Il nuovo ospedale non sarà né alla Lusignani, né alla Pertite: lo ha deciso il Consiglio comunale

Un ordine del giorno del sindaco emendato da Fd'I ha chiarito la situazione: le due aree pubbliche stralciate dal percorso di scelta da maggioranza (compatta), Liberi e Misto. Il centrodestra: «La Regione ci vuole costringere a scegliere la Pertite, noi chiariamo il nostro “no” a questa ipotesi». M5s e "Pc in Comune" confermano il “no” alla costruzione di un nuovo ospedale

Il nuovo ospedale non si farà né nell’area della caserma Lusignani, né nell’ex Pertite. Lo ha deciso il Consiglio comunale di Piacenza, riunitosi per discutere delle due aree pubbliche: aree che insieme alle altre due ipotesi di terreni privati (area La Verza-strada Valnure e area Farnesiana-Madonnina) erano sul tavolo di discussione. Il voto è arrivato dopo un lungo dibattito nella serata del 25 giugno – curiosamente proprio a distanza di un anno dal ballottaggio che consegnò Piacenza al centrodestra - che ha visto propendere per lo stralcio delle due aree pubbliche la maggioranza in modo compatto più Liberi e Gruppo Misto. Non hanno partecipato al voto 5 Stelle, Piacenza in Comune e Piacenza Più. Contro il solo Partito Democratico.

La seduta si è aperta con un colpo di scena. Il sindaco Patrizia Barbieri ha letto in aula una missiva arrivata al Comune dall’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi. L’assessore ricordava tutto l’iter della scelta del nuovo ospedale, sottolineando la bontà delle due proposte pubbliche sul tavolo (fino a quel momento). «Entrambe le aree presentano i requisiti minimi e per la Pertite potrebbe manifestarsi la possibilità di una bonifica del suolo. Il Comune deve dire che le due aree non sono di interesse pubblico, ci vogliono precise ragioni tecniche ed economiche per giustificare la scelta che non deve presentare danni erariali per la Regione, che ci mette i soldi». Il riuso di suolo pubblico è, insomma, la priorità della Regione. Barbieri ha commentato stizzita questo suggerimento da Bologna. «Prendo atto – ha detto il primo cittadino -, è una lettera un po’ fuori contesto, si vuole fare un “casus belli” della Pertite. Si paventano dei dubbi su eventuali danni erariali. La Regione ci ha sempre detto che la scelta dell’area deve essere presa dal Comune e ora ci invita a scegliere la Pertite. Tutti i loro segnali portano a lì. Io non ci sto a questa cosa». L’Amministrazione ha rammentato che nel protocollo firmato dalla Giunta Dosi a inizio 2017 era indicata come prioritaria l’opzione Lusignani e solo come seconda la Pertite. «Ricordo inoltre che per la Pertite – ha proseguito il sindaco - rimane ancora il problema della pista di prova carrarmati. Non ci sono contrarietà di carattere politico a queste due ipotesi, ma ci sono già dei rilievi tecnici a Lusignani e Pertite. Poi la Regione continua a cambiare i numeri sul tavolo sui conti economici. Tutti questi giochetti non ci piacciono». IMG_20180625_152322-2

