«Il Partito Comunista è rinato per restituire l’Italia ai lavoratori»

Una delegazione piacentina alla manifestazione nazionale del Partito Comunista Italiano di sabato 21 gennaio a Livorno

«Sabato 21gennaio – fa sapere Massimiliano Gazzola della del Pci di Piacenza - si è svolta a Livorno la manifestazione per ricordare la nascita del Partito Comunista d’Italia organizzata dal nuovo PCI. Nella città toscana si è snodato nel centro il corteo formato da varie generazioni accomunate da un bisogno e un sogno. Il bisogno di un partito di reale alternativa all’odierna distruzione generata da un sistema economico iniquo e criminale e il sogno di abbatterlo instaurando una società più giusta che sappia dare dignità al lavoro e alle persone semplici, a chi lotta tutti i giorni per sopravvivere in un mondo che ha voltato le spalle alle donne e agli uomini del popolo.

L’occasione di una manifestazione per celebrare un anniversario può apparire un avvenimento segnato dalla nostalgia, ma ciò sarebbe non rendere giustizia allo spirito di chi ha sfilato per la città labronica. Uno spirito ben sintetizzato dagli oratori che hanno tenuto il comizio in piazza Attias, tra i quali il segretario nazionale Alboresi, che hanno ribadito la nostra completa avversione all’unione Europea e al suo braccio armato in Italia, il Partito Democratico, colpevole, insieme alla cricca dei partiti di centro destra, della peggiore involuzione che il nostro paese ha conosciuto dalla fine della seconda guerra mondiale.

Un Paese dove la disoccupazione giovanile ha raggiunto la cifra assurda del 37,9%,e la capacità industriale produttiva del nostro paese è diminuita del 25% dal 2007 ad oggi, sta ad indicare che le ricette che arrivano dall’unione europea sono il problema e non la soluzione per una situazione che diviene via via sempre più insostenibile per i lavoratori dipendenti e buona parte del ceto medio, mentre la differenza tra chi ha poco o nulla e chi ha tutto sta spaventosamente aumentando.

In Italia come in tutto il mondo si assiste infatti ad un arricchimento progressivo di quella parte della società formata da banchieri, tecnici dell’economia e grandi industriali che continuano a speculare sulle spalle dei lavoratori mentre si persevera nel distruggere posti di lavoro e diritti per una sola grande legge :quella del profitto. Una legge che la storia conosce fin troppo bene, tra guerre e massacri sociali perpetrati in ogni latitudine del globo. A Livorno abbiamo ribadito che il partito comunista italiano è rinato per combattere questa tendenza e restituire l’Italia a chi l’ha resa grande: i lavoratori». 

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