Immigrazione, Rossi (Lega Nord): «L'Unione Bassa Valtrebbia si opponga a nuovi arrivi»

Valerio Rossi: «L'Unione dei Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta si opponga in modo fermo, civile e democratico all'eventuale arrivo di ulteriori immigrati in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato nel territorio che essa rappresenta»

Valerio Rossi

«L’Unione dei Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta si opponga in modo fermo, civile e democratico all’eventuale arrivo di ulteriori immigrati in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato nel territorio che essa rappresenta». Lo chiede il consigliere dell’ente Valerio Rossi, membro anche della minoranza di centrodestra di Calendasco e segretario della sezione di Rottofreno, Calendasco e Sarmato della Lega Nord. Sull’argomento l’esponente del Carroccio ha presentato una mozione che verrà discussa nella prossima seduta del consiglio dell’unione, prevista per giovedì 19 maggio alle ore 18.00. L’atto ha lo scopo di impegnare la giunta a richiedere un impegno dei parlamentari piacentini a promuovere una soluzione internazionale del problema dell’immigrazione e a spronare la prefettura affinché l’invio di richiedenti asilo nei comuni avvenga con il consenso dei sindaci. Al momento sono diciannove i richiedenti asilo ospitati a Calendasco, venti a Gragnano, quindici a Rivergaro e dieci a Sarmato, la cui effettiva provenienza da paesi in guerra è ancora da provare. «Ad una provincia come la nostra, caratterizzata da un’incidenza di stranieri del 15 percento sul totale della popolazione – scrive Rossi -, gioverebbe una gestione ferma e oculata dei flussi migratori, trasversale all’ideologia politica. Fino ad ora però la prefettura di Piacenza non ha informato, se non all’ultimo istante, i sindaci dell’arrivo di immigrati, aprendo le porte ad un fenomeno non privo di episodi spiacevoli. A Calendasco si ricorda la ribellione dei richiedenti asilo nel 2012, terminata con quattro denunce per danneggiamenti, minacce e sequestro di persona, oltre al tentativo di avviare un programma di lavori socialmente utili naufragato in partenza. A gennaio di quest’anno – aggiunge - a Rivergaro ha creato apprensione e rabbia la rissa avvenuta fra quattro presunti profughi nella villetta che li ospita, condannati a nove mesi di reclusione per rissa aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere, episodio conclusosi con una sospensione della pena che acuisce il lassismo di una politica di questo tipo. Gragnano è invece balzata agli onori delle cronache nazionali in questi giorni, quando il sindaco del Pd ha denunciato il rifiuto dei richiedenti asilo di svolgere i lavori socialmente utili, tre dei quali denunciati dai Carabinieri per detenzione di droga a fini di spaccio a minori. Questa gestione – conclude Rossi -, come denunciano da tempo la Lega e altri movimenti civici di centrodestra, si è rivelata diseducativa e irrispettosa nei confronti della popolazione locale. Solo una politica di aiuto nei paesi di provenienza dei migranti, concordata con le istituzioni internazionali, può prevenire le partenza evitando i rischi di un’immigrazione illegale che danneggia tanto i migranti quanto le popolazioni che li accolgono». 

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