«Il nuovo ospedale è una cambiale in bianco, mancano le risposte tanto attese»

Il consigliere comunale Luigi Rabuffi contesta l'atteggiamento del tavolo sul nuovo ospedale. «Sottoscrivo la proposta del Pd di un nuovo parco pubblico (in aggiunta a quello della Pertite) da ricavare nell’area della caserma Lusignani»

Luigi Rabuffi

«Era il 22 febbraio scorso quando in comune s’insediava il tavolo tecnico sul “nuovo ospedale”. Presenti i rappresentanti dei gruppi consiliari, il sindaco e il direttore generale dell'Ausl Luca Baldino. Spirito propositivo, interesse alle stelle, grande attenzione per un tema dalla complessità e dalla portata sociale, urbanistica e finanziaria eccezionale.  Peccato che a 3 mesi da quella data, dopo quattro incontri (22/2, 8/3, 7/5 e 17/5), il Re è nudo. E confuso. In tre mesi di discussioni, infatti, partendo dal problema “parcheggio”, che nulla ha a che vedere con gli aspetti sanitari, si è capito chiaramente una sola cosa: l'ospedale deve essere fatto. A prescindere da tutto il resto. Che non è poca roba.

Lo si capisce da queste domande che ognuno di noi dovrebbe porsi e che già sono state oggetto di confronto/polemica durante la campagna elettorale per le elezioni del Sindaco di Piacenza:

1 - Quanto impatterà il Nuovo Ospedale sul nostro sistema territoriale in termini di politiche sanitarie, riorganizzazione di strutture e servizi (in primis Case della Salute e Servizi domiciliari per la cronicità) e in termini di allocazione di risorse e accentramento di competenze?

2 - Cosa ne sarà del Polichirurgico e del Vecchio Ospedale di via Taverna (in buona parte vincolato) una volta svuotati delle loro funzioni? E della Scuola Infermieri che oggi ha sede presso il Collegio Morigi? E del 118 di via Anguissola?

3 - Dove si farà mai questo nuovo ospedale e quanto costerà davvero ai cittadini?

4 - Se è vero che la Regione si è impegnata a stanziare “solo” 100 milioni di euro, dei 230-250 ipotizzati informalmente, dove troverà l'ASL (che per missione non fa l'immobiliarista e neppure stampa cartamoneta) le restanti risorse per ultimare la parte strutturale e rinnovare quella tecnologica?

5 - Perché alla richiesta di implementare il numero degli operatori sanitari ospedalieri - che della sanità sono la più importante e irrinunciabile risorsa - la risposta è sempre la stessa: non ci sono le condizioni?

6 - E infine: negli anni che ci separano da oggi all'inaugurazione del nuovo ospedale (come minimo 8-10) come si intende risolvere il problema delle liste d'attesa, degli accessi al Pronto Soccorso, delle lunghe-degenze e perché no, anche di quel parcheggio maledetto, causa apparente di tutti i mali del mondo?

A queste domande, a tutt'oggi, non è stata fornita alcuna risposta certa e allora mi chiamo fuori. Troppo pericoloso firmare cambiali in bianco. Perché al buio si può giocare, non amministrare. Amministrare significa servire i cittadini, essere garanti di quel bene comune rappresentato innanzitutto dall'utilizzo dei soldi pubblici (il nuovo ospedale costerebbe 2.300-2.500 euro per ognuno dei 100.000 piacentini), significa sostenere il servizio sanitario pubblico partendo dalla valorizzazione e dall'implementazione del personale che, nella sanità, fa la differenza (specie in una società che invecchia e si impoverisce progressivamente); significa avere a cuore l'ambiente (che della salute è un precursore) e il benessere dei cittadini, a partire dai più deboli. Detto ciò, in attesa di avere qualche risposta esaustiva alle domande sopra elencate, non posso che apprezzare la proposta del sindaco di attivare un percorso partecipato coi cittadini e con le forze sociali/economiche (percorso in realtà già annunciato diversi mesi fa) cosiccome mi dichiaro pronto a sottoscrivere convintamente la proposta, avanzata dal Partito Democratico, di un nuovo parco pubblico (in aggiunta a quello della Pertite) da ricavare nell’area della caserma Lusignani. Di certo, dopo il referendum del 2011 e 7 anni di battaglie per ottenere un parco laddove proprio il Pd vorrebbe insediare il nuovo ospedale (Pertite), la proposta appare davvero sorprendente. Tanto che, se fossimo in TV, sospetterei di trovarmi sul set di “Lascia o raddoppia”. Però, pensandoci bene, è decisamente più probabile essere su “Scherzi a parte”».

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