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L'assessore Tiziana Albasi

L'assessore Tiziana Albasi

«L’Area Vasta sul turismo sarà attrattiva»

In Commissione ok all’Area Vasta tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia sul turismo. Opizzi: «Solito carrozzone politico, le cabine di regia portano a poco. Non riusciamo a fare squadra tra di noi». Dodici mila euro il contributo di Piacenza

Dopo l’ok delle Province di Parma e Piacenza, e l’approvazione del capoluogo guidato da Federico Pizzarotti, è arrivato in commissione il primo disco verde all’Area Vasta sul turismo denominata “Emilia”, che coinvolge i comuni di Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

L’Amministrazione e la maggioranza credono nel progetto. «L’Emilia Romagna – ha spiegato l’assessore al turismo Tiziana Albasi - già l’anno scorso nelle linee guida invitava a ragionare sul turismo nei vari territori. Si vuole passare oltre, superando il sistema provinciale, proiettando l’economia turistica verso una riorganizzazione. Il primo “brand” della Regione individuato era la via Emilia, da Piacenza a Rimini. Poi i castelli, l’arte, l’enogastronomia, in un’ottica di promozione integrata e programmata, con investimenti pubblici e privati». Secondo Albasi l’idea è da cavalcare con convinzione. «In Italia vi è un ritorno al turismo locale, ritenuto più sicuro, e a una riscoperta dei prodotti dei vari territori. “Emilia” ci dà molti aspetti utili per continuare a investire sul territorio, insieme a Parma e Reggio Emilia. L’Area Vasta sul turismo è attrattiva: Piacenza, Parma e Reggio Emilia hanno molte analogie nell’arte, nella storia, nei castelli, nei paesaggi, nei prodotti enogastronomici. Già in passato c’era “unioni di prodotto” tra i territori emiliani. Ora diventa una legge regionale. Queste realtà diventano protagoniste delle scelte: realizzeranno dei piani di promo-commercializzazione con un’autonomia decisionale declinate dai singoli territori, che comunque presentano caratteristiche simili su alcune cose e differenti su altre. Dire che Piacenza è il fanalino di coda non va bene: “Emilia” sarà un ottimo laboratorio e fucina di proposte per il turismo cittadino e provinciale.

Dal 2012 al 2016 i posti letto in provincia aumentati. Anche in città. «Significa che l’attenzione delle imprese ha motivato l’aumento dei posti letto di albergo, B&B, affittacamere. Così come sono aumentati arrivi e presenze, nonostante la crisi economica. Io credo che Expo abbia influito su questi aumenti». Leggera diminuzione per gli stranieri negli arrivi nel 2016. «Per questo dobbiamo vendere il prodotto “Emilia” all’estero». Agevolerà il ruolo del comune capoluogo la tassa di soggiorno, che permetterà a Piacenza di avere a disposizione 200mila euro per investimenti di vario tipo».

Molto critica sull’operazione Erika Opizzi (Fratelli d’Italia).«Si tratta – ha spiegato - dell’ennesimo carrozzone pubblico, la solita cabina di regia che non sarà utile. Parma e Reggio sono avanti anni luce rispetto a noi nella promozione del territorio. Dobbiamo imparare prima a fare squadra da noi, lo dimostra l’Ats ad Expo, poi finita in niente. Le nostre cabine di regia non portano nulla. Sarebbe più importante fare squadra con città più simili a noi come Lodi, Cremona e Pavia, mi rendo conto che è difficile da attuare perché sono città di un’altra regione».

«L’assessore Albasi – ha aggiunto Marco Colosimo (Piacenza Viva) - crede molto in questo progetto, sono altri che non hanno creduto in quello che hanno fatto per il turismo locale». Colosimo ha chiesto garanzie sulla ripartizione dei fondi per territorio e sul voto dei comuni. «Perché si parla di queste cose solo a qualche mese dalle Elezioni?» - ha chiesto Maria Lucia Girometta (Forza Italia) -. Secondo Albasi è un discorso che arriva da lontano. «Le quote sono uguali a quanto mettevamo prima per le unioni di prodotto, ovvero 12mila e 915 euro all’anno di investimento per noi. Mentre i comuni del Piacentino metteranno meno (mille euro, nda)».

Il Movimento 5 Stelle non sconfessa i colleghi di maggioranza di Parma, che hanno approvato la proposta di statuto. «Io penso – ha precisato il capogruppo Mirta Quagliaroli - che sia un’opportunità. Lo statuto è abbastanza chiaro: l’insieme di tre province provocherà un aumento delle competenze e delle sinergie. Sarà veramente un’ottima opportunità per uscire dal provincialismo piacentino».

«La dimensione dell’area – ha preso la parola Rino Curtoni del Pd - può far pensare, il territorio sarà vasto, ma c’è comunque un’autonomia dei territori che viene preservata. Così si aiuta a fare massa critica: la comunicazione oggi è troppo importante, richiede qualità e competenze per uscire dal “fai da te” degli anni passati». Annalia Reggiani (Pd), nelle vesti di consigliere provinciale, ha già espresso il suo parere favorevole all’Area Vasta. «Importante come i Castelli del Ducato, che funzionano, e che portiamo avanti con Parma». «Ci vuole una squadra per competere nel turismo – ha detto Paolo Garetti (Lista Sveglia) -, anche io ritengo che siano più vicine turisticamente alcune città lombarde». «Non è un carrozzone – ha concluso Laura Rapacioli (Pd) - sarà importante, non si faranno solo chiacchiere in “Emilia”». D’accordo anche Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi): «Chi rimane dentro le mura del territorio va incontro a una disfatta».

Una parte del centrodestra si è astenuta (Forza Italia, Colosimo e Garetti), in attesa di esprimersi in consiglio comunale. Contraria Opizzi di Fratelli d’Italia. Maggioranza, 5 Stelle e Pallavicini (Sinistra per Piacenza) hanno fatto passare la delibera.

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