«Inaccettabile avere l’ospedale tra dieci anni, bisogna accelerare»

Tutti d’accordo: il percorso verso la realizzazione del nosocomio deve essere più snello, giusto seguire il “modello Genova-Ponte Morandi”. Cugini (Pd): «Ora un cronoprogramma serio e vincolante». Bertolini (Fd’I): «In 11 mesi abbiamo costruito il ponte sul Po, possiamo metterci 4 anni per l’ospedale»

«Ricordiamoci che qua a Piacenza siamo stati capaci in soli undici mesi di rifare il ponte sul Po, quindi in quattro anni possiamo anche fare l’ospedale». Filippo Bertolini, consigliere di Fratelli d’Italia, prova a dare una tempistica più celerare all’intero percorso verso la realizzazione del nuovo ospedale. La stima iniziale di Regione e Ausl, prima dell’emergenza Covid-19, era di un lasso di tempo compreso tra 8 e 10 anni, tra affidamento dei bandi, progetti, costruzioni e collaudi. Su un tema, in Consiglio comunale, tutti si sono trovati d’accordo. A cinque anni dall’annuncio del nuovo ospedale – datato ottobre 2015 – è tempo di accelerare e portare a casa la struttura in tempi più brevi, anche per risolvere al più presto i problemi dell’attuale “Guglielmo da Saliceto” e del Polichirurgico.

«Dobbiamo fare – ha riportato la questione anche Michele Giardino (Misto) - come il modello Genova, dove hanno costruito il Ponte Morandi in un anno». La stessa proposta l’aveva ipotizzata per prima proprio il sindaco Patrizia Barbieri: Genova è il modello, per costruire – rispettando le norme – ma tagliando un po’ la burocrazia. «Mi auguro si dia l’incarico di commissario – ha espresso Mauro Consiglio a Palazzo Gotico-2Saccardi (Misto) - al nostro sindaco per costruirlo. Ci vorrebbe per Piacenza inoltre anche una nuova casa di riposo nella clinica “Belvedere”. Se la pandemia scoppiasse di nuovo si potrebbe utilizzare il Vittorio Emanuele a supporto dell’ospedale e trasferire altrove i suoi ospiti anziani».

Il Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno proprio per puntualizzare l’impegno a chiedere un percorso veloce con un commissario. «Vogliamo un cronoprogramma serio e vincolante – ha detto a tal proposito il capogruppo Stefano Cugini - Il nuovo ospedale serve e velocemente. Otto-dieci anni non è un termine accettabile. Chiederà di nominare un commissario come a Genova? Noi ci siamo, dettiamo l’agenda nell’interesse della città. Il commissario sarà il sindaco di Piacenza».

La proposta è stata però bocciata dalla maggioranza. La motivazione l’ha data l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi. «Noi stiamo facendo il nostro. Non possiamo votare ciò che afferma il Pd perché nelle premesse sostiene che si è contrari alla scelta dell’area individuata alla Farnesiana, quando invece noi ne siamo convinti. E in più parla di un progetto che non c’è, mentre noi stiamo discutendo di una variante al Psc». Sul commissariamento per l’ospedale è intervenuta anche il sindaco Patrizia Barbieri. «Vorrei che ne parlassimo con il direttore generale Ausl Luca Baldino dei pieni poteri. A lui serviva il voto nostro alla variante del Psc per far partire il bando per la progettazione dell’ospedale. Prima di chiedere i pieni poteri, che ho chiesto io tra l’altro, sarebbe più urgente questo passaggio. Se ne riparlerà».

È stato respinto, sempre nella seduta di Consiglio dell’11 maggio a Palazzo Gotico, un altro ordine del giorno, a firma Saccardi. Nel testo si chiedeva di prevedere, in caso di mancata realizzazione dell’ospedale alla Farnesiana, di far tornare l’area agricola. «Neanche questo votiamo – ha detto Opizzi, prima della bocciatura da parte del centrodestra -, pone un’ombra sulla realizzazione dell’ospedale, quando invece questo si farà». «Non volevo gettare ombre sul percorso – ha detto poi Saccardi -. Ma se per qualsiasi motivo di forza maggiore non si realizzasse, volevo ribadire che il terreno torna agricolo. Era un modo per sottolineare che si consuma suolo agricolo solo per un bisogno importante, non per edificare qualsiasi cosa “tout court”». «Non si può ipotecare il futuro in questo senso», gli ha risposto Giampaolo Ultori (Liberali). Saccardi ha raccolto però il consenso di Luigi Rabuffi (Pc in Comune). «Voto a favore, questo ordine del giorno è proprio quello che può mettere da parte i dubbi di molti rispetto al motivo per cui si pensa di realizzare lì l’ospedale».

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