Iren, Fratelli d'Italia: "Cosa pensa il sindaco della vendita delle azioni?"

L'interrogazione di Erika Opizzi e Tommaso Foti, consiglieri comunali di Fratelli d'Italia

La decisione dei sindaci di Torino, Genova e Reggio Emilia, soci pubblici di Iren, di richiedere la modifica dello statuto della società, introducendo il voto maggioritario, è oggetto di un'interrogazione dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia al sindaco Dosi. "In buona sostanza - scrivono Foti e Opizzi - attraverso la detta modifica, l'auspicio dei soci pubblici sarebbe quello di vendere le azioni non vincolate nel patto di sindacato e - al tempo stesso - di mantenere in mano pubblica il controllo della società." Nei fatti, per i consiglieri di FdI-An "se gli azionisti pubblici ridurranno, come annunciato, la quota di proprietà sotto il 51%, vorrà dire che quelli privati deterranno la maggioranza dell'azienda. Non basteranno dunque il mantenimento del controllo della società attraverso il voto maggioritario, il sindacato di blocco e le clausole previste per evitare scalate ostili o poteri di veto da parte delle minoranze, a compensare la perdita della maggioranza dell'azionariato pubblico della società". Foti e Opizzi, evidenziato che le ipotizzate modifiche statutarie obbligheranno Iren "a garantire maggiori utili al mercato, più interessato a una remunerazione del capitale investito nel breve periodo", chiedono al Sindaco di pronunciarsi in ordine alle modifiche statutarie ipotizzate e, in ogni caso, di rappresentare la propria posizione al riguardo al Consiglio Comunale.

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