Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

«Il verde è uno dei pochi settori a gara nel quale disabili e svantaggiati possono lavorare»

Negri (Confcooperative): «Orgoglioso dell’attività di alcune imprese cooperative piacentine, in particolare le citate “Geocart”, “Orto Botanico” e “Il Germoglio” che hanno avviato al lavoro centinaia di persone disabili e svantaggiate»

Bando del verde e lavoratori svantaggiati e disabili. Dopo la decisione del Comune di Piacenza di non prevedere questo requisito (l’impiego del 30% di questa categoria di lavoratori per chi gestirà il verde pubblico cittadino nei prossimi anni) sono fioccate le prese di posizione contro la scelta dell’Amministrazione Barbieri. Oltre ai disabili, i lavoratori “svantaggiati” sono persone che escono da percorsi di recupero di tossicodipendenza, alcoolismo, ludopatia o persone che lavorano mentre sono ancora in carcere.

È da registrare anche la presa di posizione di Daniel Negri, presidente di Confcooperative. «Prima di tutto – osserva Negri - ci tengo a far presente che la “polemica politica” non mi interessa minimamente, come tutte le associazioni di categoria cerco infatti di rappresentare gli interessi delle imprese associate, dei lavoratori e in molti casi cerco anche di rappresentare i bisogni degli utenti dei servizi che gestiamo. Mi confronto con le amministrazioni di qualsiasi colore politico e dove riscontro attenzione a accoglienza lo faccio ben presente sia attraverso i mezzi di comunicazione che in specifiche occasioni. Allo stesso modo è però nel mio ruolo porre critiche costruttive nella casistica opposta. Ma veniamo alle precisazioni. Scegliere di inserire nel bandoDaniel Negri-7 l’ormai famoso “vincolo del 30%” è una scelta politica, il sindaco ha citato il Comune di Parma come comune che ha fatto una scelta analoga a Piacenza, potrei invece citare il Comune di Fiorenzuola d’Arda che ha fatto una scelta diversa. Il Comune di Fiorenzuola d’Arda ha inserito in una recente gara sulla manutenzione del verde pubblico il “vincolo del 30%”. Proprio perché a me la “polemica politica” non interessa nulla, ho anche fatto presente che purtroppo lo strumento del “vincolo del 30%” è ampiamente sottoutilizzato in tutti i comuni della provincia di Piacenza. Perché la tutela del verde pubblico? Perché è uno dei pochi settori che normalmente vengono sottoposti a gara in cui per la tipologia del lavoro si è dimostrato negli anni che l’inserimento dei lavoratori disabili o svantaggiati possa avvenire in sicurezza. Difficile se non impossibile pensare ad altri settori (manutenzioni edili o asfalti). Tutto qua».

«La seconda precisazione – prosegue Negri - che ritengo importante è la seguente. Ai sensi dell’art.112 del D.Lgs 50/2016 e ss.mm alla gara indetta può partecipare qualsiasi tipo di impresa che impieghi nello svolgimento delle prestazioni oggetto dell’appalto o concessione almeno il 30% dei lavoratori svantaggiati. Questo per far presente che se nella gara fosse stato inserito il “vincolo del 30%”, avrebbe comunque potuto partecipare qualsiasi tipo di impresa, non solo cooperative sociali, la gara sarebbe stata quindi a tutti gli effetti una gara “aperta”. In ultimo vorrei mi fosse concesso un briciolo di orgoglio per l’attività di alcune imprese cooperative piacentine, in particolare le citate “Geocart”, “Orto Botanico” e “Il Germoglio” hanno avviato al lavoro centinaia di persone disabili e svantaggiate, costituendo un approdo per persone per cui nel mondo del “mercato libero” non c’erano e non ci sono particolari opportunità, togliendole dall’assistenzialismo pubblico e dando dignità del lavoro. Il Germoglio ha recentemente festeggiato i 40 anni di attività alla presenza del vescovo di Piacenza Adriano Cevolotto».

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