di minoranza: "Non c'è un "no" secco al nucleare. Si parla in maniera vaga delle risorse rinnovabili, ma non si dice in quali termini puntare, se acqua, aria, vento. Non si dice come puntare sulla raccolta differenziata, e come far funzionare l'inceneritore con le idee chiare". Stessa cosa sui "parchi naturali": "Avete detto che non volete il Parco del Trebbia, ma non bastano le dichiarazioni sui giornali". Bergonzi, poi, depreca al sensazione di "accantonamento" delle iniziative di "Vision 2020": "Non credo sia il caso di considerare questi elementi come aria fritta".

«TANTA FILOSOFIA E BELLE PAROLE, E BASTA» - "Questi indirizzi sono tante belle parole, filosofie e niente di più. Non si dice in concreto come volete far crescere questo territorio. E' lo sforzo di chi, non avendo idee, se le fa suggerire". Il consigliere, in seguito, legge "le contraddizioni degli esponenti di centrodestra sull'abolizione delle Province".

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