«L’Ausl sta preparando il piano finanziario per il nuovo ospedale. Non rovinerà il futuro degli altri presidi»

Il direttore generale Ausl Luca Baldino rassicura il Consiglio comunale. La Lega apre alla possibilità di realizzare il nosocomio alla Pertite e il sindaco “stoppa” la proposta: «Non mi rimangio la parola». Baldino: «Non si inizierà a costruire senza coperture». “Piacenza in Comune” e Movimento 5 Stelle allo stato attuale sono contro l’idea di un nuovo ospedale

La seduta di Consiglio dell'8 giugno

Nuovo ospedale sì o no? Qua il Consiglio comunale sembra avere le idee chiare. Ad esclusione di due forze politiche d’opposizione (Piacenza in Comune e Movimento 5 Stelle), l’idea di realizzare un nuovo nosocomio è cruciale per il futuro della città e di tutto il territorio. Dove farlo? Qua in pochi ancora prendono una posizione. Tranne il Pd (che spinge per la Pertite), nessuno ha ancora fatto capire la sua preferenza sulle quattro ipotesi attualmente sul tavolo. Nemmeno il Consiglio comunale dell'8 giugno, con la presenza dei vertici dell’azienda sanitaria locale, ha chiarito più di tanto le cose ai consiglieri di Palazzo Mercanti, piuttosto preoccupati dalla disponibilità economica in cassa dell'Ausl e della Regione per realizzare l'ospedale.

Il direttore generale Ausl Luca Baldino ha ripetuto ancora una volta ai consiglieri l’importanza di questa occasione. «Il territorio non può perdere questa opportunità – ha esordito Baldino -. Fra dieci anni sarà preoccupante la situazione dell’attuale nosocomio, che sarà inadeguato. L’ospedale regge ancora dal punto di vista organizzativo, ma non lo sarà più nel 2026. La struttura a padiglioni ostacola le attività e l’accessibilità. Oggi non abbiamo più lo spazio per mettere uno spillo. Non è solo un problema di spazi ma anche di qualità e adeguatezza di questi, e non si possono ampliare e migliorare». Baldino ha riassunto quanto già emerso in precedenza sul nuovo nosocomio. «L’ospedale di Piacenza continuerà a essere la struttura di riferimento della rete sanitaria provinciale. Il 30% delle stanze avrà un posto letto, avrà 14 sale operatorie invece delle 10 attuali. Ci saranno più spazi per l’accoglienza e dedicati agli operatori (si discute da anni di avere un asilo aziendale al suo interno). La nuova struttura dovrà essere vicina agli snodi viari, perché due terzi dei pazienti arrivano fuori dal capoluogo. Il concetto di ospedale sarà completamente diverso da quello di oggi. I servizi in comune tra tutti i reparti saranno al centro e non separati. A chi dice che si è cambiata idea dopo vent’anni, dico che vent’anni fa era impossibile immaginare le esigenze delle strutture moderne, come è difficile oggi sapere quale sarà l’ospedale migliore del 2036». Il direttore ha ricordato che la occorrerà riflettere sul futuro dell’attuale Polichirurgico. «L’azienda proprietaria dell’area del Guglielmo da Saliceto e la città devono condividere il futuro di questa porzione. Bisogna mantenere viva la struttura trasferendo qua tutti i servizi ambulatoriali, avremo dieci anni di tempo per pensarci ma dovremo arrivare a una risposta prima. Inimmaginabile fare appartamenti o uffici però nelle aree vincolate di questa area, che potrebbero invece ospitare spazi museali». Baldino ha passato in rassegna le indicazioni fornite dall’Ausl sulle quattro aree. «Non è entusiasmante il collegamento viario con tutte e quattro le aree. Dobbiamo calcolare che 4mila persone al giorno vivono o transitano per l’ospedale attuale. L’area dovrebbe sopportare questo carico. Sull’ipotesi della Pertite si sentono molte “pressioni” e domande. Posso dire che una parte della Pertite è attualmente occupata da capannoni e strutture: l’ospedale potrebbe essere al centro del parco, un parco da 155mila metri quadrati, mentre l’ospedale sarebbe di 120mila metri, con l’ingresso principale da via Primo Maggio».

