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«Fiero di essere candidato a Piacenza: qui cultura del lavoro, non del reddito di cittadinanza»

Il leghista Armando Siri ha inaugurato il point elettorale di largo Battisti

«Sono fiero di essere candidato in un territorio dove c’è la cultura del lavoro e non quella di ciondolare da un bar all’altro con 850 euro al mese garantiti dallo Stato». Così il senatore Armando Siri ha inaugurato, con un breve discorso, il suo point elettorale in centro a Piacenza.
Nel pomeriggio di sabato 10 settembre diversi sostenitori e simpatizzanti si sono ritrovati all'angolo di largo Battisti per ascoltare l'esponente del carroccio e l'ideatore della flat tax.
Presenti, tra gli altri, esponenti piacentini del partito di Salvini: Massimo Polledri, Matteo Rancan, Pietro Pisani ed Elena Murelli.

Siri, candidato capolista alla Camera nelle prossime elezioni del 25 settembre ha parlato ovviamente dell'attuale problema energetico: «La settimana prossima impegno massimo della Lega in Parlamento per ottenere uno scostamento di bilancio per bloccare il rincaro delle bollette per imprese e famiglie. Agricoltori, allevatori e il settore della trasformazione sono in ginocchio e non c’è più tempo».
Il coordinatore nazionale dei Dipartimenti del Carroccio ha poi spiegato i motivi dell’aumento del gas e ribadito i limiti delle sanzioni alla Russia: «Le sanzioni arricchiscono i russi, impoveriscono gli italiani e non fermano la guerra. Se vogliamo insistere in questa direzione, l’Europa deve scendere in campo per sostenere famiglie e imprese e lo può fare chiedendo alla Bce di attivare e sostenere un fondo che operi sulla Borsa di Amsterdam dove è in corso una speculazione senza precedenti che è la causa dei rincari. Il gas c’è ma qualcuno vuole fare affari d’oro sulle spalle dei cittadini e delle imprese».

Il senatore leghista ha poi condiviso i temi centrali del programma della Lega, partendo dalla Flat Tax al 15% e Pace Fiscale, suoi personali cavalli di battaglia: «Chi dice che vogliamo aiutare solo i ricchi lo vada a spiegare alle famiglie con 35 mila euro lordi all’anno e magari due figli da mantenere», ribadendo poi l’impegno all’abolizione della Legge Fornero e la necessità di incentivare le scuole tecnico professionali per agevolare l’inserimento precoce dei giovani nel mondo del lavoro. «L’Università non può essere un parcheggio, a diciotto anni si può cominciare a fare esperienza sul campo dopo un diploma. Non si può coltivare la cultura del “non lavoro” pensando che tutti siano pensatori o vivano nella realtà virtuale. Il lavoro è impegno, sacrificio e sopratutto nutrimento per lo spirito. Senza un obiettivo e una passione che diventa opera quotidiana ci resta solo la desertificazione della società».

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