La Pertite classificata come “area verde attrezzata”, manca poco

In dirittura d'arrivo l'approvazione del Psc. Il Comitato per il parco della Pertite aveva chiesto la classificazione a “parco pubblico urbano”: venerdì 11 dicembre la pratica verrà affrontata dal consiglio comunale

Una quindicina di persone del Comitato per il parco della Pertite hanno atteso invano, nel pomeriggio del 3 dicembre, la discussione e approvazione della pratica che coinvolge l'area. A Palazzo Mercanti il discorso è stato solo rinviata di una settimana, alla seduta di venerdì 11 dicembre. È arrivato alle fasi conclusive l’iter del Psc (il piano strutturale comunale), fra cui spicca la riclassificazione dell’area della Pertite a parco, che ha richiamato un po’ di gente in consiglio comunale, accorse per assicurarsi dell’arrivo a buon fine di una questione sul tavolo dell’Amministrazione da anni. Non dovrebbero esserci sorprese: l’Amministrazione ha fatto capire di essere disponibile, in accordo con l’Agenzia del Demanio e il Ministero della difesa - che non ritengono più strategica l’area - a destinare a verde pubblico “attrezzato” la zona, inserendo nel Rue (il regolamento urbanistico edilizio) quest’ultimo “rafforzamento formale”. I richiedenti – i numerosi aderenti al Comitato sorto qualche anno fa – avevano chiesto di destinare i 270mila metri quadrati dell’area tra via Emilia Pavese e via I Maggio a “parco pubblico urbano”.

Il consiglio non è riuscito ad affrontare in tempo la pratica: numerose erano le osservazioni da vagliare prima di quella sulla Pertite. In apertura di seduta l’assessore Silvio Bisotti ha illustrato in aula la proposta di accordo sulla variante legata alla realizzazione di un circuito ciclo-pedonale lungo il fiume Trebbia. «Sto parlando del finanziamento all’Ente parco fluviale Trebbia – ha spiegato in aula - per un percorso ciclopedonale lungo il fiume che tocca diversi comuni: Gossolengo, Gazzola, Agazzano e Piacenza. Il finanziamento fu approvato dalla Regione nel 2011: si tratta di 350mila euro, per coprire un costo di 460mila euro, finanziato in gran parte dalla Regione. Le restanti risorse sono messe dall’ente di gestione del parco. Il progetto fu approvato dalla Regione nel 2013. Poi, in seguito di alcuni eventi metereologici dell’autunno di quell’anno – alcuni smottamenti nella zona del Trebbia – si sono susseguite alcune varianti. Nel progetto definitivo c’è una lieve modifica del percorso: dalla chiesa di Camposanto vecchio il percorso dopo 300 metri si modifica l’idea iniziale, passando in un’area privata. Si è cercato di incidere nella misura minore negli spazi dei privati che dovranno essere espropriati». La variante ha ricevuto il voto favorevole di maggioranza e opposizione. Si è astenuto il solo Marco Tassi (Pdl).

Disco verde a Palazzo Mercanti per la richiesta di trasformare l’area verde di Borgo Santa Franca (in località La Verza) per 22.500 metri quadrati di attrezzature sportive private, in cambio dell’impegno a realizzare a proprie spese una pista ciclabile. Bisotti ha valutato di accogliere parzialmente l’osservazione: si accetta la classificazione delle strutture, ma intervenendo con un progetto unitario su tutta l’area. «Se le strutture richiameranno un traffico di auto importante, ri-discuteremo una proposta definitiva quando verrà presentata in futuro, soprattutto in relazione ai parcheggi». Perplessità sul ragionamento dell’assessore da parte di Gabbiani (M5s) e Polledri (Lega Nord). «E’ una zona di grande traffico – ha detto Gabbiani - e strade strette, non si deve ulteriormente caricare la viabilità».  Il sì a La Verza è passato con il voto di maggioranza e Colosimo e Garetti: contrari 5 Stelle e Pdl.

È stata accolta la classificazione a area di attrezzature tecnologiche di alcuni immobili di via Emilia Pavese 11. Secondo l’assessore la destinazione non impatta sul contesto dell’area, già parzialmente edificata. Anche in questo caso, ad eccezione di 5 Stelle e Pdl, l’aula si è mostrata favorevole. In Via del Pontiere un terreno di verde pubblico sarebbe potuto diventare un centro produttivo polifunzionale da oltre 16mila metri quadri. La proposta è stata rigettata dall’assessore Bisotti. «Non accogliamo l’osservazione. Si lavorerà con la proprietà per delocalizzare questi progetti in altre aree della città». Su via Del Pontiere si sono astenuti Colosimo, Garetti e Polledri: unico contrario il pidiellino Tassi.

Parzialmente accolta la proposta, sempre in Via del Pontiere, di realizzare in 10.500 metri quadri uno spazio dedicato al tessuto produttivo polifunzionale. «Anche qua – sono le parole di Bisotti - siamo per un accoglimento parziale: vorremmo mantenere un 60% dell’area a parcheggio e destinare solo il 40% come area produttiva multifunzionale, per avere un equilibrio». «È un compromesso – ha commentato Polledri - perchè rimarrà un’area degradata con un capannone e un parcheggio in più. Vi sbilanciate senza avere progetti dettagliati». La riclassificazione è passata in modo sofferto: 11 favorevoli (la maggioranza più Pallavicini) e 8 contrari (centrodestra e 5 stelle). Si sono astenuti i consiglieri Castagnetti, Ponzini, Rossi, Curtoni e Tagliaferri. Nel corso della seduta sono state bocciate (unici a favore centrodestra e 5 Stelle) una dozzina di osservazioni di Confedilizia. Il Psc verrà affrontato - e votato nella sua interezza - nuovamente l'11 dicembre. 

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