L’appello dei sindaci Pareti, Guidotti e Benaglia per un nuovo parco cittadino

La presa di posizione di tre primi cittadini in favore della Pertite

Stefano Pareti

Tre ex sindaci si battono per un nuovo parco in città. Stefano Pareti (primo cittadino dal 1980 al 1985), Franco Benaglia (dal 1990 al 1992) e Gianguido Guidotti (dal 1998 al 2002), in una nota, lanciano un appello alle istituzioni piacentine.

«Il consiglio Comunale di Piacenza – spiegano i tre - è chiamato a votare  una proposta di delibera, presentata da sette Consiglieri di maggioranza e di minoranza, relativa all’area della Pertite, per destinarla a verde pubblico, anziché a verde attrezzato come già previsto dal Consiglio Comunale. Pur rispettosi delle prerogative che il Consiglio Comunale gelosamente custodisce, ci permettiamo, quali ex sindaci della nostra città, di lanciare un appello ai Consiglieri di ogni parte politica, perché esaminino con la dovuta attenzione e votino favorevolmente la citata proposta.                                            

 In forza del Decreto Ministeriale n. 1444 del 1968 (tuttora vigente), le città devono essere dotate di una superficie di parchi pubblici non inferiore a 15 metri quadri per abitante. Piacenza ha una grave carenza di parchi urbani: infatti Galleana e Montecucco formano insieme una superficie di circa 360.000 mq e, per soddisfare lo standard di legge, mancano ancora 1.140.000 mq.

Voglia il Consiglio Comunale  valutare la possibilità di rivedere la propria precedente posizione e compiere un passo significativo in direzione di questo obiettivo, destinando l’area della Pertite a verde pubblico, come già stabilito a suo tempo per i parchi della Galleana e di Montecucco.

L’area della Pertite, complessivamente estesa su 276.000 mq  è l’ultima grande superficie verde interna alla città.  Se, come auspichiamo, la parte di 246.000 mq  su cui si è sviluppata una vegetazione spontanea verrà mantenuta a verde pubblico, si estenderà l’anello cittadino dei parchi e ne verrà conservato  l’altissimo valore ambientale e di uso per tutti i piacentini. Servizi di interesse pubblico quali ad esempio biblioteche, sale riunione e impianti sportivi ben potranno essere  realizzati all’interno dei capannoni in parte diroccati che insistono sui restanti  30.000 mq nel rispetto della normativa di piano e senza cementificare il suolo». 


 

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