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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

L’Atomo: «Grave il ritardo nella convocazione del tavolo anti-discriminazioni»

Il direttivo L’Atomo Arcigay di Piacenza si appresta a commemorare il Giorno della Memoria

«L’Assemblea generale delle Nazioni Unite – scrive in una nota il Direttivo L’Atomo Arcigay Piacenza - ha indetto per il 27 gennaio di ogni anno il Giorno della Memoria in commemorazione di tutte le vittime dell'Olocausto (risoluzione 60/7, 1° novembre 2005, mentre in Italia legge n. 211, 20 luglio 2000). L’Atomo Arcigay Piacenza vuole ricordare, che oltre agli ebrei e alle tante minoranze vittime (zingari, portatori di handicap, dissidenti politici, minoranze religiose) vi furono circa 600.000 persone – secondo alcune stime – omosessuali, bisessuali o lesbiche deportate nei lager nazisti. Gli uomini omosessuali erano contrassegnati da un triangolo rosa cucito sulla divisa a righe e affollavano i campi di concentramento di tutta Europa, subivano da vivi folli sperimentazioni pseudoscientifiche (con mortalità del 60%); mentre rimane incerto il numero delle donne lesbiche deportate, che erano identificate come “asociali” col triangolo nero, perché il ruolo fondamentale delle donne per l’ideologia nazista era limitato alla famiglia eterosessuale e alla procreazione per la nazione. Una pagina di storia ancora oggi poco nota, perché il pregiudizio omofobico era molto presente anche altrove, pure nei paesi Alleati come USA, Regno Unito, Francia e URSS, in guerra contro il Terzo Reich. Si coglie, pertanto, l’occasione della Giornata del 27 gennaio per invitare le scuole, che abbiano già in programma eventi per commemorare le vittime dello sterminio nazista, a ricordare anche le vittime omosessuali, bisessuali e lesbiche. L’omofobia è ancora molto presente nella nostra società e nel nostro Paese: solo pochi giorni fa ad Augusta, in Sicilia, un giovane ventenne è stato aggredito ferocemente da un coetaneo, solo perché convinto fosse gay. Commemorare significa mantenere viva la lotta contro l’odio. Dispiace notare come la scelta della Giunta comunale di Piacenza di uscire dalla rete anti-discriminazione READY e di sostenere una mozione contro la proposta di legge Fiano di inasprimento delle sanzioni sulla propaganda neofascista, vadano in chiara direzione opposta. Nel nostro incontro con la sindaca Barbieri nell’ottobre 2017, era stata assicurata una convocazione, nelle settimane successive, di un tavolo anti-discriminazione alternativo con tutte le associazioni coinvolte: a più di tre mesi, stiamo ancora attendendo la sua convocazione e riteniamo questo ritardo grave e irrispettoso. Vogliamo ringraziare inoltre l’associazione ANPI, per le sue battaglie e attività a sostegno dei diritti e della democrazia».

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