«Ingenerosi i giudizi dell’Ente Farnese sul nostro operato, ecco perché»

Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia replicano al generale Eugenio Gentile, da poco rieletto presidente dell'Ente Farnese

«L’intervento del presidente dell’Ente Farnese Eugenio Gentile, ricco di sorprendenti errori, anzitutto cronologici, richiede ampia rettifica». Lo sostengono Carlo Segalini, Francesco Rabboni e Giancarlo Migli, capigruppo di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia con riferimento all’assemblea dell’ente per la valorizzazione del Palazzo e dei monumenti farnesiani che ha visto la rielezione di Gentile alla carica di presidente. 

«Quelle che il generale Gentile denuncia sono questioni delle quali nemmeno l’Amministrazione comunale è stata mai informata e nemmeno è a diretta conoscenza, riguardando questioni antecedenti il suo insediamento: la riproduzione gigante del Fegato etrusco ci risulta una proposta del 2015 che a questa Amministrazione - eletta nel 2017- non è stata infatti mai stata riproposta. A tacere dei “matrimoni con bengala e bombe carta sparati dal cortile del Farnese”: episodio verificatosi diversi anni addietro, già allora sanzionato, senza in ogni caso responsabilità alcuna dell’amministrazione in carica. Non può, poi, il generale Gentile sbagliare interlocutore e indirizzo a cui riservate le proprie proteste quando parla del Bastione di San Sisto, dato in concessione per 20 anni ad un privato dall’Agenzia del Demanio, che ne è prioritaria. Il Comune di Piacenza si è, invece e per contro, attivato per assentire a migliorie per la fruizione dell’area e non l’ha fatto con il consenso della sola maggioranza, ma di tutto il Consiglio comunale - nessuno si è infatti opposto - come risulta in atti. Eugenio Gentile-4Competono, poi, alla Agenzia, o a chi essa è subentrato, pulizia e altri interventi auspicati dal Gentile».

«Quanto alla destinazione dell’area in questione era ben specificata nel programma sottoscritto con l’Agenzia del Demanio - non dall’attuale Amministrazione comunale - ma non ricordiamo rimostranze all’epoca... Stupisce pertanto un tale livore nei confronti del Comune che, come chi rappresenta l’Ente imputato alla valorizzazione dei monumenti farnesiani dovrebbe sapere, non è nè proprietario né concessionario delle architetture richiamate. In merito a Porta Borghetto - sempre dell’Agenzia - il cui Bastione è stato oggetto di recente di concessione, il gen. Gentile dimentica lo stato di abbandono dell’area che non è di oggi ma ventennale. Non ci risulta, poi, che ci sia ostacolo nel dialogo tra Ente Farnese e Comune, come testimoniano recenti progetti proposti dall’Ente e subito condivisi di buon grado, nonché il fatto che prosegua a tutt’oggi la concessione gratuita di una sede per l’Ente che, a differenza del passato, per gli interventi di valorizzazione a cui è votato, non conta più su importanti risorse concesse, a livello ministeriale, in anni ormai lontani».

«Stupisce inoltre che il gen. Gentile scorsi - o faccia finta di scordare - l’effettuazione dei lavori, in parte prosecuzione di impegni precedentemente assunti ed in parte di nuova iniziativa, che il Comune di Piacenza ha realizzato alla mole Farnesiana. A partire dal primo, onerosissimo, stralcio del rifacimento dei tetti (già programmati gli ulteriori), la realizzazione di servizi igienici anche per disabili a servizio dei cortili, un nuovo ascensore per garantire a chiunque l’accesso a musei ed uffici, la realizzazione del passaggio tra sotterranei farnesiani e viscontei, dove fu allestita la mostra dedicata ad Annibale e dove troverà definitiva ospitalità  la nuova sezione archeologica, la dotazione in quella nuova porzione di impianti elettrici e di deumidificazione con sostegno della Fondazione, l’installazione di porte di sicurezza del Palazzo nonché lo scavo attorno alla torre ovest per risanare i locali interrati adiacenti».

«Insomma - concludono i capogruppo di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia - il “non riflettere sul valore dei monumenti permanenti che fa perdere le radici del nostro passato”, cosi come asserito dal generale Gentile appare come un ingeneroso giudizio di natura politica che ha nulla a che spartire con la verità dei fatti».

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