IL DIBATTITO

Una delle due forze politiche contrarie alla realizzazione di un nuovo ospedale è “Piacenza in Comune”. Il suo alfiere Luigi Rabuffi ha spiegato le motivazioni. «Dopo tre mesi di incontri ho capito solo che l’ospedale deve essere fatto, a prescindere da tutto il resto. Il problema sembra quello dei parcheggi. In campagna elettorale si era già capito, c’era stata una banalizzazione complessiva su quel tema già da allora. Intanto i sindaci della Conferenza socio sanitaria di Piacenza lamentano la mancanza di 10 milioni di euro, che sono bruscolini rispetto ai 200 che servirebbero per costruire il nuovo ospedale. E se oggi non diamo una collocazione certa all’attuale struttura, avremmo un “buco nero” nel cuore della città, non vorrei che diventasse un’altra “clinica Belvedere”. Quanto costerebbe ai cittadini questo nuovo ospedale? Anche se li metterà la Regione o l’Ausl, sono soldi nostri: vanno spesi bene. Se saranno 200 o 230 milioni di euro di costo, significa che i cittadini – bambini compresi – avranno speso a testa 2mila euro. E ricordiamoci che la spesa per l’attuale struttura è aumentata notevolmente rispetto alla stima iniziale». Rabuffi ha ricordato il Referendum del 2011: «Votarono 30mila piacentini, volevano che la Pertite diventasse un parco. E ora si propone di farla un po’ a parco, un po’ con l’ospedale. Chi amministra deve stare attento, rischia di buttare via dei soldi».

L’altra forza politica molto critica è il Movimento 5 Stelle. «Non discutiamo la necessità di un nuovo ospedale – ha detto Sergio Dagnino - ma siamo perplessi sul percorso e sul progetto. Sentiamo la responsabilità di questa scelta che determinerà il futuro dei piacentini per i prossimi trent’anni. L’azienda riesce a reggere un finanziamento di queste dimensioni, ovvero di metà dei 200 milioni di euro? Leggendo i bilanci, non sembra. La cittadinanza si è inoltre espressa sull’ipotesi della Pertite: lì i piacentini vogliono un parco, serve un polmone verde alla città. Questo percorso è iniziato male e non sta andando bene».

IL RESTO DEL CONSIGLIO A FAVORE DEL NUOVO OSPEDALE

L’ex candidato a sindaco e ora consigliere di “Piacenza Più” Paolo Rizzi ha aperto il dibattito. «Sosteniamo il progetto di un nuovo ospedale – ha precisato Rizzi - quello attuale sarà obsoleto per i parcheggi, gli spazi, gli accessi. Ci interessa la qualità dei servizi sanitaria e ascoltiamo il parere dei tecnici. La scelta dell’area è un’opportunità per la città, questo è un progetto decisivo per Piacenza. Ora abbiamo i criteri per una scelta. Bisogna dare delle priorità: per noi i più importanti sono il non consumo di suolo e la viabilità». Forza Italia ha espresso alcune perplessità sull’intera vicenda. «Non vorrei – ha sottolineato il capogruppo azzurro Sergio Pecorara - che ci fossero mutui e alienazioni per l’Ausl di Piacenza per pagare il nuovo ospedale. Rimane da capire cosa fare del vecchio. Il sindaco si dice “stanca di essere sempre tirata per la giacca” – si riferisce al Pd che chiede una scelta in breve tempo, nda -. Condivisibile il pensiero del sindaco. Noi, come lei, chiediamo garanzie e un piano finanziario da parte dell’Ausl». Francecso Rabboni (Forza Italia) ha ringraziato il sindaco per aver guidato il confronto sul nuovo ospedale.

Lorella Cappucciati, operatrice da trent’anni dell’Ausl piacentina, che «ha conosciuto il passaggio da un ospedale all’altro», ha detto la sua. «Quando traslocammo dall’ospedale civile al Polichirurgico – ha spiegato la leghista - mi sembrò un miglioramento pazzesco: passavamo da stanze di otto persone ammassate a tre letti e la qualità migliorò già così. Non guardai a quanti soldi investì la città, l’attenzione è per il paziente, non si guarda ai soldi quando c’è di mezzo l’assistenza alle persone. L’ammassamento nelle sale d’aspetto non è una bella cosa, gli spazi attualmente non ci sono. E abbiamo la difficoltà di spostare i pazienti da un reparto all’altro: il percorso dei pazienti è difficoltoso, i disagi e lo dicono tutti. Non concentriamoci solo sul dato economico. L’ospedale nuovo deve essere fatto per i pazienti, poi l’area migliore verrà decisa dai tecnici. E in questi dieci anni però bisogna migliorare le condizioni dell’attuale ospedale, perché non si può andare avanti senza fare nulla».

