L'ordinanza sulla pipì dei cani rimane, Dosi: «A giorni però licenzieremo delle modifiche»

Torna in consiglio comunale l’ordinanza più discussa degli ultimi anni: Sandra Ponzini (Pd) ha chiesto di revocare il provvedimento sulle deiezioni liquide canine, ma la proposta ha raccolto solamente 6 voti in aula. Dosi: «L'ufficio legale del Comune presenterà alcune modifiche». Colosimo: «Questa città non cambierà mai»

Sandra Ponzini

A distanza di quattro mesi torna in consiglio comunale l’ordinanza sulle deiezioni liquide canine. Una mozione urgente depositata da Sandra Ponzini (Pd) ha chiesto la revoca del provvedimento dello scorso luglio, presentato dai consiglieri Foti e Opizzi (Fratelli d’Italia), votato quasi all’unanimità dal consiglio. «Siamo diventati un caso nazionale – ha spiegato Ponzini, ricordando tutto l’iter dell’ordinanza comunale che ha suscitato un vespaio di polemiche –, chiedo la revoca di questa ordinanza inutile. Mi chiedo perché nessun parere è stato chiesto al Comitato provinciale della tutela degli animali. La convivenza tra uomini e cani in città sta diventando problematica».

«Aspettavo con ansia – ha detto ironicamente Guglielmo Zucconi (Misto) - come tutta la città e la stampa, questa discussione. L'ordinanza comunque io non l’ho votata. Tutta Italia ha parlato di questa mozione, è così difficile dire, a distanza di tempo, che ci siamo sbagliati? Possiamo dire questo? Non casca il mondo. Ci sono state reazioni che forse ci dicono di fare un passo indietro. È un’ordinanza inapplicabile, la pezza è stata peggiore del buco. Invito l’ennesimo comitato sorto a Piacenza – anche questo è un record - di non presentare alcun ricorso. Sono convinto che le forze dell’ordine agiranno con buon senso, ma chiedo di votare favorevolmente la mozione di Ponzini». Contro l’ordinanza e a favore della mozione anche Filiberto Putzu (Fi): «Non l’ho votata all’epoca. Ho dubbi che l’acqua possa ridurre lo sporco della deiezione liquida dei cani. Mi pare inoltre che il Municipale abbia applicato l’ordinanza solamente nei casi più macroscopici».

«Mi scuso con il sindaco – ha detto Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi) – per aver votato quell’ordinanza, non mi sarei mai aspettato che quel provvedimento di minima convivenza civile potesse esporlo così tanto al pubblico ludibrio». «Non partecipo alla fiera dell’ipocrisia – ha detto Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) -, non abbiamo votato l’ordinanza, abbiamo dato mandato al sindaco per emettere un’ordinanza. Non sono un vigliacco: chi doveva consultare il sindaco per un’ordinanza urgente? Dove sta scritto questo? L’ordinanza nostra può essere perfettibile e migliorabile: sicuramente le aree di sgambamento non sono distribuite in tutte le zone cittadine. Qualcuno per qualche ora di celebrità ha strumentalizzato il testo: questa ordinanza prosegue una sentenza della Corte di Cassazione che dice testualmente che “non deve essere condannato il proprietario del cane che, avendo una bottiglietta dell’acqua, ha dimostrato la sua volontà di contribuire a pulire i muri”. Abbiamo tradotto in un principio generale ciò che la Giurisprudenza ha deciso in altra sede. Si sta cercando di dire semplicemente ai proprietari, con questa ordinanza, di impegnarsi. Nel frattempo, lo ricordo, nessuno è stato sanzionato. Non ho problemi – ha concluso l’ex parlamentare - a prendermi la responsabilità di un’ordinanza di buon senso». «Parlare di animali nel mondo occidentale – è il pensiero del capogruppo Pd Daniel Negri -  è diventata una questione etica. Ringrazio il sindaco per aver ascoltato l’indirizzo del consiglio comunale. È un discorso solamente educativo, si tratta di portare un maggiore senso civico sul tema. Non ci vedo nessuno spirito repressivo e sanzionatorio».

«Ritenevo che l'ordinanza – ha replicato agli interventi il sindaco Paolo Dosi - avesse come obiettivo il senso civico. La Municipale e le forze dell’ordine fanno fatica a combattere altre cose, figuriamoci le deiezioni liquide. I sindaci sono diventati i colpevoli di tutti i disastri ambientali e di tutte le ordinanze. I social network alimentano le esternazioni e i pensieri più fantasiosi, facendo diventare così noi sindaci i terminali di tutte le situazioni. Anche il nostro sindaco ha incontrato il Comitato – Dosi ha parlato per tutto l’intervento in terza persona – per parlare della questione. L’ufficio legale del Comune ha comunque elaborato proposte di modifica all'ordinanza per accogliere le richieste del Comitato: sono tutt'ora in corso di definizione. Licenzieremo le modifiche nei prossimi giorni. Speriamo che questi interventi impediscano il ricorso al Tar del Comitato, che può essere legittimamente presentato. Lascio il consiglio comunale sovrano di esprimersi sul tema senza condizionarlo: su un tema di questo tipo lascio ai consiglieri di rispondere in base alla propria sensibilità».

«È un vanto per lei signor sindaco – ha tuonato Marco Colosimo (Piacenza Viva) - poter dire che l’unico comitato contro questa Amministrazione sia legato alla pipì dei cani. Sarebbero dovuti sorgere anche quando la Fondazione buttava via i soldi dei piacentini e su altre questioni. Questa vicenda mi fa dire che questa città che non cambierà mai». «È brutto che il Consiglio – ha spiegato il capogruppo 5 Stelle Mirta Quagliaroli - ritorni su una sua votazione. In questo frangente il sindaco si è espresso in modo corretto. Qualsiasi decisione è squalificante per questo consiglio: io mi astengo dal voto». «Ponzini, la tua vittoria l’hai già avuta – ha sottolineato Massimo Polledri (Lega Nord) – visto quello che ha detto il sindaco. Ti chiedo di non creare divisioni in quest’aula su questa questione». Ponzini non ha ritirato la mozione, né ha accettato la proposta dei 5 Stelle di trasformare la mozione di revoca in un emendamento di correzione dell’ordinanza. La proposta della consigliera del Pd è stata perciò respinta con soli sei voti a favore (Ponzini, Zucconi, Putzu, Lucia Rocchi e Roberto Colla dei Moderati, Rino Curtoni del Pd) e 17 contrari, oltre all'astensione di Quagliaroli.

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