«Il lavoro di Reggi prezioso per il Paese e per Piacenza»

Il Partito Democratico di Piacenza e provincia ringrazia l’ex direttore dell’Agenza del Demanio: «Da Reggi risultati lusinghieri. Spiace che il Governo Conte non abbia valutato il merito della sua positiva gestione»

Reggi e l'ex sindaco di Piacenza Paolo Dosi

La notizia dell’avvicendamento alla direzione del Demanio di Roberto Reggi con il prefetto Riccardo Caprino ha suscitato vasta eco a Piacenza. Rinnovato nell’incarico triennale dal settembre 2017 il mandato si sarebbe “naturalmente” concluso nel 2020. Il Partito Democratico locale esalta l’azione del piacentino, ex sindaco del capoluogo per dieci anni (dal 2002 al 2012). «L'operato di Roberto Reggi come Direttore dell'agenzia del Demanio ha raggiunto lusinghieri risultati in tutto il Paese, ma per Piacenza la sua azione è stata particolarmente incisiva – sottolinea in una nota Il Pd provinciale -  ricordiamo, solo per citare le operazioni già consolidate a cui vanno aggiunte numerose altre in corso: il progetto del Laboratorio Pontieri in pieno centro storico ove sorgeranno due nuove palestre al servizio delle scuole che ne sono prive; Il Piano Caricatore che ora ospita l'autostazione trasferita da Piazza Cittadella; Palazzo Farnese sede museale; alcuni dei principali bastioni della cinta muraria ora riqualificati con una virtuosa collaborazione con i privati (Bastione San Sisto, Torrione Fodesta, la ex chiesa di Sant’Agostino, la ex Chiesa San Lorenzo) e altri beni le cui pratiche sono in corso di perfezionamento come la Caserma Dal Verme o l'ex ospedale militare, l'ex Pertite o la caserma Lusignani. In provincia tra le più significative azioni di riuso ricordiamo le ex polveriere di Rio Gandore (comune di Gazzola) e di Cantone (Agazzano) senza dimenticare la grande sfida per il futuro dell'aeroporto di San Damiano. Un’azione concreta che in soli quattro anni ha decuplicato gli investimenti, ridotto la spesa, rigenerato beni pubblici in ogni parte d’Italia in un’ampia attuazione di tutti i nuovi strumenti previsti dalle norme sul cosiddetto federalismo demaniale che sostanzialmente prevedono a costi azzerati la restituzione alle città dell'ingente patrimonio immobiliare non più in uso allo Stato e spesso in stato di abbandono. Spiace che il Governo Conte non abbia saputo rinunciare alla sua foga restauratrice e non abbia valutato il merito della positiva gestione del Demanio attuata dall’Ing. Reggi con quel piglio manageriale più volto al bene comune che agli schieramenti politici, che la città gli ha sempre riconosciuto da Sindaco. A Roberto va tutto il nostro ringraziamento».

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