Il sottosegretario De Micheli: «Impegno per garantire i lavoratori delle Province»

Un incontro con i militanti e gli elettori del Partito Democratico di Piacenza per riferire sul suo nuovo ruolo di Sottosegretario all'Economia e sulle azioni che il Governo sta attuando in questa intensa fine d'anno

De Micheli alla sede del Pd

Un incontro con i militanti e gli elettori del Partito Democratico di Piacenza per riferire sul suo nuovo ruolo di Sottosegretario all'Economia e sulle azioni che il Governo sta attuando in questa intensa fine d'anno.

Paola De Micheli ha parlato alla sede del Pd di Piacenza, toccando tutti i principali temi della scena politica, senza eludere quelli più problematici, dalla riforma delle Province che sta suscitando la protesta dei dipendenti, alla situazione economica definita “al limite della sopportazione”, fino alle prospettive del partito locale. Presenti tra gli altri, il parlamentare Marco Bergonzi e la consigliera regionale Paola Gazzolo.

Sulle Province e le ricadute della riorganizzazione nazionale, Paola De Micheli ha fornito garanzie sull'occupazione dei dipendenti e anche sui servizi erogati, con particolare attenzione a quelli per il lavoro. “Oggi non è utile pensare di tornare indietro – ha affermato – questa vicenda che ci serva da lezione per le riforme, che non vanno realizzate sull'onda dell'emotività. In realtà serve freddezza per affrontare le riforme che riguardano gli enti locali, anche perchè i tempi non sono indifferenti per i cittadini. Riguardo al taglio poderoso sulle Province che ha determinato la vicenda del personale di questi giorni, voglio dire che noi lavoreremo perchè tutte le opzioni previste per garantire l'occupazione del personale diretto vengano utilizzate. Tanto è vero che sulla mobilità, abbiamo deciso di bloccare tutte le assunzioni in altri enti locali e enti pubblici. Occorrerà anche ragionare su alcuni pensionamenti, ma i dipendenti devono sapere che l'attenzione sul solo destino è massima, per risolvere il problema. Per quanto riguarda i servizi per il lavoro riteniamo che serva una norma specifica, visto che nella nostra come in altre Province il servizio è stato appaltato, stiamo lavorando per una norma compatibile con le regole europee per mantenere tale servizio”. 

Paola De Micheli si è poi soffermata sul ruolo del Pd in questa difficile congiuntura per l'Italia e sul modello di partito: “Dobbiamo scongiurare il rischio che il Pd diventi un comitato elettorale permanente, dobbiamo approfondire un nuovo modello di partecipazione per il nostro partito, per questo ho invitato a febbraio a Piacenza il vicesegretario, Lorenzo Guerini, per misurarci anche con le nuove forme di partecipazione, perchè il partito serva a selezionare una nuova classe dirigente e a realizzare una progettualità utile ai territori”.

“Avremo da affrontare – ha aggiunto - il congresso regionale a primavera per sostituire Stefano Bonaccini, e per quanto riguarda Piacenza occorre ragionare sull'applicazione dello statuto (il riferimento è all'incompatibilità del segretario provinciale attuale Gianluigi Molinari con la carica di consigliere regionale ndr). Lo faremo a gennaio, ma dovrà essere un confronto sui contenuti e non l'ennesima discussione che diventa una resa dei conti, anche perchè, lo sapete, sono una pontiera, e faccio parte della minoranza dialogante nel Pd. Abbiamo bisogno di rilanciare una città e un territorio: il partito deve servire a questo. L'augurio che faccio a Piacenza e al Pd è ci sia un approccio professionale ai problemi, siamo in grado di risolvere qualcosa o no? Questa è la vera questione anche al nostro interno, tutto il resto è noia”.

Sulle riforme istituzionali, Paola De Micheli ha ricordato che il presidente Napolitano è stato molto determinato nell'incoraggiarle, nel suo discorso recente alle cariche dello Stato. “Ho studiato il disegno del nuovo Senato, e dopo il confronto di merito nel Parlamento, la sua composizione è mutata, passando dalla centralità dei sindaci ad un'ossatura più legata alle Regioni. Se andiamo a prendere i documenti e le proposte del passato del Pd sulle riforme costituzionali troviamo la fine del bicameralismo perfetto e la creazione di Senato federale. Quindi l'impianto della riforma che prevede anche la modifica del titolo V ha una sua coerenza con quanto abbiamo sempre sostenuto. Serve un assetto equilibrato rispetto a un modello iperfederalista o all'opposto supercentralista. Servirà un ulteriore supplemento di indagine per non costruire una riforma figlia dell'emotività. Poi ci sono ancora aspetti da correggere per essere certi di arrivare ad un assetto equilibrato”.

