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Il Partito Comunista: «La stele alle vittime del comunismo e dei totalitarismi è un festival di revisionismo»

«A Piacenza il 9 novembre si terrà il festival del revisionismo storico, tenuto dall’associazione dei liberali piacentini e dal Comune. Nel parco di Via Santa Franca, infatti, oltre all’inaugurazione di una stele in ricordo di tutte le vittime dei totalitarismi, (soprattutto come ricordano i liberali, delle vittime del comunismo sovietico che definiscono “nazionalsocialismo”), il parco prenderà per il nome di Giardino della Libertà, grazie al comune, approfittando di una legge revisionista del governo Berlusconi, che sancisce il 9 novembre quale “giornata della libertà” nella data della caduta del muro di Berlino. Il revisionismo è quindi doppio, il primo molto probabilmente serve a nascondere le colpe dei liberali che, rifacendoci alle parole dello storico Luciano Canfora nella trasmissione Atlantide in onda su La7, “[…] dopo di che quest’uomo (Mussolini n.d.r.) ha fatto un governo di coalizione, dentro il quale c’era una larga parte del personale liberale, o così detto indipendente. Quindi le vere responsabilità sono del liberalismo italiano che ha tenuto a battesimo il fascismo e gli si è alleato anche dopo nelle elezioni del ’24, il famoso listone che stravinse con la legge elettorale maggioritaria, la legge Acerbo, che serve appunto per falsare i risultati, il listone era pieno di liberali, indipendenti e fascisti. La camera eletta nel ’24 è una camera mostruosa, in cui i liberali non fanno che applaudire a ciò che fa il capo del governo, e hanno votato la fiducia anche dopo che è venuto fuori il cadavere di Matteotti, quindi la responsabilità liberale è enorme».

«Il secondo, quello del comune, di destra e pure liberale (comunque stessa faccia della “sinistra”), è quello di proclamarlo “Giardino della Libertà” sulla legge revisionista del governo Berlusconi. Non a caso, infatti, dopo la caduta del muro di Berlino, appunto il 9 novembre 1989, e la conseguente distruzione dell’Unione Sovietica da parte di traditori come Gorbaciov e Modrow, anche in Italia abbiamo assistito ad un’impennata degli attacchi ai diritti sociali da parte delle istituzioni, sintomo che il blocco Sovietico del patto di Varsavia aveva una forte influenza per i lavoratori e per i diritti sociali anche nel blocco occidentale. Attacchi che hanno sgretolato e stanno sgretolando il mondo del lavoro, gli stipendi, le pensioni, e che favoriscono i pochi ricchi e la finanza con privatizzazioni selvagge. Come quella della sanità, (sempre più privata anche in questi anni di pandemia), della scuola, dell’università e di aziende efficienti e per i tempi all’avanguardia. Infine, c’è anche un vero e proprio insulto alla storia dei popoli, come è un insulto l’equiparazione tra comunismo e nazismo approvato in sede europea. Infatti la battaglia che sancì definitivamente la sconfitta degli invasori hitleriani fu quella di Stalingrado, ed è grazie all’Armata Rossa che arrivò a Berlino, liberando i prigionieri dei campi di concentramento tedeschi che incontrava sulla sua strada, che nella notte tra l’8 e il 9 maggio la bestia nazista firmò la resa. Ma è anche un insulto alla resistenza ed ai partigiani italiani e non, in maggioranza comunisti, che liberarono e aiutarono a liberare l’Italia dal nazifascismo».

Partito Comunista dell’Emilia Romagna

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