L'Anci taglia con il Governo, Reggi: “Stanchi di essere presi per i fondelli”

Si sono riuniti ieri in via straordinaria a Roma, i rappresentanti dell'Associazione comuni italiani. Il Consiglio nazionale, nel pomeriggio, ha deciso di tagliare i rapporti istituzionali con il Governo. La rottura? Sui fondi agli Enti locali. Reggi: "Siamo stanchi di essere presi per i fondelli"

Punto di rottura, ieri a Roma, fra Anci e Governo. L'Associazione dei comuni italiani, riunitasi in via straordinaria in piazza Montecitorio, ha deciso la sospensione di tutti i rapporti istituzionali con l'Esecutivo, fino a nuova comunicazione.

Non ci stanno i primi cittadini di mezza Italia con la politica adottata dal Governo in materia di fondi agli Enti locali. Mancherebbero i rimborsi dell’Ici sulla prima casa e un alleggerimento (per altro richiesto) dei vincoli del Patto di stabilità, quantomeno per i Comuni virtuosi. Assenti anche le anticipazioni sulle misure oggetto di concertazione nel dibattito sul Codice delle Autonomie. Un punto su tutti: il taglio al numero di assessori e consiglieri delle Amministrazioni comunali e solo di quelle: non si è pensato di mettere mano a Ministeri, Regioni e Province – spiega il sindaco Reggi – sono enti che hanno un peso molto più rilevante nell’assorbimento di spesa pubblica. Basti pensare che, in tal senso, il rapporto è di nove a uno rispetto alla spesa assorbita dai Comuni.

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  Il Governo ci affama per giustificare la carenza di servizi agli occhi dei cittadini  


“Siamo stanchi di essere presi per i fondelli” ha detto Reggi da Roma. “Ci dipingono come responsabili dello spreco – prosegue il sindaco di Piacenza – quando gli enti locali contano meno del 10% sulla spesa pubblica e costituiscono il comparto che ha risparmiato di più negli ultimi anni. La strategia politica del Governo, a questo proposito, è chiara: affamare le Amministrazioni locali per farle apparire, agli occhi dei cittadini, come responsabili della forzata diminuzione dei servizi”.

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