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Immigrazione, Lega: «Cgil e Rifondazione non accusino d’indifferenza i comuni»

Questione profughi, intervento della segreteria provinciale della Lega Nord in risposta a Gianluca Zilocchi, segretario piacentino della Cgil e a Rifondazione

«La Cgil si concentri sui diritti negati ai lavoratori invece di rimproverare i sindaci che non possono farsi carico di un’immigrazione gestita in modo scellerato». Interviene così la segreteria provinciale della Lega Nord in risposta a Gianluca Zilocchi, segretario piacentino della Cgil, «che recentemente ha incolpato quarantuno delle quarantotto amministrazioni comunali della provincia di Piacenza di non farsi carico degli stranieri arrivati con le ondate migratorie degli ultimi tempi».

«È ormai risaputo – comunica il Carroccio - che l’impiego di manodopera straniera a bassissimo costo e disposta a lavorare senza consapevolezza dei propri diritti, determina una costante e sempre maggiore riduzione dei salari e di tutto ciò che spetta al lavoratore: si attua così una pericolosa svalutazione che poco alla volta finisce per diventare lo standard. Appunto quelle professioni che, secondo un’opinione diffusa, gli italiani non vorrebbero più svolgere, ma che in realtà vengono rifiutate in quanto le condizioni offerte non permettono ad un nostro connazionale di sostentarsi».

Prosegue la nota: «Da parte della Lega un suggerimento alla Cgil e a Rifondazione Comunista, il cui segretario provinciale Roberto Montanari ha espresso approvazione per il pensiero di Zilocchi, affinché mettano in campo, a proprie spese, più concreti interventi di accoglienza, lasciando così i comuni liberi da un ulteriore onere. Il sindacato – prosegue la segreteria provinciale del Carroccio - rispetti la scelta della quasi totalità delle amministrazioni piacentine, messe a dura prova dalle politiche di austerità, di dare la priorità all’erogazione dei servizi a quei cittadini che hanno contribuito a costruire la nostra società prima ancora che ad un illimitato numero di nuovi arrivati. Quella dei sindaci non è indifferenza: è pragmatismo. La Cgil – aggiunge la Lega piacentina - ha sedi capillari su tutto il territorio italiano che potrebbero essere in parte riconvertite in centri di alloggio per gli immigrati, ovviamente a carico del sindacato. Inoltre – è la provocazione -, potrebbero anche farsi carico del loro trasporto dall’Africa ad altri paesi dell’Ue, facendo leva sullo sportello aperto tempo fa in Tunisia per favorire l’immigrazione verso la sponda settentrionale del Mediterraneo. Sgraverebbero così lo Stato italiano dai costi di recupero degli immigrati in mare aperto. E di fronte al consenso riscosso dall’opinione di Zilocchi all’interno di Rifondazione Comunista, constatiamo come un’altra volta la sinistra impartisca ordini quando non ne ha la facoltà in virtù della propria presunta e autoproclamata superiorità morale. Dunque anche Montanari, come tutti i buonisti a capo di qualche organizzazione, è vivamente invitato ad aprire la sede del proprio partito agli immigrati. Naturalmente spese di gestione a loro carico».

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