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Inquinamento, M5S: «Situazione provocata dalla miope politica ambientale del Pd»

«Crediamo che ogni amministratore sappia quali provvedimenti si dovrebbero prendere per contrastare questa terribile situazione solo aggravata e non provocata dai cambiamenti climatici in atto, che in una miope, se non scellerata, politica ambientale trova le proprie cause»

«Insieme all'allarme sicurezza - si legge in una nota dei consiglieri di Piacenza, Podenzano e San Giorgio del M5S - l'allarme sulla qualità dell'aria che respiriamo a Piacenza e in tutta la Pianura Padana, è la maggiore fonte di preoccupazione di cittadini e amministratori, nelle piazze di incontro, che siano virtuali o reali, i maggiori timori e il confronto fra le persone si concentrano su questi temi. Il monitoraggio della qualità dell'aria ci consegna una realtà drammatica e un'inarrestabile peggioramento che porta ad un inevitabile aumento delle malattie respiratorie e cardiovascolari».

«Cosa è stato fatto in questi anni in concreto dall'amministrazione per diminuire l’inquinamento atmosferico a Piacenza? - si chiedono i consiglieri - Alla domanda risponderemo con i fatti. Il Pd che guida, ormai da 13 anni, l'amministrazione piacentina (e regionale) ha preso molti provvedimenti incisivi sulla qualità dell'aria nella nostra città. Eccone un elenco significativo, forse non esaustivo (i colleghi ci scuseranno se abbiamo dimenticato qualcosa):
- autorizzazione al potenziamento della centrale Edipower

- autorizzazione all'aumento del trasporto logistico su strada al posto di quelli ferroviari
- autorizzazione all'utilizzo di oli esausti e pneumatici come combustibile alla Cemetirossi
- autorizzazione bipartisan (è giusto riconoscere anche all’"opposizione" il lavoro svolto) tranne il M5S, Idv e Rifondazione, per consentire il mantenimento in esercizio dell'inceneritore di Piacenza oltre il termine del 2020, previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti
- autorizzazione alla centrale a Biogas a Borgotrebbia».

«Che cosa si sta facendo ora? - continua la nota - Attualmente sono in corso di autorizzazione:
- l'ampliamento del teleriscaldamento alimentato dall'inceneritore, che ne consentirà il funzionamento per i prossimi 30 anni
- l'autorizzazione ad un bitumificio nel Parco del Trebbia (nel Parco del Trebbia)

- l'autorizzazione a Buzzi-Unicem all'utilizzo del Carbonext, combustibile da rifiuti. 

Accenniamo soltanto alla nostra ferma e inascoltata opposizione ad ognuno di questi "provvedimenti", tanto nelle sedi istituzionali quanto in sede di manifestazioni, comitati, eventi espressioni della società civile, senza strumentalizzazioni e senza bandiere, e spesso bellamente ignorate dai media, ma questa è altra storia».

«Crediamo che ogni amministratore - affermano i consiglieri del M5S - di ogni declinazione politica, sappia quali provvedimenti si dovrebbero prendere ora, subito, per contrastare in modo fattivo ed incisivo questa terribile situazione (solo aggravata e non provocata dai cambiamenti climatici in atto, che in una miope, se non scellerata, politica ambientale trova le proprie cause), ma ancora una volta interessi altri limitano l'azione della giunta e si arriva addirittura a chiedere una commissione speciale sulla qualità dell'aria solo, temiamo, per procrastinare l'improcrastinabile e unica decisione che porterebbe a risultati concreti ovvero rivedere se non annullare le autorizzazioni concesse e i provvedimenti presi ma, ci rendiamo conto, significherebbe sconfessare tutta l'attività politica del Pd in materia di ambiente degli ultimi anni, in barba alle promesse elettorali e alla tutela della salute pubblica e dell'ambiente».

«Il m5s già due anni fa - spiegano i consiglieri - chiese e ottenne di mettere intorno ad un tavolo sindaco, assessore, direttore e responsabili di Arpa assieme ad esperti per un confronto sulla qualità dell’aria, in un incontro privato. In quella occasione presentammo dati e ricerche internazionali sugli effetti delle nanoparticelle emesse dalle attività industriali e da inceneritori e richiedemmo che ogni attività e provvedimento dell'amministrazione seguisse il principio di precauzione. Insistemmo molto sulla pericolosità delle nanopolveri la cui ricerca non è prevista dalla legge, che richiede soltanto il monitoraggio delle polveri più grossolane comunemente conosciute come PM 10».

«Va subito detto - dicono i consiglieri - che ad oggi non c'è nessun filtro in grado di fermare le polveri di dimensione inferiore a PM 2,5 e che queste sono in grado di penetrare nel nostro organismo e di raggiungere, attraverso il sangue, tutti i nostri organi. Nonostante il nostro impegno nulla è cambiato da quell'incontro: nessun approfondimento della documentazione presentata, nessun provvedimento migliorativo della qualità dell’aria, nessun maggiore controllo sulle emissioni. Anzi da sempre denunciamo come si vada giusto nella direzione opposta».

«Da cittadini siamo stanchi e preoccupati - conclude la nota - e ci rendiamo conto che senza una presa di coscienza vera ed una mobilitazione efficace che sensibilizzi chi governa tutto cambia (fino ad arrivare all'"investitura" dell'esperta di fama internazionale) perchè nulla cambi. Dall'aria che tira (sempre più malsana) che respiriamo nella nostra città ci pare che, ancora una volta e nonostante le iniziative altisonanti gli amministratori Pd non disconosceranno il proprio operato fino ad oggi per non cambiare aria».

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