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la caserma Lusignani, in pole come sede del nuovo ospedale

la caserma Lusignani, in pole come sede del nuovo ospedale

Il nuovo ospedale non convince, Dosi: «Non facciamoci scavalcare da altri territori»

Critiche al progetto anche dalla maggioranza. Tagliaferri (Pd): «Ennesimo spreco, spesa inutile». Sichel (Pd) perplesso. Garetti (Sveglia): «Ricorda il ponte sullo stretto di Messina»

«Credevo che la storia dell'ospedale fosse una boutade. Invece c’è veramente l'intenzione di portarlo avanti. È proprio necessario?». Non usa mezzi termini Roberto Colla (Moderati) per esprimere le sue perplessità sull’annuncio del sindaco Paolo Dosi e del direttore generale Ausl Luca Baldino in merito alla costruzione di un nuovo ospedale in città. Colla, durante il consiglio comunale del 3 ottobre, non è l’unica voce in maggioranza che si è levata per criticare il progetto da 200 milioni di euro. «Dire che se non lo fanno qua – ha osservato Colla - lo fanno altrove non é una motivazione solida. Pensiamo a migliorare gli attuali accessi. E poi cosa ne facciamo del vecchio? Preoccupiamoci di portare e creare eccellenze nell'attuale struttura ospedaliera».

Il rappresentante dei Moderati è stato seguito a ruota da alcuni colleghi. «Sono perplesso come Colla – anche Federico Sichel (Pd) ha esternato il suo parere negativo al progetto.  Forse ? giusto affrontare il tema nelle commissioni». «Ennesimo spreco di denaro dello Stato – ci va giù pesante Andrea Tagliaferri del Pd -, é una spesa inutile quando bisogna aspettare nove ore per accedere al Pronto Soccorso. Vogliamo nuovi servizi ospedalieri o un nuovo ospedale?».

Anche il centrodestra non è stato a guardare sull’argomento. «Perché costruire un nuovo ospedale – è il parere critico di Filiberto Putzu (Forza Italia) - da 110mila metri quadrati quando Reggio Emilia è 100mila solo di aree verde e parcheggi? Per poi avere gli stessi 550 posti letto attuali: Piacenza potrebbe intercettare pazienti da fuori. Non è fondamentale che siano proprio i militari a darci l'area. Noi facciamo sempre il passo corto del nano. La piscina la facciamo piccola, l'Hospice lo stesso, ora il nuovo ospedale». «Ci vuole più rispetto per l'aula – ha spiegato Marco Colosimo (Piacenza Viva) - non si può organizzare in fretta e furia una conferenza stampa per annunciare il progetto». Colosimo durante la seduta ha inoltre chiesto maggiori controlli sui cantieri in città e l'attenzione dell'assessore Cisini sulla pericolosità di alcuni tratti del quartiere Infrangibile. Anche Massimo Polledri (Lega Nord) si è mostrato scettico sul fondo da 200 milioni per il nuovo ospedale. «Sappiamo bene quali sono i tagli nella sanità: in tutte le case di riposo della provincia i farmaci di fascia C come purghe e tachipirine si pagano. Trovo strano che ci siano 200 milioni pronti per l’ospedale».

Foti ha ricordato il progetto abortito di costruire l'ospedale “Guglielmo da Saliceto” alla Besurica, progetto abbandonato dalla sinistra piacentina in favore della collocazione in centro. «In Regione ora hanno avanzato dei soldi e vogliono allora fare in città il terzo ospedale.  Questa è la ratio. Non sappiamo ancora cosa c'è nel sottosuolo della Lusignani, e poco distante sappiamo come è andata alla Pertite. Noi non siamo il partito del “No” a prescindere, ma è raccapricciante il modo superficiale con cui vengono trattate le cose». «L’ospedale di Piacenza – è il confronto che ha fatto Paolo Garetti (Lista Sveglia) è un po' come il Ponte sullo Stretto di Messina». «A cosa serve questo annuncio? – ha criticato Marco Tassi del Pdl -. Avete appena finito di pagare la ristrutturazione del vecchio ospedale…». A favore invece Lucia Carella del Pd. «Giusto discutere nei tavoli del Poc – ha motivato - del futuro della città. Si sta guardando con interesse alle aree dismesse e demaniali. Anche grandi aree industriali di altre città vengono riutilizzate. Ho sentito il parere di alcuni medici: le strutture ospedaliere - mi dicono - hanno una vita e vanno rinnovate. Per la prima volta é stata bypassata una città universitaria come Parma per dare l'ospedale a Piacenza».

«La notizia non è nuova – ha replicato il sindaco Paolo Dosi, rispondendo a tutti gli interventi - ma di alcuni mesi fa. Il nuovo ospedale è un desiderio espresso dall’assessore alla sanità regionale Venturi, che annunciò di volerne costruire uno a Bologna, uno a Cesena e uno a Piacenza. Noi abbiamo interpretato la sua volontà come una grande occasione. Facevamo molta fatica a dire "No, grazie". Stiamo parlando di un investimento della Regione. Vogliamo accelerare i tempi, chi verrà dopo di noi si troverà solamente un orientamento. Abbiamo solo espresso una disponibilità, mi dispiace dire di no preventivamente. Discutiamo,  possiamo immaginare che una delle tante aree militari possa diventare utile? Non é certo che sia la Lusignani, é solo una proposta. Non é una sentenza la costruzione dell'ospedale. Non é un percorso chiuso calato sulla testa dei piacentini. Saremo sempre in tempo a dire di no. Vorrei che prima di decidere tutti fossero consapevoli del tema.  Non stiamo cavalcando elettoralmente la questione, perché non saremmo noi a portarla avanti. Però non vogliamo farci scavalcare da altri territori».

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