menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
l'area oggetto del progetto Terrepadane

l'area oggetto del progetto Terrepadane

Il Pd e i nodi irrisolti della città: «Serve un cambio di marcia della Giunta sui progetti»

Dal segretario Bisotti e dal capogruppo Pd Cugini l’invito a spingere su cinque “storici” temi: Terrepadane, Polo del ferro, bretella ex ospedale militare, area spettacoli viaggianti e area ex Acna: «Siamo preoccupati, non siano dimenticati dalla Giunta»

«Due anni di Amministrazione Barbieri, che vede il sindaco nella duplice veste di presidente della Provincia, che ci porta preoccupazione per Piacenza». Non vogliono fare «propaganda contro con spirito polemico», ma di fronte a una serie di progetti e atti inconclusi, come opposizione, si vuole dare una mano. Silvio Bisotti, segretario provinciale del Partito Democratico, e Stefano Cugini, capogruppo dem in Consiglio comunale, ricordano alla Giunta Barbieri gli snodi cruciali del suo percorso amministrativo. «Sono progetti ereditati in molti dei casi - spiegano i due -, è vero, però non significa che non debbano essere portati a termine, anche con modifiche volute proprio dal centrodestra, come per il progetto Terrepadane». 

Bisotti e Cugini evidenziano così cinque temi che segnano il futuro della città, oltre al nuovo ospedale («noi preferivamo le aree Silvio Bisotti-15pubbliche e una consultazione referendaria», ha puntualizzato Cugini, «e scegliendo l’area 6 avremo nuova cementificazione oltre la tangenziale, altro consumo di suolo»). Perché vengono mosse queste contestazioni? «Facciamo l’opposizione, avanziamo delle criticità, ci sono questioni incompiute che meritano una riflessione, a quasi metà mandato. Serve un cambio di marca al giro di boa dell’Amministrazione, a dicembre si è arrivati già a metà dei cinque anni della Giunta Barbieri». 

TERREPADANE

Il segretario provinciale del Pd si è focalizzato sul progetto Terrepadane nell'area dell'ex Consorzio Agrario, sull'asse di via Colombo. «Speriamo davvero che a settembre si arrivi a votare l’accordo di programma in Consiglio comunale. Ci auguriamo che arrivi in aula il 9 settembre: è un’urgenza straordinaria su cui il nostro partito non si metterà di traverso». Tradotto, se ci saranno perplessità nel centrodestra (e ci sono), il Pd è pronto a dare una mano su questo tema caldo: «Ci sono le condizioni per questa riqualificazione». 


POLO DEL FERRO

«Ci permettiamo di dire sul polo del ferro, annunciati i lavori per settembre, è fondamentale però che la nuova convenzione urbanistica sull’urbanizzazione del polo logistico vada in Consiglio comunale. Al di là dei rapporti con Hupac e Rfi è decisivo questo passaggio: anche perché quella è un’area “Apea”, area produttiva ecologicamente attrezzata. La Regione ha investito 500mila euro per rendere meno impattante il polo. Non vengano dimenticati questi aspetti». 

BRETELLA EX OSPEDALE MILITARE

La celeberrima bretella tra viale Malta e via XXIV Maggio che proprio non s’ha da fare è sempre nell’agenda del Pd. «Anche se non decollasse il recupero dell’ex ospedale militare – puntualizza Bisotti -, il progetto della bretella deve essere portato a compimento. È strategico per la viabilità. L’impegno per ottenere quel sedime dai militari deve essere concretizzato». 

AREA LUNA PARK

Bisotti da assessore all’urbanistica aveva sancito di rendere definitiva, una volta per tutte, l'area per gli spettacoli viaggianti (luna park). «Avevamo individuato un’area dedicata all’autotrasporto pesante in via Del Pontiere come ideale per ospitare gli spettacoli. Avevamo barattato l’area con un’altra a Le Mose. Ma la Giunta, il sindaco e l’assessore Mancioppi in particolare, non hanno dato seguito a quella delibera. La pratica si è arenata: si riprenda in mano quella decisione confermandola, oppure cambiando idea, ma lo si dica chiaramente». 

EX ACNA

L’area ex Acna viene definita dal segretario «una pratica complessa, ma troppo importante perché riguarda un’area nevralgica di Piacenza. Ci sono dei contenziosi, bisogna trovare una via d’uscita. Speriamo che l’Amministrazione prenda a cuore la questione e non abbandoni questo recupero: hanno davanti tre anni di mandato, siamo anche disponibili a collaborare. È un buco nero dentro la città: ci sono stati errori e problemi in passato, serve coraggio e creatività per risolvere questa grana». 

 
Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Addio a don Giancarlo Conte, fondatore di San Giuseppe operaio

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento