"Interessante l'idea di una centrale fotovoltaica a San Damiano"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

"Molto interessante è la proposta di tramutare l'aeroporto di San Damiano in una centrale fotovoltaica espressa da un cittadino su Libertà. La cosa sicuramente verrà recepita dal Presidente della Provincia Rolleri che ai tempi della sua campagna elettorale, come Sindaco di Vigolzone, aveva proposto il fotovoltaico nella cava - oggi esaurita – di Albarola. La sensibilità del Presidente Rolleri verso il fotovoltaico sembra essere indubbia (anche se mai realizzata), come è innegabile il forte impatto ambientale a cui verrebbero sottoposti i territori circostanti un aeroporto fondato sul trasporto delle merci, che a differenza della aeronautica militare produrrebbe un costante martellamento di aerei cargo - parificabili ai Jumbo come dimensione e rumore - giorno e notte. Le varie prese di posizione fra cui spiccano le dichiarazioni di Federico Scarpa (Libera Associazioni Commercianti) non tengono presente la forte svalutazione delle abitazioni di Vigolzone - in particolare - come di Podenzano, Ponte dell'Olio, Carpaneto, San Giorgio e relative frazioni sottoposte ad un impatto acustico parificabile a Malpensa, come non tengono presenti i costi a cui si andrebbe incontro per la gestione di tale impresa che in ogni parte d'Italia sta dimostrando di essere fallimentare. Prova è che il Governo in questi giorni sta valutando la chiusura di molti aeroporti. L'analisi del Signor Scarpa è anche carente sui costi di allaccio fra aeroporto e la trasformazione di campi agricoli in logistica a Roncaglia (capannoni, per intenderci, di stoccaggio merci) che favoriscono solo la forte ingerenza concorrenziale cinese in cambio di fantomatici posti di lavoro a cui fa riscontro una “famosa promessa slogan” dei tempi, quando IKEA promise mille posti di lavoro per i piacentini rivelatisi poi di circa un terzo ed in mano oggi a cooperative a manodopera extracomunitaria. Prima di avventurarsi in faccende buone solo per chi promette e deleterie per chi le subisce, bisognerebbe almeno proporre l'analisi dei costi e dei benefici con forte attenzione dei danni. Mettendoci dalla parte dei vari Alibaba intenzionati a sbarcare sulla nostra terra non ci parrebbe vero che “qualcuno” ci fornisse di un aeroporto, ci facesse una strada che congiungesse l'aeroporto con i capannoni a Roncaglia, ci facesse pure un ponte nuovo sul Nure per la camionabile, ci cedesse i territori agricoli, e ci fornisse, pure, attraverso le cooperative lavoro a basso costo – quindi extracomunitario – Un affare di certo sbilanciato a favore solo di una parte e non della città. Non va dimenticata poi l'origine delle merci stoccate, provenienti da paesi che se ne infischiano degli scarichi inquinanti e che sempre più spesso ci procurano rovine e vittime conseguenti al cambiamento climatico. La città di Piacenza deve reagire a questi attacchi, anzi li deve condannare vietando ogni proposta di cementificazione atta a dare sviluppo e commercio di chi non fabbrica secondo le regole ecologiche a cui sono sottoposte le industrie dell'occidente, non spianargli la strada come fossero benefattori. Ben venga il fotovoltaico a San Damiano, venga anche sul territorio di Roncaglia al posto dei capannoni che forse qualcosa di sicuro e pulito ci renderà. Noi abbiamo bisogno di politici che tengano alto il “made in italy” anche attraverso la difesa del territorio e che non si prestino a essere gli intermediari commerciali con chi lavora fuori dalle regole del mondo civile da cui dipende sia il futuro come salute di tutti. Che senso ha pagare poco cucchiai e forchette di pessimo acciaio, per poi trovarci con la Val Nure distrutta da bombe d'acqua? Dobbiamo pure stendergli il tappeto a lor signori?"

Vincenzo Zanelletti

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