«L’aborto non deve essere usato come contraccettivo»

La deputata Elena Murelli (Lega) interviene alla Camera a 40 anni dalla legge 194: «I consultori aiutino le donne e non siano centri per interrompere una vita. Dal varo della legge non sono nati 6 milioni di bambini e la cosiddetta buona scuola ha fallito sull’educazione sessuale. Adolescenti e straniere le donne che abortiscono di più»

«L’aborto non va usato come contraccettivo. I consultori aiutino le donne e non siano centri per interrompere una vita. Siano luoghi dove le donne possano trovare un aiuto, essere affiancate in un percorso che può portare anche all’adozione». Lo ha detto Elena Murelli, deputata della Lega, che ha partecipato il 22 maggio, all’incontro con la stampa alla Camera sul tema “La legge sull’aborto in Italia a 40 anni dalla sua introduzione. Bilancio e valutazioni”. Murelli ha citato Madre Teresa: «Se una madre è capace di uccidere il proprio figlio che cosa impedisce a noi di scannarci l’uno con l’altro? L’aborto è la più grande minaccia alla pace del mondo di oggi». All’incontro erano presenti, tra gli altri, anche Marina Casini (Movimento per la Vita) e  Francesca Romana Poleggi (ProVita Onlus). Sono stati ricordati i 6 milioni di bambini non nati dall’adozione della legge «un numero - ha affermato Murelli - che avrebbe certo favorito il contrasto alla denatalità in Italia e fatta venire meno la posizione di chi giustifica l’immigrazione per far aumentare la popolazione». Secondo Murelli «mi rispecchio in ciò che ha detto Madre Teresa. La donna non può decidere di non mettere al mondo una vita nel nome della libera scelta, perché così si sconfina nell’egoismo. L’embrione è già una vita». I dati indicano che la legge 194, dalla sua introduzione, ha visto la diminuzione degli aborti da 238mila e 85mila. La maggiore incidenza, però, si ha delle adolescenti tra i 15 e i 16 anni e fra le donne straniere. Evidentemente, l’investimento fatto dalla cosiddetta “buona scuola” non è servito. Chi fa educazione sessuale nelle scuole? Come la si fa? Da donna, da femminista, sono una persona attiva verso il dono di Dio che è la procreazione. Continuerò a battermi per i diritti delle donne, per l’assistenza al lavoro, per la famiglia, per la salute, per l’assistenza sociale e per i diritti dei bambini prima che diventino “non nati”».

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