Il dream team per il rilancio della città

Non ha messo tutti d’accordo la definizione di un gruppo di tredici eminenti personalità piacentine che cercherà semestralmente di proporre e offrire idee per far crescere Piacenza. Trespidi: "Si è fatto qualcosa di paziale"

M assimo Trespidi, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, critica la scelta della giunta Reggi sulla compagine di 13 “saggi” che dovranno trovare soluzioni per il rilancio strategico di Piacenza. «Queste personalità sono la preferenza del 55% degli elettori, ma il restante 45%? Non sarebbe stato meglio una squadra condivisa da tutti?», affonda l’esponente di centrodestra.

Felicitazioni, sì. Ma anche critiche poco velate. Non ha di certo messo tutti d’accordo, infatti, l’advisory board – il gruppo di tredici eminenti personalità piacentine tra professori universitari, manager d’alto profilo ed economisti – che, da oggi, cercherà semestralmente di proporre e offrire idee per far crescere Piacenza. La così battezzata “squadra dei sogni”, voluta fortemente dall’assessore comunale allo Sviluppo economico Anna Maria Fellegara, ha suscitato non poche polemiche.

E, tra questi, non manca Massimo Trespidi, capogruppo Pdl: «Sono favorevole a queste sinergie – chiosa – tra componenti della società civile e il mondo politico, ma contesto il metodo usato dal sindaco Reggi e dalla giunta. Un “dream team” così pensato dovrebbe essere un’iniziativa di tutto il Consiglio, non solamente degli assessori. Si è fatto qualcosa di parziale».

«Anche noi – continua Trespidi – avremmo potuto proporre qualche nome, dando così modo di creare una squadra davvero bipartisan, super partes, che esprimesse tutta la volontà popolare, non solamente quella del 55% degli elettori. Un rapporto così, tra Consiglio e giunta, non va».

Sull’agenda politica di Palazzo Mercanti inizia poi il percorso di revisione del regolamento dell’Assemblea comunale, che ha trovato un’intesa di massima in conferenza di capigruppo. Gli stessi capigruppo di maggioranza e opposizione hanno segnalato «l’impegno, la serietà e la reciproca collaborazione» con le quali si è arrivati a delineare, a grandi linee, i punti di cambiamento, che verranno trasmessi all’organo preposto, ovvero la Commissione consiliare 1 (Organizzazione istituzionale e Sviluppo civile).

A quanto è trapelato, saranno circa la metà degli articoli del regolamento a essere rivista. Le indicazioni parlano dell’introduzione della seconda convocazione dell’assemblea con la parallela riduzione del numero legale; della riduzione dei tempi d’intervento nella discussione e nelle dichiarazioni di voto; della ridefinizione degli strumenti per l’esercizio della funzione ispettiva e d’indirizzo, con la nuova modalità del “question time”.


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