Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

«L’assessore cerca di svilire il messaggio mandato da 3490 piacentini»

Legambiente e il comitato rispondono a distanza all’assessore all’urbanistica Opizzi: «Petizione sulla logistica e numeri inventati? Facciamo chiarezza»

Legambiente Piacenza e il Comitato Basta Logistica–Piacenza vuole Respirare rispondono a distanza all'assessore all'urbanistica Erika Opizzi, a due giorni di distanza dal voto in Consiglio comunale sui criteri di valutazione per i nuovi insediamenti urbanistici.  «Rimandiamo al mittente - spiegano Legambiente e il comitato Basta logistica - con forza le accuse di allarmismo, disonestà intellettuale e terrorismo mediatico rivolteci dall’assessore Erika Opizzi, la quale, in Consiglio Comunale prima e sulla stampa poi, con una evidente operazione strumentale, cerca di delegittimare il ruolo di Legambiente e di un Comitato di cittadini, per togliere valenza alle firme di ben 3.490 piacentini che hanno voluto mandare un messaggio chiaro all’Amministrazione e al Consiglio Comunale tutto, a difesa del proprio territorio e della propria qualità della vita – salute in primis. Basta logistica! Ricordiamo all’assessore che quello che lei definisce “allarmismo” altro non è che l’esercizio del proprio diritto e dovere democratico delle associazioni e dei comitati di partecipazione, sensibilizzando ed informando i cittadini dei rischi che riguardano la loro salute e il territorio. Rischi troppo spesso sottovalutati e scarsamente evidenziati proprio dalle Amministrazioni, come nel caso della Logistica. Quanto all’accusa di falsità dei dati, proprio a tutela delle migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione, accogliamo volentieri l’esortazione dell’Assessora di fare chiarezza, astenendoci dal circolo vizioso della sterile polemica a cui non siamo avvezzi.

Secondo l’Assessora il Polo Logistico attuale sarebbe di 1,17 milioni di mq. e non 2,7 milioni indicati nel testo della petizione. Una sorprendente puntualizzazione, tenuto conto di quanto la stessa Amministrazione Comunale ha pubblicamente presentato il 5 ottobre 2016, nell’ambito del “percorso partecipato” alla redazione delle linee guida al POC, nelle figure dell’ex vice Sindaco Francesco Timpano e da Andrea Bardi [Direttore Generale dell’ITL - Istituto Trasporti e Logistica], laddove si dichiarava come insediati a Le Mose: “14 operatori logistici su una superficie complessiva di circa 2,5 milioni di metri quadrati, che danno lavoro a poco più di 1.800 addetti e fatturano più di 110 milioni di euro all’anno”. Quantificazione confermata dallo stesso Andrea Bardi in una successiva e più recente presentazione pubblica del 18 ottobre 2018. Senza tener conto che nel frattempo anche la porzione non ancora completata del polo logistico di Le Mose AP3 sia stata recentemente oggetto di specifica Convenzione con l’americana Prologis, mentre l’area “Granella” AP6 stia scaldando i motori per il trasferimento dello scalo ferroviario, previsto dalla pianificazione originaria del polo ma  - chissà perché -  mai attuato. Diventa quindi difficile capire come i 2,5 – 2,7 milioni di mq del polo logistico, riportata in numerosi documenti pubblici, dal PTCP, al PSC, al Rapporto finale Piacenza Città Snodo pag. 50, alle Linee di indirizzo del PUMS, ecc, ecc., si siano improvvisamente ristretti, come un maglione di lana infeltrito, a 1,17 milioni, come improvvidamente dichiarato dall’Assessora. Dunque chi ha ragione? O chi confonde le carte? Senza considerare che ai numeri riportati in precedenza andrebbero aggiunti i 190.000 mq dell’area attrezzata per i camion della logistica a Borgoforte, approvata alla fine del 2017.

Sempre l’assessore Opizzi afferma che l’area ex-Mandelli risulta classificata produttiva dal 1967 e accusa Legambiente di mistificare la realtà, inserendo nella petizione il termine terreno agricolo. Legambiente e il Comitato hanno più volte e pubblicamente dichiarato e scritto che quell’area era stata in prima istanza pensata come idonea per la nuova sede direzionale della Mandelli e successivamente convertita ad area idonea ad accogliere una quarantina di piccoli capannoni per realtà manifatturiere del territorio che, come facilmente presumibile, non porterebbero un carico di traffico pesante come invece la logistica che conosciamo. Quello che però l’Assessora trascura, o almeno evita di ricordare, nel suo inusuale atto d’accusa, è che a fine 2018 l’Amministrazione Comunale ha autorizzato la richiesta di variante che prevede l’insediamento di un unico monolite logistico nell’area. Legambiente e il Comitato di cittadini hanno sempre dichiarato che ciò di fatto avrebbe provocato la sicura impermeabilizzazione di un’area che, sebbene originariamente già destinata a produttivo, fino ad oggi non aveva generato alcuna costruzione, stante la congiuntura economica sfavorevole. Un’area che dopo 50 anni dalla prima destinazione, è ancora di fatto, campagna, suolo agricolo – anche se urbanisticamente edificabile - e la cui destinazione andrebbe doverosamente ripensata, anche in relazione all’inondazione del 2015 che produsse danni ben incisi nella memoria dei cittadini.

Chiariamo infine anche il mistero dei famigerati 1,3 milioni di mq di potenziale nuovo polo logistico. A parte la manifestazione di interesse del 2016, ricevuta in Comune, per 960 mila metri quadrati poi scomparsa, più recentemente sia il dirigente Taziano Giannessi che lo stesso assessore Opizzi, in due diverse riunioni della Consulta Territorio, esattamente il 19 settembre 2018 e il 15 ottobre 2018, come fedelmente riportato nei verbali di riunione che sono stati tramessi al Comune e mai contraddetti, hanno confermato tale numero. In particolare nei verbali si precisa che durante la riunione del 19 settembre 2018 ne veniva illustrata la localizzazione dalla quale ne è stata ricavata la rappresentazione grafica, più o meno fedele, vista più volte. Ora appare evidente che l’1,3 milioni di mq di nuova potenziale logistica non se li è inventati la Consulta Territorio, non se li è inventati Legambiente e soprattutto non se li sono inventati i cittadini del Comitato.

Ironia della sorte in quelle stesse riunioni veniva sempre ribadita la dimensione dell’attuale Polo Logistico proprio in 2,5 milioni di metri quadri oggi apparentemente negati. Concludendo, Legambiente è da sempre disponibile al confronto ma allo stesso tempo non può però accettare di essere accusata di propagandare falsità, tantomeno in un Consiglio Comunale dove non ha possibilità di replica né di contraddittorio. Una scorrettezza istituzionale oltreché formale, da parte di chi non ha nemmeno accettato la richiesta audizione in Commissione.  Sentiamo infine il dovere di rivolgere un grazie di cuore a quelle migliaia di Cittadini che al di la dei numeri e dei decimali ha, firmando la petizione, voluto lanciare un accorato appello alla propria Amministrazione per dire basta alla logistica e basta ad ulteriore consumo di suolo! Invece di svilire e delegittimare tale appello sarebbe doveroso ammettere che la Petizione è stata di stimolo e supporto alla decisione della Giunta di stralciare momentaneamente la logistica dalla delibera di indirizzo approvata. Pensiamo positivo, per una volta».

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