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L'intervento

L’Anpi e il Giorno del ricordo: «Andremo nei luoghi per fare memoria»

Repetti (Anpi):«Opportuno conoscere anche la più complessa vicenda del confine orientale»

Oggi, 10 febbraio, si celebra il Giorno del Ricordo, per commemorare tutte le vittime delle Foibe e della tragedia istriana del Secondo Dopoguerra. Riceviamo e pubblichiamo, a tal proposito, una nota redatta da Romano Repetti, figura di riferimento dell’Anpi di Piacenza, l’associazione nazionale partigiani.

«L’Anpi di Piacenza, che qualche anno fa ha organizzato uno dei suoi Viaggi della Memoria a Trieste, con visita alla Risiera di San Sabba e al sito della foiba di Basovizza, ha in programma quest’anno una iniziativa per corrispondere ad uno degli obiettivi posti dalla legge istitutiva del Giorno del ricordo, quello di “conservare e rinnovare la memoria” anche della “più complessa vicenda del confine orientale”. Un obiettivo che non appare molto o per nulla incoraggiato dall’attuale nostro governo, nonostante che per la celebrazione Giorno del ricordo abbia stanziato quest’anno un importo rilevante. Una vicenda complessa quella del confine orientale dell’Italia nell’ambito della quale sta la tragedia delle foibe del settembre 1943 e del maggio 1945,  e quella del successivo esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia, che, a giudizio dell’Anpi, è necessario dipanare e conoscere, non per diminuire le responsabilità di chi ha compiuto ordinato o tollerato le atrocità  delle foibe, ma per non dimenticare le responsabilità italiane, del fascismo italiano, che in quei territori nei quali etnie diverse avevano vissuto per secoli in pace ha portato il demone della sopraffazione, della violenza omicida e quindi dell’odio feroce. Il viaggio, previsto a cavallo del secondo fine settimana di settembre e aperto non solo ai soci Anpi ma a tutti gli interessati, avrà innanzitutto come meta la Slovenia, paese che nell’aprile 1941, in parallelo all’invasione hitleriana della penisola balcanica, Mussolini fece occupare dall’esercito italiano. Si visiterà fra l’altro un tratto della rete di filo spinato con cui le autorità fasciste nel gennaio 1942 avevano fatto circondare completamente la città, diventata un enorme campo d’internamento da cui la popolazione slovena non poteva più entrare né uscire. Si raggiungerà poi, lungo la costa dalmata, l’isola di Arbe, dove nel luglio 1942 le autorità fasciste italiane avevano attivato un campo di concentramento per sloveni e croati - compresi interi nuclei famigliari - considerati pericolosi per il dominio italiano, e di ebrei. Un grande campo formato in parte solo di tende su una spianata di terreni agricoli, dove furono ammucchiate oltre 10.000 persone, delle quali nel corso di un anno ne furono lasciati morire per fame e malattie non meno di 1.500, donne anziani e bambini, come nei peggiori lager tedeschi. La terza meta sarà la città di Pola in Istria, con previsto incontro al Centro di ricerche storiche di Rovigno, una istituzione nata nel 1969 con il sostegno congiunto del governo italiano, di quello sloveno e del croato, come centro di collaborazione e dialogo fra gli studiosi dei tre paesi e di valorizzazione del patrimonio storico e delle tradizioni civili della comunità italiana dell’Istria, Fiume e Croazia. Una occasione per approfondire le drammatiche vicende che hanno investito in quel tempo sia la popolazione italiana che quella slava».

Romano Repetti (Anpi Piacenza)

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