“Insieme per Castello”: «Un altro duro colpo all’ospedale»

Il gruppo di minoranza “Insieme per Castello” raccoglie la grande preoccupazione del sindaco Lucia Fontana in merito alla discussione, avvenuta nella riunione di distretto alla presenza dei vertici Ausl, riferita alla chiusura della chirurgia il sabato e la domenica nell’ospedale di Castelsangiovanni. «Il Comitato “I castlan i disan no” - ricorda il gruppo consiliare - avevano già anticipato tale preoccupante situazione che non si è mai verificata negli anni scorsi nonostante l’accorpamento dei reparti nel periodo estivo. Tutto ciò denota che le chiacchiere da bar del comitato come sono state definite dal direttore generale Baldino, si concretizzano in dati di fatto, così come concrete sono le 16.200 firme raccolte contro il depotenziamento dell’ospedale che non avrebbero dovute essere ignorate dalle Istituzioni come invece purtroppo è stato alla luce delle evidenze attuali.

Il comitato dal 2016 lancia un grido di allarme supportato da segnali che giungevano dall’ospedale e tutt’ora permangono tanto da vedere l’allontanamento, in questo ultimo anno e mezzo e cioè, dall’approvazione del piano sanitario il 31 marzo 2017, delle migliori professionalità sanitarie perdendo così un patrimonio sanitario preziosissimo per i pazienti, in un periodo in cui i medici scarseggiano e sarebbe stato doveroso creare le condizioni opposte a quelle che invece la Direzione generale con l’approvazione dei sindaci ha intrapreso.

L’ingegner Baldino viene smentito anche dal fatto che la chirurgia in acuto (frattura del femore, occlusione intestinale, addome acuto ecc) oggi a Castello è chiusa. Dal 1 luglio anche la chirurgia programmata a maggior rischio di sanguinamento chiude. Ciò determinerà la soppressione della guardia chirurgica e quindi sarà il colpo mortale alla chirurgia alla quale i pazienti erano abituati fino al 2017 nel nostro ospedale.

Altrettanto gravissime sono le dichiarazioni della presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria Calza, la quale, alla richiesta del sindaco Fontana di valutare la possibilità di presentare una mozione che blocchi la chiusura della chirurgia 7 giorni su 7 mantenendo quella dei 5 giorni su 7, si dice perplessa in quanto si dovrebbero presentare mozioni ogni volta che si ravvedano situazioni critiche e, visto e considerato che le criticità sono tantissime ovunque le si voglia osservare sia a livello ospedaliero che territoriale e che a due anni dall’approvazione trovano nella realtà le difficoltà che tale organizzazione ha creato a livello provinciale, non si comprende come la presidente, rappresentante delle istanze dei sindaci invece di raccogliere le rimostranze del sindaco Fontana alla quale diamo il massimo sostegno, non chieda espressamente la revisione del piano sanitario che dovrà essere studiato e armonizzato soddisfando le esigenze delle varie realtà provinciali alla luce anche dei cospicui investimenti effettuati , che per Castelsangiovanni ,andrebbero completamente vanificati.

A tale proposito la presidente Patrizia Calza se ne dovrà assumere la responsabilità per non avere raccolto quanto i sindaci, che lei rappresenta in sede istituzionale, hanno espresso e cioè le tante, le troppe criticità dell’organizzazione sanitaria provinciale venendo meno al ruolo che rappresenta e, negare o rigettare al mittente la mozione che il sindaco Fontana vuole proporre rappresenta un comportamento deplorevole.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il compito delle istituzioni e degli amministratori è quello di dare risposte concrete agevolando la vita dei pazienti e non complicandola con scelte discutibili che non trovano soluzioni alternative che saranno pronte forse tra 10 anni. Chi ha creato questa situazione così difficile se ne assuma la responsabilità e noi conosciamo nomi e cognomi che verranno rivelati all’opinione pubblica qualora il depotenziamento dovesse continuare portando ad un lento, costante e inesorabile declino del nostro ospedale e della sanità pubblica provinciale piacentina».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • «Due positivi in discoteca e mancanza delle norme anti Covid». Disposta la chiusura del Paradise

  • «Raccontai a Papaleo perché è onesto, Montella era intoccabile. In tanti mancano ancora all'appello»

  • Muore schiacciato dal trattore mentre lavora nei campi

  • Altoè, 55enne muore alla guida dell'auto

  • Coronavirus, quindici nuovi casi in un giorno a Piacenza e un decesso

  • Schianto in autostrada ad Arezzo, muore 24enne piacentino

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
IlPiacenza è in caricamento