«L’assessore Putzu si metta in squadra con tutti»

La nuova scoperta dell’assessore alla valorizzazione del centro storico e del fiume Po Filiberto Putzu (ovvero la tenda dei templari in piazzetta Plebiscito) fa sorgere qualche riflessione e merita sicuramente un commento di ampio respiro e di valutazione

I templari (sotto Federico Scarpa e Filiberto Putzu)

La nuova scoperta dell’assessore alla valorizzazione del centro storico e del fiume Po (oltre a Demanio ed eventi eccetera) Filiberto Putzu, fa sorgere qualche riflessione e merita sicuramente un commento di ampio respiro e di valutazione dell’operato. Il medico-assessore ha deleghe importantissime per Piacenza, si potrebbe dire che ha in mano una chiave della città, quella del valore ampio dell’immagine di Piacenza. Non poca cosa che merita approfondimenti, lungimiranza, coinvolgimento, rispetto e grandi progettualità, non certo occasionalità, estemporaneità, approssimazione e abbandono di passate scelte. Alcune da criticare come Expo2015, altre da tenere strette come Guercino, proposte della Fondazione Cassa Risparmio e della Banca di Piacenza.

Come scoperta, facciamo riferimento alla tenda dei Templari in piazzetta Plebiscito. I Templari a Piacenza, per due secoli, hanno disegnato la città, hanno vissuto e partecipato ai più grandi eventi storici e culturali legati alla cristianità e ai valori, diventando una potenza talmente forte finanziariamente (quasi padroni del regno di Francia) che ne ha decretato la fine. Una storia Piacenza-Templari che merita un po’ più di una tenda, soprattutto se abbinato a un contesto di architettura di chiese e abbazie cittadine e provinciali: ospitale della Misericordia, Santa Maria del Tempio, Sant’Egidio…E’ grazie a questo binomio che Piacenza diventa la città delle cento chiese, come ricordano – anche con un po’ di legenda che non fa mai male – i grandi storici cittadini Ciampi, Poggiali. Certamente senza cadere, oggi, in banali operazioni immobiliari.

Caro assessore, gli eventi devono essere costruiti insieme e condivisi. Occorre non creare squilibri culturali e politici in una fase di “avvio” di una Giunta che ha avuto un grande consenso elettorale e i piacentini si aspettano molto, molta competenza e professionalità, molta attitudine, non certo programmi occasionali. Oggi la vera politica è fatta di cose concrete, di sicurezza, di garanzia, di tutela e non di foto sul quotidiano locale. Più foto non vuol dire più cose ben fatte, utili e di servizio alla persona o cittadino. Un altro argomento su cui l’assessore-medico (invertiamo le competenze) ha già dato prova di ulteriore approccio che crea squilibri su progetti consolidati è il grande fiume Po.  A parte che già in passato abbiamo constatato quanto poca efficienza abbia suddividere le deleghe inerenti il  “tema fiume”, oggi avere 4-5 assessori che possono dire la loro, non fa altro che dare un altro colpo di abbandono, dimenticanza, lentezza ai diversi problemi che ha il “lato nord” della città. Esiste la Map, una associazione di volontari che da decenni, con alterne vicende come la storia del fiume insegna, cura il water-front, associazione che ha una convenzione di gestione dell’area (12.000 mq) fra il primo argine e il fiume, con cura e manutenzione “gratuita” per il comune di Piacenza.

È opportuno che eventi e azioni sul fiume, siano nel totale rispetto degli accordi esistenti e validi per i prossimi  20 anni. Inoltre la Map è in grado di gestire il rapporto con diversi fruitori, sempre nel rispetto dei contratti, e in sintonia con Aipo che è l’ente di verifica per certi interventi. Sparare nel mucchio, cercare altri attori o dilettanti senza costrutto e senza rispetto delle istituzioni e delle associazioni di volontariato che da sempre “aiutano”  il pubblico, appare un comportamento autolesionista. Involontario? Speriamo. Noi infatti abbiamo sempre dato disponibilità, ma mai siamo stati ascoltati. Un progetto concreto-duraturo la Map è pronta a presentarlo al sindaco. Ricordo anche – come memoria – il grande successo che hanno avuto le edizioni (ecco la programmazione, la durata, la strategia) di “Andando per Osterie” a fine anni ’80 ideata dal Cento Studi Piacenza e Banca di Piacenza. Forse basta copiare per non fare danni.            

Federico Scarpa del Centro Studi Piacenza

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