Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

«Il sociale è una bandiera del centrodestra», variazione approvata anche dalle minoranze

Approvata dal Consiglio comunale quasi all’unanimità la manovra da oltre 9,5 milioni (con molta attenzione al welfare) che distribuisce l’avanzo 2020 e le risorse di Governo e Regione

«Una variazione importante per le cifre ma anche per la qualità degli interventi che coinvolgono quasi tutti gli assessorati. Più di 9,5 milioni di euro, è quasi un bilancio autonomo». È la fotografia istantanea scattata dall’assessore al bilancio Paolo Passoni nel portare la manovra economica in Consiglio comunale, nella giornata del 30 giugno. Palazzo Mercanti ha approvato a sorpresa con una larga maggioranza: il mix di interventi (grazie ai soldi dell’avanzo 2020 e a fondi in arrivo da Governo e Regione per 4,4 milioni di euro) per rispondere alla “pandemia sociale” ha trovato apprezzamenti anche nell’opposizione. Per questo è arrivato l’ok al documento (oltre che da tutto il centrodestra compatto) anche dalle forze di opposizione, ad eccezione del gruppo “Liberi” che si è astenuto. Nella manovra diverse voci riguardano il welfare

«La variazione tocca tutti gli ambiti – è il pensiero di Giancarlo Migli, capogruppo di Fd’I -  in particolare evidenzio l’aiuto alla Cattolica e il percorso ciclabile che ci collega a Mucinasso». «È vero – ha incalzato il capogruppo della Lega, Carlo Segalini - è quasi un bilancio, non una variazione. Il sociale non è più una bandiera della sinistra, abbiamo anche noi un animo sensibile capace di leggere il momento di difficoltà di tanti concittadini, tra i quali tanti giovani e anziani». «Difficile vendere gli immobili comunali – è il pensiero del leghista Marco Montanari - neanche le Amministrazioni precedenti ci sono riuscite. Questa variazione si finanzia con altre risorse, dà attenzione al sociale e non presenta sprechi né opere inutili».

«È una bella “paccata” di soldi – ha preso la parola Giulia Piroli (Pd) - frutto dal vostro avanzo 2020, dal Governo e dalla Regione. Certo che il “sociale” non è solo della sinistra, anche una determinata destra si definiva, per l’appunto, sociale. Sicuramente avete avuto più risorse economiche rispetto alla Giunta Dosi: Governo e Regione hanno capito il momento storico. Ho però la preoccupazione che questi soldi non siano spesi bene, ci vuole una struttura comunale forte per seguire tutte le pratiche. Notiamo con favore un cambio di opinione sui giovani della Giunta: dal taglio di risorse ai centri giovanili si è passati a occuparsi degli hikikomori, i giovani esclusi, isolati. Ci fa piacere». «Variazione corposa – ha ammesso Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - un mix di interventi. Finalmente risolvete il problema delle cellette cimiteriali, però trovo una forzatura dare 250mila euro alla Cattolica». «La piccola manutenzione per le scuole – ha fatto notare Massimo Trespidi (Liberi) - con un fondo da 50mila euro, è un segnale. Se si rompe una finestra, bisogna intervenire subito. Però non imbarchiamoci in operazioni immobiliari particolari sul San Marco, vendiamo il nostro 30% all’Ausl e fermiamoci». Dal rappresentante di “Liberi” un monito sul welfare. «Se nel prossimo bilancio rifinanziamo il sociale in egual misura, va bene. Altrimenti questi di oggi sono interventi spot». Di parere opposto sul San Marco Antonio Levoni dei Liberali. «Sono per acquistare l’ex hotel per valorizzare la figura del piacentino Giuseppe Verdi che ci è stata rubata da Parma».

I più critici sono stati i consiglieri civici del centrosinistra, Samuele Raggi (La Piacenza del futuro) e Roberto Colla (Pc Oltre). «Non si vede programmazione rispetto al passato – è la nota polemica di Raggi - non ci sono progetti per il futuro e scelte lungimiranti. Consiglio di non svendere il San Marco, sarebbe avvilente. Mi fa sorridere sentire che la Giunta non commette sprechi, vista la querelle sul verde, dove si pensava di risparmiare e invece ora ci si trova costretti a investire più risorse. Se c’è da asfaltare fate le cose bene, se c’è da programmare gli interventi si nota fatica. E questo centrodestra voleva smantellare il sociale del Comune, poi ha scoperto che era di alto livello e oggi aumenta i soldi». «Di lungimirante non c’è nulla – ha aggiunto Colla - è il classico bilancio pre-elettorale, un mix di interventi che non ha una bussola. E ci vorrebbe un controllo quasi mensile di tutte le opere in corso, ci deve essere presidio politico della parte tecnica e questo è venuto a mancare in questi anni. Manca una risposta su Borgo Faxhall, piazza Cittadella, una risoluzione della Pertite, del Bando Periferie, degli uffici comunali. Le grandi partite della città non sono state toccate». Secondo Sergio Dagnino (5 Stelle) l’opera che rimarrà di più impressa tra quelle elencate è la ciclabile Piacenza-Mucinasso.

Dal centrodestra sono apprezzamenti. Francesco Rabboni (Fi) ha elogiato il lavoro della Giunta che ha «operato in un contesto difficile come l’emergenza Covid». «Grande lavoro di Passoni – ha aggiunto Sergio Pecorara (Misto) - del sindaco, degli assessori e degli uffici. Diamo risposte certe ai piacentini, che non aspettano sogni, ma realtà». Michele Giardino (Misto) ha evidenziato che non si tratta di una manovra elettorale, mentre Filippo Bertolini (Fd’I) ha giudicato il sindaco e la Giunta dei «buoni sarti nel cucire questa variazione guardando ai bisogni». Gloria Zanardi (Fd’I) ha ricordato l’eccezionalità del momento. «Non è che Regione e Stato sono diventati improvvisamente benefattori. La ragione c’è, è legata alla situazione drammatica, i soldi servono per dare respiro ai cittadini. Comunque ringrazio la minoranza che non ha criticato a priori la manovra per ragioni elettorali, diversi hanno sottolineato la bontà di alcuni provvedimenti. Sono stati oggettivi». «Tutti avremmo preferito – ha chiosato Christian Fiazza (Pd) - non avere questi soldi, che sono frutto della pandemia e di quello che è successo negli ultimi mesi».

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