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«Il ministro faccia chiarezza sul caso del paziente zero a Piacenza»

Interrogazione di Murelli (Lega) al titolare della Salute, Speranza: «A gennaio un paziente sarebbe stato trasferito in biocontenimento da una clinica della città. Indagare anche sull’operato dei vertici della sanità regionale»

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, faccia chiarezza sul presunto “paziente zero” che sarebbe stato trasportato da una casa di cura privata di Piacenza all’ospedale, tesi sostenuta da inchieste giornalistiche del Fatto Quotidiano e di Report; il ministro poi dica se ritenga di far intervenire la Regione Emilia-Romagna per dare spiegazioni su quanto avvenuto e descritto negli articoli da Selvaggia Lucarelli e da Report. Lo chiede, in una interrogazione la deputata della Lega, Elena Murelli, la quale riprende le due testate che avevano sollevato il dubbio che il paziente 1 contagiato da Covid-19 non fosse stato registrato a Codogno, ma a Piacenza, alla Casa di cura “Piacenza”. La struttura oggi è stata riconvertita a ospedale Covid. Il Fatto aveva riportato la testimonianza di un’infermiera della struttura che a gennaio aveva visto portare via, in biocontenimento, un paziente. Inoltre, un medico che aveva lavorato in quella Casa di cura era risultato positivo il 12 febbraio a Tenerife. A questi casi, va aggiunta un’altro paziente, nella Casa di cura Sant’Antonino (facente parte dello stesso gruppo della elena murelliprima), «che è stato prelevato dagli operatori sanitari del 118 in data 17 febbraio 2020 ed è, poi, risultato anch’egli positivo al COVID-19». La Casa di cura Piacenza aveva dichiarato «che la struttura si sarebbe attenuta alle disposizioni impartite dall’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza; per quasi un mese, dunque, di tali circostanze non è stata riportata alcuna notizia, né è stato dato alcun allarme, fino all’uscita dell’articolo su “Il Fatto quotidiano” del 18 marzo 2020». La chiarezza - anche quella «sull’operato dei vertici del sistema sanitario regionale nella gestione della vicenda» - è necessaria, ha spiegato Murelli, alla luce dell’epidemia poi esplosa perché «ogni giorno di vantaggio, infatti, avrebbe potuto rivelarsi fondamentale nel contenimento dell’epidemia che, ad oggi, ha causato in Italia oltre dodicimila morti».

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