Il Partito Comunista non si presenterà alle elezioni comunali

Il partito: «In questa tornata di elezioni, non splenderanno sulle schede elettorali la falce e il martello, che sarebbe stato l’unico simbolo di partito in una giungla di fiorellini, coguari e ponti coniati dalle liste civiche»

Il Partito Comunista di Piacenza non si presenterà alle elezioni comunali per l'elezione del sindaco della città. In questa tornata di elezioni, non splenderanno sulle schede elettorali la falce e il martello, che sarebbe stato l’unico simbolo di partito in una giungla di fiorellini, coguari e ponti coniati dalle liste civiche. Il Partito Comunista federazione di Piacenza ha provato fino all'ultimo a trovare delle intese  con alcuni dei candidati sindaco, ma non siamo riusciti a trovare abbastanza punti di incontro o possibilità di avvicinamenti sulle proposte elettorali. Il Partito Comunistae i suoi iscritti rimangono saldi a difesa di quei valori e ideali superiori che hanno fatto propri». Si legge in una nota del partito.

«Valori e ideali che mettono sempre al centro i diritti delle persone e il loro benessere. Una visione politica e umana che parte da una concezione diversa del lavoro, della scuola, della cultura, della sanità. Non vogliamo che si faccia del libero mercato, o meglio del mercato selvaggio, sulla pelle delle persone, trincerandosi dietro alla scusa della crisi, quando invece si tratta di scelte politiche che assolutamente non condividiamo. Pochi giorni fa il governo ha bocciato uno stanziamento di 50 milioni di euro destinato alla non-autosufficienza, ma subito dopo ha varato un decreto legge che dispone 60 milioni in favore dell'organizzazione della Ryder Cup, un torneo di golf, che si terrà in provincia di Roma».

«Il nostro comune è ricco di eccellenze e di meraviglie, tanto spesso non valorizzate a dovere, quasi si volessero tener nascoste;  forse perché quasi tutti gli sforzi di occultamento sono diretti a nascondere il numero sempre crescente di famiglie e persone indigenti, di lavoratori precari e sfruttati, di altri ancora che non riescono nemmeno più a pagarsi le cure mediche. Fino a marzo scorso il Pci ha provato a trovare un candidato sindaco che accogliesse, almeno in parte, le nostre preoccupazioni. Una volta assodato che ciò non era possibile, abbiamo preferito non presentare alcun nostro candidato, visto il poco tempo a disposizione.

Non rincorriamo poltrone al Gotico, aspiriamo ad un luminoso avvenire per tutti. Pur ringraziando i candidati che con noi si sono confrontati e che speriamo si confronteranno anche  in futuro, ribadiamo una volta di più le nostre idee e i nostri principi, esortando  tutti i partiti a esprimere coraggiosamente e dignitosamente le loro idee politiche senza nascondersi dietro le liste civiche.

«Durante questa campagna elettorale non ci nasconderemo, ma continueremo a lavorare. Le prossime iniziative saranno rivolte a raccogliere firme per una petizione popolare per l'abolizione dei ticket sanitari. Il servizio sanitario nazionale non ha più un carattere universalistico e il diritto alla salute dei cittadini è messo fortemente in discussione, nonostante il nostro sistema già si dovrebbe basare su principi di universalità, equità e solidarietà. Forse, qualche politico male interpreta questi valori in difesa delle lobby farmaceutiche e non dei cittadini».

«È ormai notizia il decreto-legge proposto dal ministro Lorenzin che aumenta i vaccini obbligatori senza che ci sia nessuna emergenza epidemiologica in atto, o che costringe i bambini a questo trattamento sanitario obbligatorio, con il rischio di compromettere il loro diritto allo studio o il diritto dei loro genitori alla patria potestà»

«Non siamo contrari alle vaccinazioni. Siamo contrari ad un decreto che va contro i diritti costituzionali. Siamo contro all'ennesima differenziazione dei cittadini: se sei ricco e paghi le ingenti sanzioni economiche puoi fare ciò che vuoi, se appartieni alle classi sociali non abbienti ti viene tolta la libertà di scelta. Siamo contrari ad avvantaggiare gli interessi economici di Big Pharma senza curarsi realmente della salute delle persone. Si aumentano i vaccini obbligatori (unico paese in Europa) e, dall'altra parte, si costringono le classi sociali in difficoltà economica a decidere di non curarsi più, perché non riescono a pagarsi i ticket sanitari. E dove ricadrà, ancora una volta questo nuovo abnorme costo per il Servizio Sanitario Nazionale? Contro queste metodologie fasciste e questo liberismo sfrenato, dove i pazienti sono visti come consumatori, e per una sanità pubblica, gratuita, di qualità e non mossa dagli interessi economici di pochi, ci troviamo ai banchetti ”No ai Ticket” durante questa campagna elettorale».

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