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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Kyenge a Piacenza: «Sono il trait d’union tra il territorio e l’Europa»

L’eurodeputata ospite a Piacenza alla Festa del Pd. Kyenge: «Con Alfano non siamo sulla stessa linea. Lega Nord e Forza Nuova hanno avvelenato il Paese. C’è una maggioranza silenziosa che non istiga all’odio sul tema dell'immigrazione»

«Ho iniziato da qua la mia campagna elettorale, annunciando la candidatura a Piacenza, e qua sono tornata per essere un trait d’union tra il territorio e l’Europa. Avevo promesso di essere la voce di Piacenza al vostro sindaco». Cècile Kyenge è ritornata a Piacenza per la prima volta per parlare alla Festa del Pd dopo aver verso conquistato il seggio europeo di Bruxelles, ottenuto con 95mila preferenze lo scorso 25 maggio. Dopo i saluti di rito con il sindaco Paolo Dosi e una folta rappresentanza locale del Partito Democratico, l’eurodeputata Kyenge è stata intervistata sotto ai portici di Palazzo Gotico dal giornalista Marcello Pollastri. Nel frattempo l’ex ministro ha detto la sua anche sulle Primarie regionali del partito, dichiarando apertamente di appoggiare il candidato Stefano Bonaccini.

«Stiamo facendo passi da gigante grazie al governo Renzi – ha dichiarato – e alle sue riforme. Il cambiamento inizia da qui e l’hanno capito anche in Europa: siamo l’unico Paese in cui il maggiore partito di governo ha ottenuto un ottimo risultato alle Elezioni. In Europa dobbiamo sfruttare questo Pd, che è la prima forza all’interno del Pse». L’Europa, per molti cittadini, è però percepita come un’istituzione molto lontana. «È vero – riflette Kyenge – perciò occorre scendere sempre più spesso nel territorio per far capire di cosa si occupa il Parlamento Europeo. Io inoltre istituirei in ogni provincia un centro di coordinamento per sfruttare al meglio tutti i fondi europei che sono a disposizione dei cittadini e delle istituzioni». E Kyenge di cosa si sta occupando da quando è a Bruxelles? «Faccio parte della commissione sulle libertà civili, giustizia e interni – risponde – e mi occupo soprattutto di diritti umani, asilo, immigrazione. Purtroppo l’immigrazione è un tema “debole” nella Ue: non possiamo presentarci come singolo paese a discutere. Siamo lasciati da soli come Italia perché ogni Paese ha la sua politica sull’immigrazione. Questa sarà la sfida più grande, e non riguarda solamente il controllo delle frontiere e la sicurezza: ci sono tante altre sfaccetature. Ma sono fiduciosa per la nomina di Federica Mogherini, lei saprà portare avanti questa battaglia».

«Abbiamo già fatto – spiega l’eurodeputata - una proposta per l’accoglienza: lo Sprar amplierà i suoi posti da 3mila a 16mila. Purtroppo all’interno del governo non la pensiamo tutti allo stesso modo sul tema. Secondo me Frontex Plus non è il modo giusto per sostituire “Mare Nostrum”. Con Alfano – che nelle scorse settimane aveva utilizzato il termine di “vu cumprà” per definire gli ambulanti abusivi sulle spiagge – non siamo sulla stessa linea. Penso che si debba esprimere meglio perché è un uomo di Stato e perciò è anche un educatore».

Quale sarà la società del futuro? «Io penso a una società in cui le persone vengono riconosciute e apprezzate per le proprie capacità e il proprio valore e non per il colore della pelle. Vorrei una società che condanna chi istiga all’odio come fanno Lega Nord e Forza Nuova, che hanno avvelenato il Paese per tanti anni. C’è una maggioranza silenziosa – conclude Kyenge – che non si esprime così. Alle scorse Europee ho preso quasi 100mila preferenze, mentre alcune di queste persone che mi contrastavano in campagna elettorale ne hanno ottenute solo 5mila». Infine, un pensiero per il leghista Calderoli, che ritiene di aver ricevuto una macumba proprio dall’ex ministro del governo Letta. «Invito Calderoli a fare un pellegrinaggio nelle zone del mondo dove fanno veramente la macumba».

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