IL FRONTE DEL “NO” ALLA PERTITE E ALLA LUSIGNANI

La maggioranza ha fatto quadrato intorno al suo sindaco. «Qua – ha subito commentato il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara - dobbiamo smettere di giocare. Non ci devono tirare la giacca da Bologna, condividiamo ciò che dice il sindaco. Se vogliono fare la campagna elettorale per le Regionali del 2019 su questo, si sbagliano». «Se è il Comune di Piacenza che deve scegliere – è l’intervento di Tommaso Foti di Fratelli d’Italia - non abbiamo bisogno di un parere della Regione. L’ente regionale ha già deciso come portare avanti la procedura. Il protocollo ancora vigente siglato dalla Giunta Dosi in ogni riga coinvolge direttamente le ipotesi di Lusignani e Pertite mentre il Comune di Piacenza sono 7 anni che non riesce a individuare un’area sostitutiva per la pista di prova carrarmati (“non la riesce a trovare perché non esiste un’area idonea” – aggiunge Foti). Non si può andare davanti alla Corte dei Conti giustificando la scelta della Pertite con il fatto che hanno votato 30mila persone a un Referendum che non raggiunse il quorum… La verità è che la Regione non vuole far scegliere il Comune di Piacenza. Venturi ritiene Pertite e Lusignani compatibili: intanto alla Lusignani non ci sta l’ospedale. L’Ausl ci aveva detto che lo voleva tutto su unico piano e per la Lusignani sappiamo che ci vogliono 7 piani più due interrati con un esproprio di 15mila metri quadrati per farcelo stare. Queste due aree sono inadatte e guardare alle aree private non significa “speculazione”».

Anche il gruppo “Liberi” si è allineato alla maggioranza. «Lettera inopportuna – ha detto il capogruppo Massimo Trespidi - e non richiesta quella di Venturi, una cattiva “pressione psicologica” nei confronti del Consiglio comunale. L’assessore mi interruppe all’incontro quando dissi che la “Pertite non era disponibile”. Ho avuto confermati i miei dubbi: la Regione vuole fare l’ospedale alla Pertite. È una pressione indegna, perché l’area non è disponibile e richiede una bonifica consistente e onerosa per costruire lì un ospedale. Fare una bonifica di dieci volte più costosa rispetto alla realizzazione di un ospedale altrove, non è forse un danno erariale peggiore? La Regione e la Giunta Dosi avevano un disegno che ora mi è chiaro: hanno fatto due proposte di aree, sapendo che la Lusignani era di piccole dimensioni, così si sarebbe poi scelto la Pertite. Ma deve scegliere il Consiglio comunale di oggi, non la Regione. Rispondiamo a questa lettera insulsa appoggiando il parere del sindaco Barbieri». La pensa come il sindaco anche Gloria Zanardi del Gruppo Misto.

«Venturi si è definito un tecnico – ha dichiarato il capogruppo della Lega Stefano Cavalli – ma ricopre il ruolo più politico che ci sia in Regione. Sento “puzza di bruciato” quando il comitato pro Pertite illustra le caratteristiche dell’area come idonea per l’ospedale: un anno fa le Elezioni Comunali hanno dato un’indicazione diversa». In casa Lega da registrare l’assenza alla seduta di Davide Garilli, il consigliere leghista che aveva lasciato una porta aperta sulla Pertite, subito chiusa dai vertici del suo partito. «Garilli ha aiutato nella stesura del documento del sindaco, oggi aveva un impegno. Ma garantisco che tutti i consiglieri della Lega seguono questa linea comune» - ha commentato Cavalli.

C’E’ CHI DICE NO (ANCHE AL NUOVO OSPEDALE)

Due forze politiche, a differenza di tutte le altre, non solo non vogliono l’ospedale alla Pertite, ma proprio non vedono di buon occhio la sua costruzione in qualsiasi zona cittadina. Il Movimento 5 Stelle non è mai stato convinto fin dalla passata consigliatura né sulla costruzione di un nuovo nosocomio, né sulla eventuale possibilità della Pertite. «I 5 Stelle – ha precisato Sergio Dagnino - coerente con quanto già detto nel 2015 ai tempi di quel protocollo. Siamo sempre stati perplessi nei confronti di questo progetto poco chiaro e nebuloso. Noi non siamo quelli del “no a prescindere”, entriamo nel merito delle cose e in questo caso ci sono aspetti che “non tornano”. Anzi, i dubbi sono aumentati e l’ospedale non si ha da fare a Piacenza. Le risorse sanitarie della Regione, se ci sono, devono andare alla sanità piacentina. È strano per i cittadini sentire i problemi della sanità locale e poi scoprire che ci sono i soldi per costruire un nuovo nosocomio».

