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Il percorso verso il nuovo ospedale non convince una parte della Lega

Mentre il capogruppo in Consiglio Stefano Cavalli proclama una «linea comune» dopo l’intervento del commissario Corrado Pozzi che stoppa le parole di Davide Garilli, due consiglieri comunali abbandonano l’aula e non votano su Pertite e Lusignani

«La Lega su questo tema ha una linea comune» - si è affrettato a precisare in Consiglio comunale il capogruppo di Piacenza Stefano Cavalli. Sulla Pertite come possibile sede di un nuovo ospedale – ipotesi stralciata dal Consiglio il 25 giugno – il Carroccio ha votato insieme al sindaco Patrizia Barbieri, a Fratelli d’Italia e Forza Italia. La Lega, però, non pare molto compatta sul nuovo ospedale. Nella precedente seduta il consigliere Davide Garilli aveva ipotizzato la possibilità di discutere dell’idea della Pertite come sede del nuovo nosocomio. Il commissario Corrado Pozzi è così dovuto subito intervenire per dettare la linea (ovvero “sì al nuovo ospedale, no alla Pertite”) che sta seguendo il sindaco. Linea poi ribadita in aula, prima del voto del 25 giugno, dal capogruppo Cavalli, cancellando così dal dibattito la proposta di Garilli. Peccato che la “linea comune” proclamata dal capogruppo sia soltanto un miraggio. Il consigliere del Carroccio che nella seduta precedente aveva aperto la porta alla Pertite come sede ideale – Davide Garilli – era assente “giustificato” alla seduta decisiva di questo lunedì. E ben due consiglieri (degli otto della Lega) hanno preferito uscire dall’aula al momento del voto.

Tra questi c’è Nelio Pavesi, che non si nasconde: è uscito dall’aula poco prima del voto “di proposito”. La sua firma sull’ordine del giorno del sindaco emendato da Fratelli d’Italia – in cui si ribadisce che il nuovo ospedale si farà, ma non alla Pertite e alla Lusignani – non ce l’ha voluta mettere. «Non sono potuto intervenire – spiega Pavesi - perché come Lega avevamo 20 minuti di tempo, tempo che è andato al capogruppo Cavalli, a Carlo Segalini e Lorella Cappucciati. Ho molti dubbi sull’intera vicenda, sento e vedo poca chiarezza da parte di tutti».

Non è vero che in Lega sono tutti d’accordo, come dichiarato da Cavalli, sull’opportunità di realizzare un nuovo ospedale a Piacenza, come promesso dalla Regione Emilia-Romagna. «Non c’è chiarezza né sul percorso, né sulla cifra economica. E poi non mi convince il destino del vecchio ospedale e del Polichirurgico. Se il problema è quello dei parcheggi, credo che si possa trovare una soluzione senza per forza costruire un nuovo nosocomio altrove. La mancanza di posti auto non giustifica la realizzazione di una nuova struttura». Pavesi invita a concentrarsi su altri aspetti della sanità locale. «Mancano medici, ci vogliono più infermieri e tecnici perché i turni sono massacranti. Credo sia più importante investire sul personale e sulle professionalità».

La paura è anche un’altra. «Con un investimento del genere sulla città di Piacenza - prosegue Pavesi - non vorrei che poi scoprissimo in futuro che Fiorenzuola, Castelsangiovanni e Bobbio sono da tagliare, dopo quanto successo a Villanova. Questa preoccupazione dentro la Lega c’è, lo hanno anche sottolineato i nostri parlamentari Elena Murelli e Pietro Pisani».

Pavesi lancia un invito al resto del gruppo consiliare. «Lo ricordo ai colleghi: “piccolo è bello” per la Lega, da sempre. Queste sono le tesi della lega: localismo contro accentramento. Il Carroccio non deve allontanarsi dal territorio, la “linea” della Lega è sempre stata questa». Più o meno d’accordo con Pavesi, ma più riservato sui contenuti della protesta, è il collega Marco Montanari. Anche lui si è alzato e ha abbandonato l’aula prima del voto su Pertite e Lusignani. Segno che, in casa Lega, arrivare a una sintesi sui grandi temi dell’agenda politica piacentina, è sempre più difficile e i mal di pancia interni si stanno allargando.

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