Il nuovo polo logistico fa discutere. Bisotti: «Solo una proposta»

Duro attacco di Tagliaferri (Pd): «Territorio mercificato, non ci sono benefici». L'assessore all'urbanistica chiede tempo: «Solo una proposta, vogliamo avere tutte le informazioni, la questione va esaminata»

Silvio Bisotti

«Siamo di fronte a una mercificazione del territorio un po’ fuori luogo in questo momento storico». Parte proprio dai banchi del Partito Democratico in commissione 2 un attacco all’Amministrazione in merito alla proposta di creare un nuovo polo logistico nell’area tra Le Mose e Roncaglia. È il consigliere Andrea Tagliaferri, sulle questioni ambientali non sempre allineato con il suo gruppo – nei mesi scorsi chiese di istituire una commissione speciale dedicata all’inquinamento atmosferico -, a criticare il progetto, ancora molto vago, presentato negli uffici del Comune da una multinazionale straniera ancora sconosciuta. «Portare 960 mila metri quadrati – ha detto Tagliaferri nella commissione che doveva discutere del Poc, piano operativo comunale - di logistica e nuovi camion quando l’Europa ci dice che stanno aumentando le morti a causa dell’inquinamento…Non ci sono benefici per la collettività in questa proposta. Dobbiamo cambiare rotta, non c’è futuro se l’unico obiettivo è migliorare la logistica. È anacronistico, è andare contro la natura. Fra vent’anni Piacenza sarà una città bella? La qualità della vita avrà dei benefici da questo? Ci possono essere idee di sviluppo diverse. Si vuole costruire un nuovo ospedale ma non sappiamo come riempire un chilometro in centro storico del vecchio. Facciamo ad esempio vedere che abbiamo un’idea sulla Pertite, ancora piena di punti di domanda. Pensiamo a questo, e teniamo vicini gli elettori e la città».

Dopo le critiche al progetto, l’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti ha chiesto tempo. «Purtroppo - ha spiegato in commissione - nell’ultima riunione pubblica sul Pc si è parlato di questa questione, quella del nuovo polo logistico. È solamente una proposta che è stata presentata. Va esaminata, ma dobbiamo prima conoscere la multinazionale che la propone, visto che ancora non sappiamo chi sia. E comunque è una questione da valutare con la Provincia. Capisco l’appello di Tagliaferri, sono preoccupazioni che attraversano tutti, noi per primi. Mi limito a dire che quella che è arrivata è solo una proposta. Questa amministrazione sta esaurendo il suo mandato. Noi potremmo dire di non voler sapere nulla di più della proposta e chiudere lì il discorso. Ma io, prima di dire no o sì, son dell’idea di sapere tutte le informazioni. Voglio vedere tutto il progetto. Si può dire di no solo a ragion veduta e in modo collegiale. Il consumo di suolo c’è eccome, però prima di dire no bisogna valutare. Abbiamo il diritto e dovere di esaminare fino in fondo. È un soggetto di grande portata che ha riconosciuto in quell’area un futuro. Noi ne abbiamo dato notizia perché è giusto e ora chiediamo al promotore di presentarci l’operatore, ovvero la mono-impresa che si propone di realizzare questo comparto logistico. Capisco gli appelli, è una zona fortemente inquinata come aria e suolo, rispetto le opinioni degli ambientalisti e di Tagliaferri. Come amministrazione però non possiamo respingere subito la proposta. È prematuro essere preoccupati, lo dico in particolare agli abitanti di Roncaglia».

Se Tagliaferri ha già posto il veto alla proposta, sembra più aperto al confrontro il resto del Partito Democratico. «Nel nostro Psc – ha sottolineato Rino Curtoni del Pd - ci sono elementi stringenti e decisi su questi temi: andranno verificati concretamente. Altrimenti andremo contro le linee di indirizzo che il consiglio ha dato per quell’area. Però è anche giusto avere più elementi precisi sulla questione». «Vedremo nella prossima consigliatura – si è limitato a dire Andrea Gabbiani dei 5 Stelle - documenti più precisi sulla proposta della logistica. Comunque questo è il Psc voluto dalla maggioranza». «A Piacenza – è invece il pensiero di Roberto Colla dei Moderati - siamo sempre quelli del "no". Mentre noi della maggioranza siamo rimasti che nessuno sa ancora niente di preciso, già ci sono le preoccupazioni di tanti, a partire da Legambiente. Aspettiamo un attimo e vediamo, un’amministrazione, di qualunque credo politico, deve avere tempo per valutare. Approfondiamo e vediamo, soprattutto alla luce di questi 700 posti di lavori promessi. Non cassiamo subito senza avere in mano le carte».

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