Anche Luigi Rabuffi di Piacenza in Comune è contro la realizzazione di un nuovo ospedale, oltre ad escludere categoricamente l’ipotesi della Pertite. «È una discussione al ribasso – è il parere dell’esponente della sinistra -. Cosa ne sarà dell’attuale ospedale? La struttura del Polichirurgico è ancora abbastanza nuova. Si rischia di avere un’altra clinica Belvedere. E quanto costerà ai cittadini il nuovo ospedale? I piacentini si indebiteranno e verrà stretta la cinghia dell’offerta sanitaria locale. Il nuovo ospedale non porta a posti letto in più. Nella mia vita ho avuto a che fare diverse volte con ospedali di varie province: non ricordo se avevano un piano più o uno in meno o i parcheggi, ma se ho ricevuto io e miei familiari la cura giusta e l’assistenza dovuta. Alla Regione diciamo che l’ospedale non si farà alla Pertite». Rabuffi ha infine ringraziato gli attivisti del comitato “Amici per la Pertite”.

IL PD DA SOLO A DIFENDERE LA PROPOSTA DELL'OSPEDALE ALLA  PERTITE

Il Partito Democratico è rimasto fermo sulla sua posizione. «Mi “stupisco dello stupore” registrato – ha parlato il capogruppo dem Stefano Cugini - qua dentro per la lettera di Venturi. Quanto espresso dall’assessore rimarca cose già dette nell’incontro con i consiglieri e non ricordo allora critiche. La Regione sottolinea semplicemente che ci sono aree pubbliche a costo zero: sono loro a mettere i soldi, lasciano libertà, ma tra aree pubbliche a costo zero e aree private, evidenzia l’importanza delle prime. Se ci fosse il centrosinistra alla guida della città e scegliesse un’area privata, arriverebbero critiche da tutti…». Cugini contesta i toni e le parole utilizzate dalla maggioranza e dal sindaco. «Ma quale pressing psicologico? La Regione ha solo detto cose sacrosante. Chi non la pensa uguale dagli altri ha “business” e “interessi”? Un comitato che sposa la nostra idea sembra un gruppo di manigoldi… Non mi pare che la Regione dia i soldi soltanto nel caso venga costruito alla Pertite. Come Pd noi scegliamo di avere un ospedale nuovo in un’area pubblica come la Pertite con attenzione al verde pubblico. Qua non è questione di “cattivi” e di “buoni”: la Regione non è cattiva e in Comune a Piacenza ci sono i paladini dell’interesse pubblico». Il Pd aveva rilanciato anche la proposta di indire un nuovo Referendum, alla luce del fatto che in ballo c’è un nuovo ospedale: idea nel 2011 neanche lontanamente ipotizzabile».

«Registro che soltanto due gruppi consiliari – ha aggiunto Paolo Rizzi a nome della civica “Piacenza Più” - si oppongono alla realizzazione di un nuovo ospedale (si riferisce a Pc in Comune e 5 Stelle, nda) e questo è già molto importante. Nessuna delle quattro aree è comunque attualmente disponibile per ospitare un nuovo ospedale. Non sappiamo ancora tutti i costi però sappiamo che la Bonifica della Pertite sarà fatta indipendentemente dalla scelta dell’area. Avremmo condiviso l’ordine del giorno del sindaco, ma la correzione chiesta da Fratelli d’Italia non ci vede favorevoli perché toglie dal campo le due ipotesi pubbliche».

IL VOTO

Così l’ordine del giorno presentato dal sindaco Patrizia Barbieri è stato rafforzato in modo decisivo e incisivo dall’emendamento di Fratelli d’Italia che vede la regia di Tommaso Foti. «Venturi merita una risposta – ha spiegato Barbieri - e la risposta arriva dall’emendamento proposto da Fd’I. Stralciamo le ipotesi Lusignani e Pertite perché non sono tecnicamente sostenibili. Oggi ci si assume una responsabilità: diciamo “no” alle due aree pubbliche. Lo diciamo chiaramente, senza dubbi. Così come ribadiamo senza dubbi, che, tolte queste due aree, ne sceglieremo un’altra più adatta per il nuovo ospedale». 