Sulla legge elettorale, il Sottosegretario ha spiegato che il provvedimento è stato incardinato in Parlamento nella notte alle 5 e andrà al voto il 7 gennaio al Senato. “La mia posizione è trasversale nel Parlamento, io ritengo che la correzione più importante da apportare all'Italicum sia la possibilità di scegliere tutti i parlamentari, attraverso un sistema di preferenze o, ancora meglio, con i collegi uninominali. Continuerò anche nel mio nuovo ruolo a fare questa battaglia, perchè il livello di legittimazione dai territori è indispensabile per gli eletti. A una lista nazionale che copra il 25-30 per cento dei seggi può essere lasciato uno spazio, ma per tutti gli altri è necessario che venga reintrodotta la scelta diretta dai cittadini, per cancellare ogni alibi alla politica”. 

Un lungo passaggio è stato dedicato dalla De Micheli al percorso della Legge di Stabilità, arrivato al termine dopo il voto del Senato. “La situazione economica dell'Italia – ha affermato - è al limite della sopportazione, è evidente. Dopo sette anni di recessione e la perdita del 12 % del potere d'acquisto medio è evidente la profondità dei problemi. Naturalmente servono interventi legati all'emergenza come nel caso dell'Ilva. Ma la vera questione è quella fiscale, con l'abbassamento delle tasse sul lavoro finanziata con tagli alla spesa inefficiente e con l'aumento delle imposte sulle rendite finanziarie: questo è quello che sta accadendo. Con i Governi di Letta e di Renzi, il totale legato alla riduzione delle imposte sul lavoro dipendente e autonomo, agli sgravi per le aziende che scelgono di stabilizzare i precari, alla riduzione dell'Inail, ha rappresentato una 'botta' al costo del lavoro pari a 22 miliardi e 600 milioni di euro. Per questo siamo fuori dello 0,3 % del nostro piano di rientro europeo. Sicuramente nell'applicazione di queste norme ci sono ingiustizie, ma questa è la direzione che il Pd ha sempre proposto. L'applicazione della Tasi si è rivelata ingiusta in molti casi, ma se guardate il totale dell'imposizione vale meno di 22 miliardi e mezzo”. 

“Ci sono stati degli errori in questo percorso, ma questa è la strada. Nei decreti applicativi della delega fiscale potremo correggere il tiro ma il filone è quello giusto. Nel nostro piccolo, anche a Piacenza un decina di imprenditori che ho incontrato, di fronte alla riduzione dell'Irap, mi hanno detto che faranno investimenti”.  “Finalmente mettiamo – ha aggiunto – un po' di soldi sul sociale. Dal fondo contro la ludopatia all'innalzamento di tutte le risorse per i fondi sociali e per le famiglie numerose, abbiamo trovato soldi che andranno utilizzati bene perchè la povertà è aumentata in questi anni”. 

Infine una considerazione più generale: “Governare oggi è molto complicato perchè si sono stratificati problemi e situazioni critiche senza aver trovato soluzioni strutturali, per ogni problema che riusciamo a risolvere se ne aprono altri dieci. Immaginare di efficientare e snellire la macchina pubblica avendo gli applausi della folla è impensabile. 

Soprattutto tagliare è molto complicato. L'ho imparato dai tempi del mio ruolo di assessore al comunale, che il bilancio è la politica. La parte del 'renzismo' che mi piace è la superiorità della politica rispetto alla tecnica, il che vuol dire avere chiari obiettivi e un ruolo del nostro partito che sia in grado di accompagnare le amministrazioni e il governo nella scelta delle priorità.

“L'augurio che voglio fare – ha concluso - è quello di mantenere il tasso della nostra determinazione nel Pd proporzionale al tasso di responsabilità rispetto al Paese, perchè siamo noi che abbiamo sulle spalle le sorti dell'Italia. E serve anche tanta passione.   Vi auguro un Natale sereno e un anno nuovo che ci dia un po' di quella tranquillità che ci consenta di essere utili”.

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