«Il nostro programma è basato sulla concretezza». L’opposizione resta in silenzio

Il dibattito in commissione 1 sulle linee programmatiche vede intervenire solamente il sindaco Patrizia Barbieri: «Il nostro non è un “libro dei sogni”». La minoranza: «Vogliamo approfondire meglio i contenuti, ci prendiamo più tempo»

Doveva essere forse il primo vero confronto sul futuro della città, ma si è trasformato in un soliloquio del sindaco Patrizia Barbieri. Il dibattito in commissione 1 sulle linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione – ovvero il programma di governo della città dei prossimi quattro anni -, deliberate dalla Giunta lunedì 7 novembre, si è risolto nel giro di un’ora. La minoranza chiede più tempo per approfondire le oltre duecento pagine del documento, che “ilPiacenza” ha provato a riassumere in poche righe. Non bastano, secondo Pd, Piacenza Più, Movimento 5 Stelle, Liberi e Piacenza in Comune, meno di 48 ore per analizzare il testo. Meglio ribattere argomento per argomento in Consiglio comunale: dopo la seduta i consiglieri avranno dieci giorni  di tempo per presentare i loro “ordini del giorno” e correggere il documento.

LE PAROLE DEL SINDACO BARBIERI

Così nel pomeriggio del 9 novembre ha parlato solamente il sindaco Patrizia Barbieri, affiancata dall’assessore al bilancio Paolo Passoni. «Questo documento – ha spiegato il primo cittadino - è il sunto del programma elettorale  che ci ha portato a vincere alle Elezioni. Non siamo quelli che vogliono fare il “libro dei sogni”, ma portare progetti di concretezza che portino sviluppo economico e facciamo uscire da quella cappa e quella impasse in cui Piacenza è stata chiusa per troppo tempo. Attenzione particolare al tema della sicurezza: non ci lamentiamo delle forze dell’ordine che lavorano bene, ma la gente percepisce insicurezza e il degrado è sotto gli occhi di tutti, a partire da quando vieni “tirato per la giacca” dagli abusivi mentre parcheggi».

Il sindaco ha passato in rassegna diversi argomenti. «Vogliamo installare una rete di telecamere. Attualmente non esiste una rete tra tutte le forze dell’ordine, bisogna scambiarsi le informazioni. Ci saranno più controlli da parte della polizia municipale: gli agenti devono essere di supporto alle forze dell’ordine». Capitolo welfare. «Seguiremo il principio della sussidiarietà nel welfare. Ci sono spese elevatissime in questo settore, provvederemo a un’operazione di efficentamento per mantenere la qualità dei servizi. Saremo attenti alle giovani coppie e alla “piacentinità”. Che significa che i cittadini residenti da più tempo hanno la precedenza all’accesso ai servizi. Importante anche prevenire le fragilità di famiglie e giovani».

«Non vogliamo il business dell’immigrazione e dell’accoglienza. Ci vogliono politiche corrette. Grande attenzione anche per il “Dopo di noi”, le famiglie non possono essere lasciate sole nella cura dei disabili, la collettività si deve fare carico». «Quando si parla di logistica - ha aggiunto il sindaco - di ultima generazione intendo una logistica che rispetti l’ambiente: sto parlando di manifatturiero e centri direzionali, non logistica di bassa qualità che ci ha portato ad avere tanti problemi. I poli universitari devono rimanere a Piacenza e creare ancora più sinergie.

È importante per noi anche coinvolgere le categorie per il commercio. Il nuovo ospedale non ci deve far dimenticare la vera priorità: conservare la qualità della sanità piacentina». Si è parlato anche di viabilità. «Il Pums – piano urbano di mobilità sostenibile - è indispensabile, è necessario presentare un nuovo piano. Tutte le piste ciclabili devono essere in sicurezza e vogliamo migliorare la rete del trasporto pubblico per soddisfare le esigenze dei cittadini. Necessaria anche qualche area di parcheggio gratuito in centro per permettere ai lavoratori di recarsi in città senza rimetterci troppi soldi. Ai pendolari bisogna dare risposte: ci chiedono di facilitare l’uso delle biciclette per la stazione. Per la cultura è già un grande successo aver presentato in poco tempo una proposta per “Piacenza capitale della cultura italiana”. Anche se non saremo noi i vincitori, potremmo organizzare alcune delle iniziative promosse nella candidatura».

Così le linee programmatiche e il Dup – documento unico di programmazione – sono passati con il voto della sola maggioranza. Astenuti 5 Stelle, Piacenza Più, Piacenza in Comune. Non ha partecipato al voto il gruppo “Liberi”. A margine della seduta, i rappresentanti dell'opposizione hanno spiegato che intendono studiare nel dettaglio il documento. Perplessità da parte di Sergio Dagnino. «A nostro giudizio si tratta proprio di un libro dei sogni, con le risorse a disposizione non riusciranno a fare tutto. Non siamo soddisfatti della presentazione del sindaco, ci aspettiamo che entri maggiormente nel dettaglio in Consiglio comunale». Dubbi anche dal gruppo “Liberi”, che preannuncia già bagarre. Il primo a lamentarsi del poco tempo a disposizione per analizzare le tante voci è stato Christian Fiazza (Pd). 

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