Islam, Lega: «Tanti stranieri in carcere: vigilare sulla costituzione di cellule radicali»

Pisani (segretario del Carroccio): «Il fatto che alle Novate ci siano 327 detenuti stranieri, ovvero il 67 percento della popolazione carceraria è la spia di un'immigrazione incontrollata, non qualificata e del tutto priva di regole, che diventa facilmente manodopera per la criminalità»: la segreteria provinciale della Lega Nord commenta l'espulsione dell'estremista musulmano e le voci di angherie che sarebbero compiute da un gruppo di islamici radicali all’interno del carcere delle Novate a Piacenza

Pietro Pisani

«Il territorio piacentino non è al riparo dal fondamentalismo islamico. Dalla casa circondariale, infatti, giungono segnali allarmanti che ci auguriamo non rimangano inascoltati come al solito»: così la segreteria provinciale della Lega Nord commenta in relazione all'espulsione dell'estremista musulmano e alle voci di angherie che, stando ad alcuni ex detenuti, sarebbero compiute da un gruppo di islamici radicali all’interno del carcere delle Novate a Piacenza.

«È inaccettabile – denuncia il segretario del Carroccio, Pietro Pisani - che in un istituto di pena, quindi una struttura controllata, si registrino prevaricazioni di stampo religioso da parte di alcuni musulmani a danno di altri detenuti. Auspichiamo dunque che le autorità competenti facciano luce sul rapporto tra questi presunti integralisti e l’estremista recluso nel penitenziario cittadino nel 2013, recentemente rimpatriato in quanto ritenuto pericoloso per la sicurezza nazionale. È necessario conoscere i suoi legami con gli altri carcerati e sapere se essi erano al corrente delle sue attività: ciò è fondamentale per evitare, se confermate le dicerie, la costituzione di cellule radicali che abbiano diramazioni con chi è fuori dall'istituto di reclusione».

«L'episodio – aggiunge Pisani – ha inoltre riportato agli onori delle cronache la presenza straniera alle Novate: 327 detenuti, ovvero il 67 percento della popolazione carceraria. È questa la spia di un'immigrazione incontrollata, non qualificata e del tutto priva di regole, che diventa facilmente manodopera per la criminalità».

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