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Italia Nostra: «Nell’ex Consorzio Agrario un campus universitario per i due atenei»

La proposta dell’associazione per la riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario: «Un campus a metà tra le due università piacentine e vicina alla stazione»

Riguardo alla progettata riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio Agrario di Piacenza, la sezione di Piacenza di Italia Nostra intende ribadire le numerose criticità di questo intervento, già evidenziate, formulando nel contempo una nuova proposta per l’utilizzo dell’area. «Dette criticità – spiega Italia Nostra - rilevate da più parti, richiedono infatti una seria revisione, non limitata a una semplice riduzione delle superfici commerciali o residenziali come annunciato.

L’impatto di una nuova struttura commerciale di 14.500 metri quadrati (4.500 alimentare e 10.000 non alimentare), degli aggiuntivi 5.000 mq di strutture commerciali medio-grandi (sia pure come trasferimento di attività già nel territorio) e dei 9.000 mq di residenziale richiedono di essere valutati nell’ambito di una seria programmazione territoriale, per gli effetti sulle attività commerciali già esistenti in città (e nei comuni limitrofi) così come sulla residenzialità, entrambi già in sofferenza.

Come abbiamo ricordato nel comunicato del 7 luglio, sono stati autorizzati nuovi supermercati e aree commerciali di grandi dimensioni in varie zone, da via Emilia Pavese a via Passerini/corso Europa e, persino, in aree prossime a quella del Consorzio Agrario, come è il caso di piazzale Velleia/via Calciati. Val la pena di ricordare che sono oggi presenti migliaia di vani sfitti – anche in edifici di recentissima costruzione – mentre è già iniziata o è stata autorizzata la costruzione di ulteriori palazzi e quartieri (per esempio a barriera Genova o nell’ex Manifattura Tabacchi).

Senza contare le espansioni dei Comuni circostanti, che hanno già prodotto un mercato saturo per eccesso di offerta di case. Questo si traduce in abitazioni invendute, sia nuove sia usate, che devono essere svendute o rimangono vuote per anni e rischiano il degrado, il che naturalmente incide sulla vivibilità del quartiere e della città.

Ricordiamo ancora che, a nostro parere, diversi edifici del Consorzio Agrario potrebbero essere oggetto, anziché di demolizione, di un’accorta riqualificazione, come pure l’intera area dell’ex Mercato Ortofrutticolo, interessante esempio di archeologia industriale e di architettura razionalista degli anni Trenta del secolo scorso (già oggetto, infatti, di visite guidate a opera del Fai e del Liceo Colombini). Concludiamo con una proposta per il riutilizzo dell’area dell’ex Consorzio Agrario, che a nostro parere potrebbe essere assai idonea ad una prevalente destinazione universitaria.

La creazione nell’area di un grande campus, collocato proprio tra le due attuali sedi universitarie di via Scalabrini (Politecnico di Milano) e di via Emilia Parmense (Cattolica) e dalla eccezionale logistica, essendo a breve distanza da stazione ferroviaria e da autostazione, consentirebbe l’espansione del polo universitario piacentino, consentendo sia l’apertura di nuove facoltà (per es.: Medicina Veterinaria) e collegi universitari, sia l’ampliamento/potenziamento di quelle esistenti (con loro eventuale parziale trasferimento), consentendo una rivitalizzazione della zona – e dell’intera città – ben migliore e appropriata di quella creata da nuovi negozi e abitazioni. La potenzialità di Piacenza quale grande sede universitaria padana ci sembra implicita nella sua stessa ubicazione geografico/viabilistica».

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