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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Politica

Il Pd e i nodi irrisolti della città: «Serve un cambio di marcia della Giunta sui progetti»

Dal segretario Bisotti e dal capogruppo Pd Cugini l’invito a spingere su cinque “storici” temi: Terrepadane, Polo del ferro, bretella ex ospedale militare, area spettacoli viaggianti e area ex Acna: «Siamo preoccupati, non siano dimenticati dalla Giunta»

ALTRI TEMI RIMASTI SUL TAVOLO

Ma Bisotti e Cugini, all’unisono, ricordano anche altri temi politici importanti. Il Partito Democratico aveva spinto per costruire l’ospedale dentro alla caserma Lusignani o all’ex Pertite. Che ne sarà di questi due spazi? «Temiamo che possano rimanere per molti anni delle incompiute». E poi: «Non abbiamo più avuto notizie del Pums (il piano urbano di mobilità sostenibile) e dell’allargamento della Ztl dopo la sperimentazione dell’apertura alle 18. Non abbiamo notizie del Pug e di possibili proposte di riqualificazione dell’ex Unicem. Sappiamo Stefano Cugini-16che qualcosa c’è, una proposta è stata fatta, ma della vicenda non viene comunicato». C’è anche la cultura. «Molti percorsi sono stati portati avanti da questa Amministrazione e ci fa piacere, anzi: “Destinazione Emilia” che raccoglie Piacenza-Parma-Reggio sul turismo sembrava un abominio, ora pare essere un volano. Ora si mettano in rete tutti i musei della provincia». Dubbi dal Pd sugli “Stati Generali della Ricerca”, che non sembra avere quell’audience di pubblico e di prestigio che aveva il Festival del Diritto. «Manca anche il tema della Smart City – riflette Bisotti -. Anzi, sembra che l’unica cosa “smart” sia mettere delle telecamere in città, aspetto positivo per la sicurezza, ma che non rappresenta l’unico sviluppo per Piacenza». 

IL FUTURO DEL CENTROSINISTRA

Bisotti parla anche di "casa sua". «Ad ottobre – spiega l’ex assessore - inizieremo a lavorare come Pd, insieme ad altre forze civiche del centrosinistra, per creare un’alternativa a questa Amministrazione di centrodestra a Piacenza. Penseremo ai progetti e alla visione della città per il 2030. Lo facciamo perché ci interessa il futuro di Piacenza». 

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