«Il nostro sistema fiscale non è progressivo, è ora di fare una tassa unica»

Anna Maria Bernini e Francesca Gambarini hanno incontrato amministratori, iscritti e simpatizzanti di Forza Italia in vista delle Elezioni Politiche del prossimo 4 marzo

Papamarenghi, Bernini, Gambarini e Callori

Le candidate di Forza Italia Anna Maria Bernini e Francesca Gambarini – bolognese la prima e parmense la seconda – hanno incontrato amministratori, iscritti e simpatizzanti del partito oggi a Piacenza. «Quando si fa politica - ha aggiunto Fabio Callori - c’è anche l’amicizia, noto che le nostre candidate stanno correndo in tutta l’Emilia per portare i voti a casa e guidare il paese dal 5 marzo, Forza Italia è il collante della coalizione di centrodestra. Nessuno della Lega e Fratelli d'Italia voterebbe il suo partito se non in coalizione con Forza Italia. Siamo tre forze che possono governare il paese e Forza Italia deve essere il primo partito per esprimere il presidente del consiglio». «Ringrazio gli amici di Piacenza - ha detto la candidata Francesca Gambarini, presente nel listino del proporzionale della Camera - il 4 marzo abbiamo una possibilità enorme per il territorio, che deve tornare a contare . Piacenza, Parma e Reggio sono state abbandonate dalla regione, ci sono stati tagli alla sanità e rimane il problema immigrazione. Forza Italia non ha semplici slogan, possiamo portare a casa gli obiettivi che ci siamo prefissati. E io credo di aver dimostrato di saperci essere per il territorio. Siamo l’unico partito aggregante nel panorama. A Piacenza posso promettere di esserci per le sue istanze».

All’incontro era presente anche il coordinatore provinciale di Forza Italia Jonathan Papamarenghi. In platea anche Gloria Zanardi e Gianluca Argellati, recentemente ritornati in buoni rapporti con la dirigenza locale del partito. «Piacenza è una città vincente per il centrodestra – ha detto Bernini - e non è poca cosa, perché ha degli indicatori positivi su sicurezza ed economia. Qua abbiamo un buon livello di qualità della vita e un basso tasso di disoccupazione, dovuto all’Amministrazione attuale. Io iniziai proprio da Piacenza la campagna elettorale delle Regionali del 2010, contro Vasco Errani. Ho imparato a conoscere i territori e non li ho persi di vista. L’Emilia non è una regione rossa, non pulsa più come prima il cuore rosso. È una regione di oltre quattro milioni che non vota tutta a sinistra, c'è una parte non rappresentata dal Pd e credo che questa sia la nostra grande occasione. Forza Italia è l’unico voto utile, solo il centrodestra unito riesce ad avere i numeri per governare il Paese. I 5 stelle non fanno alleanze – e comunque su 139mila iscritti hanno votato alle parlamentare solo in 39mila -. Il Pd alle regionali del 2014 ha preso pochi voti, qualcosa sta cambiando in regione. Abbiamo un programma in cui crediamo molto, soprattutto sulla pressione fiscale. La tassa unica al 23 per cento fa pagare meno a tutti, e sotto i 12mila euro non si paga niente. Gli scaglioni Irpef sono anti economici per molti lavoratori, per guadagnare qualcosa in più si rischia di scivolare in uno scaglione penalizzante che costringe a pagare più tasse rispetto al guadagno.  Ci sono troppe “patrimoniali” che impattano sulle persone, il nostro non è un sistema progressivo. Occorre valutare caso per caso le possibile rottamazione delle cartelle esattoriali per distinguere chi evade da chi realmente non ha i soldi.  Non faremo la “pace fiscale” per tutti, ma vogliamo far emergere veri debiti da chi fa il furbo. Iniziamo a fare pulizia con questa unica tassa. È un atto di giustizia sociale». Bernini ha parlato anche dei fatti di Macerata. «L’uccisione della ragazza è stata un evento orribile a cui è seguito un gesto altrettanto orribile di un folle. È un errore strumentalizzare, al tempo spesso non va bene dire che “va tutto bene” in quella realtà. Macerata è uno degli ottomila comuni italiani che ha avuto a che fare con l'immigrazione. Ci sono piovuti 600mila immigrati negli ultimi tre anni in un momento di crisi e disoccupazione giovanile. L'accoglienza incontrollata impatta sugli strati sociali più deboli della popolazione. Bisogna fermare il flusso indiscriminato dall’Africa. Ci vogliono accordi veri con Africa,  blocchi, respingimenti. E soprattutto rimpatri».

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