I COMMENTI

Con l’ordine del giorno presentato dal sindaco Patrizia Barbieri, emendato da Fratelli d’Italia, cadono così due ipotesi in un colpo solo. L’ospedale non si farà né alla caserma Lusignani – che comunque presentava spazi molto ristretti che andavano in contrasto con le richieste progettistiche di base formulate dall’Ausl di Piacenza -, né alla Pertite. Ovviamente la decisione presa dal Consiglio comunale ha fatto contenti i tanti attivisti e simpatizzanti del Comitato Amici della Pertite che seguono da tempo questa vicenda e richiedono a gran voce di realizzare un parco pubblico, come indicato dal Referendum del 2011 che vide votare 30mila piacentini per questa indicazione (ma non raggiunse il quorum). Così l’ospedale nuovo potrà essere realizzato nelle due aree private ancora in campo – area Madonnina-Farnesiana oppure La Verza-strada Valnure – o suggerite da altre ipotesi (aree private o pubbliche). Il Comune di Piacenza intende raccogliere l’idea di realizzarlo – solo 5 Stelle e Piacenza in Comune non vogliono – e si è dato tempo fino al prossimo autunno per prendere una decisione sull’area. IMG_20180625_171727-2

Il Consiglio comunale è arrivato alla decisione di stralciare le due aree pubbliche dopo la lettera della Regione, scritta dall’assessore alla sanità Sergio Venturi. Un modo per dare una risposta è stata l’idea di Fratelli d’Italia di correggere in modo consistente l’ordine del giorno del sindaco, che già fissava molteplici paletti sulla scelta del nuovo ospedale. Fd’I ha così chiamato il Consiglio comunale a prendere una decisione, e solo Pd ha votato contro, mentre 5 Stelle, Piacenza Più e Piacenza in Comune non hanno partecipato al voto. Il Pd è così rimasto da solo a difendere l’ipotesi di destinare una parte della Pertite a parco, e un’altra al nosocomio. L’emendamento di Fd’I ha fatto decadere alcuni ordini del giorno proposti da Luigi Rabuffi (Pc in Comune) e Movimento 5 Stelle, soddisfatti comunque che almeno la Pertite sia stata stralciata dal dibattito. «È necessario che la Pertite diventi bosco in città – ha aggiunto Rabuffi - escludiamo l’ipotesi dell’ospedale qui con questo voto». «Questa manfrina – ha motivato Tommaso Foti di Fd’I - sulle aree militari non ha senso, in un anno non si è spostato niente di nuovo su queste due ipotesi. Il nostro emendamento è chiaro ed evidenzia le motivazioni per escludere le due aree pubbliche». «Il combinato disposto – ha aggiunto Massimo Trespidi di Liberi - tra ordine del giorno ed emendamento produce la parola “fine” su quel cervellotico protocollo sottoscritto nel febbraio 2017. L’ospedale alla Pertite è una eventualità che va sventata, perciò concordiamo con questo documento. Comunque la Pertite, anche senza ospedale, deve essere bonificata. Lo stesso Reggi aveva dichiarato che “chi inquina, paga”».

Il Partito Democratico ha ritenuto «irricevibile» la proposta di Fratelli d’Italia di togliere dal tavolo Pertite e Lusignani, ovvero le due aree indicate dalla Giunta Dosi come ideali. Il Pd si è visto bocciare dalla maggioranza anche due emendamenti: in uno si chiedeva di ricorrere allo strumento del Referendum per una consultazione popolare sulla scelta dell’area del nuovo ospedale, nell’altro i dem volevano mettere le mani avanti sulla destinazione a parco dell’ospedale e non a bosco in città nel caso la Pertite non fosse stata scelta come sede dell’ospedale. I 5 Stelle hanno ritirato un emendamento che chiedeva delucidazioni sul piano finanziario dell’Ausl per il nuovo ospedale: è esauriente quanto contenuto nel documento di Fd’I.

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