«Il nuovo ospedale di Piacenza sarà il primo post Covid d’Italia, forse d’Europa»

Il sindaco Barbieri: «Ci sono state lungaggini nel percorso, però ora abbiamo l’occasione di realizzare un progetto che tenga conto di quanto successo in questa fase. Sarà importante accelerare»

Patrizia Barbieri in commissione 2

«Una variante al Psc prettamente tecnica e di valutazione». Così l’ha definita in commissione 2 il sindaco Patrizia Barbieri, commentando la trasformazione dell’area della Farnesiana da agricola ad area per “attrezzature sanitarie”. Però la variante – che ha ottenuto il primo “sì” in commissione 2 per essere poi esaminata dal Consiglio comunale l’11 maggio – è arrivata in un momento in cui il dibattito sulla sanità locale è più vivo che mai. «La delibera fa capire – ha preso la parola Barbieri in apertura di commissione - che non ci siamo scordati del resto, del nuovo ospedale e del futuro. Lo diciamo soprattutto al personale sanitario, che deve lavorare in un ambiente confortevole». Quindi in un ospedale nuovo.

«Si è parlato molto di nuovo ospedale e sanità in questo periodo – ha proseguito nel suo intervento il sindaco. Noi abbiamo bisogno di una nuova struttura, uno studio di prefattibilità dell’Ausl ci aveva indicato dei requisiti specifici, ma questi saranno rivisti. C’è la necessità di pensare a una struttura che sarà diversa da quella ipotizzata al tempo, anche se un progetto vero non è ancora stato pensato». «Sarà la prima progettazione post Covid – ha rimarcato il primo cittadino - il nostro ospedale sarà il primo in Italia, forse il primo a livello europeo».

Pandemia che ha cambiato lo scenario in cui si colloca il nosocomio che verrà. «Ci ha insegnato molto dal punto di vista delle esigenze sanitarie. Occorrono delle strutture più elastiche e meno rigide. All’epoca della scelta dell’area erano già stati individuati alcuni temi. L’attuale ospedale manca di spazi e non permette ad alcuni settori di lavorare insieme. La struttura è obsoleta, una parte è stata costruita nel ‘300 e un’altra è il Polichirurgico. Diventa importante accelerare le procedure, nei limiti della legittimità, e definire i primi elementi di pianificazione. Noi abbiamo chiesto di investire molto nella tecnologia e nella medicina territoriale, aspetti che si sono rilevati importanti in questa fase di pandemia». «Avete visto come in poco tempo tutte le nostre strutture ospedaliere sono diventate Covid, bloccando così le attività ordinarie. Ora si stanno cercando di riprendere, ma come territorio abbiamo chiesto ad Ausl e Regione se ci fosse un progetto per i prossimi mesi a venire per la sanità locale. Perché non possiamo farci trovare impreparati per l’autunno».

Massimo Trespidi (Liberi) ha poi incalzato sulla questione. «Il nuovo ospedale sarà lo stesso immaginato prima del Covid-19? Quanto e come si colloca in un piano di riorganizzazione della sanità piacentina? È possibile convocare in pochi giorni l’assessore regionale Raffaele Donini e il direttore Ausl Luca Baldino per discutere di questo? Vorremmo sapere cosa pensano per l’ospedale e per la fase 2».

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«Ora sta ripartendo la sanità ordinaria – ha replicato il sindaco Barbieri -. Ci saranno due conferenze socio-sanitarie a breve, vogliamo capire cosa s’intende per riorganizzazione ospedaliera. Abbiamo chiesto la convocazione di queste due conferenze perché condividiamo le stesse preoccupazioni vostre. La sanità è cambiata a causa del Covid-19, bisogna ripensarla e vogliamo sapere. Il confronto tra sanitari deve anche spiegare alle istituzioni, ai sindaci del territorio. Bisogna sentire anche gli stessi medici, per rivedere anche da questa esperienza gli insegnamenti, tutti sono utili che per il nuovo ospedale». Come ricordato anche da IlPiacenza.it, si è perso molto tempo nel percorso verso il nuovo ospedale. «Queste lungaggini, – ha detto al riguardo il sindaco - nella sfortuna, sono l’occasione per non ritoccare il progetto, visto che non c’è ancora, e farlo nuovo e già aggiornato in questa fase».

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