Il Partito Democratico è intervenuto con il capogruppo Stefano Cugini. «Era meglio valutare le ipotesi delle due aree pubbliche – Pertite e Lusignani – senza prendere in considerazione le altre due aree private. Prima occorre decidere se è meglio intraprendere una strada: se poi si voleva scegliere un’area privata, si apriva a tutte le possibilità. Il sindaco si dichiara stanco di “essere tirata per la giacca”: mi sembra normale che sia nel mirino, è il primo cittadino, è la prima coinvolta da questa decisione. Fortunatamente, dopo un anno, arriviamo a dirci che quasi tutti siamo convinti che il nuovo ospedale serva alla città». Per Cugini l’occasione è irripetibile. «Non capiterà che la Regione ci dica che ci sono almeno cento milioni pronti per un nuovo ospedale a Piacenza. Se poi i professionisti ci dicono che fra dieci e quindici anni l’attuale struttura sarà obsoleta…Cogliamo adesso l’occasione. Se poi quei soldi, che sono nostri, non vengono spesi a Piacenza, state tranquilli che andranno ad altri territori. Ed è già stato spiegato che non si può ristrutturare e rivedere l’attuale struttura. È vero che non bastano i “muri” per fare una buona sanità, ma è più facile e probabile fare una buona sanità in spazi adeguati. E si renderebbe anche più appetibile l’attuale struttura. Il Pd – ha proseguito Cugini - intanto è l’unica forza politica che ha prodotto un suo documento sulla questione. Preferiamo le aree pubbliche e chiediamo attenzione al verde: infatti, nel momento in cui i tecnici ci dicono che la Lusignani è piccola, suggeriamo di destinarla a verde pubblico».

Antonio Levoni dei Liberali Piacentini se l’è presa con i manifestanti del comitato “Amici per la Pertite” e di Legambiente che hanno protestato sotto Palazzo Mercanti durante il dibattito: gli attivisti chiedono di destinare la Pertite interamente a parco pubblico. «Mi dà fastidio questo “vociare”. Invece di avere le persone in aula ad ascoltare il dibattito – ha polemizzato Levoni - stanno tutti fuori il Palazzo a gridare e “vosare” per il Parco della Pertite. Stiamo parlando di gente che poi non va al parco di Montecucco e alla Galleana e vuole la Pertite: stiano attenti ad ascoltare, diano il loro contributo al dibattito. Nelle altre città dell’Emilia-Romagna sono più uniti, sanno fare squadra. Io propongo un Referendum allora: è più importante l’ospedale o il Parco della Pertite per la città? Baldino sta lavorando bene per la nostra città e parla chiaro. E se la Regione vuole darci 100 milioni, prendiamoli, teniamoceli, perché il prossimo anno ci sono le elezioni Regionali. Da “buon piasintein” dico: “ciapummia i sod e mettummia via”». «Quale tipo di manutenzioni – ha chiesto il collega dei Liberali Piacentini Gianpaolo Ultori - vedranno protagonista l’attuale nosocomio in questi dieci anni? Anche io voglio avere qualche certezza in più sul finanziamento».

«La struttura attuale rende difficile – è il parere di Gloria Zanardi del Gruppo Misto - la gestione e la cura dei pazienti e l’organizzazione da parte dei professionisti. A queste condizioni però ci sono tante interrogativi sul nuovo ospedale. Non so perché si parli ancora di Pertite – il sindaco ha rinnovato il suo impegno nei confronti di quanto detto in campagna elettorale -, e di Lusignani, visto che l’area è piccola». Dopo Forza Italia anche Fratelli d’Italia ha comunque qualche riserva sul percorso di Regione e Ausl. «Temo che la Regione - è l'intervento di Filippo Bertolini di Fd'I - s’impegni per un nuovo ospedale e tolga attenzione agli altri presidi minori del Piacentino. Il territorio deve essere molto vigile: non vorrei che fosse una contropartita affinché il Piacentino rinunci a una delle sue strutture. Il Pd spinge sulla Pertite, lo dica chiaramente il partito invece di prendere in giro la gente».

LA LEGA APRE ALLA PERTITE E IL SINDACO RICORDA LA PAROLA DATA

Forse stimolati dal via vai in Consiglio comunale di decine e decine di attivisti del comitato che chiede un parco nella Pertite, la Lega si è sbottonata un po’ di più su quest’area. «Diciamo sì al nuovo ospedale in modo convinto – ha detto Davide Garilli -. La Regione ci ha detto che metterà cento milioni, e l’Ausl metterebbe il resto. Dal bilancio preventivo dell’Ausl sembra che non ci sia possibilità per l’azienda di indebitarsi. Ci vorrebbe più chiarezza e più garanzie su questo. Se poi facessimo il nuovo ospedale nell’area della Pertite, teniamo conto che c’è già un’ampia porzione già edificata. Non andremmo a togliere spazio al verde. Anche perché avere tutta la Pertite a parco pubblico comporterebbe grandi costi: chi andrebbe a controllare 250mila metri quadrati di verde, soprattutto nelle ore serali? Il sindaco Patrizia Barbieri si è detta «stupita» dagli interventi della seduta. «Mi aspettavo domande al direttore Baldino – ha espresso il primo cittadino - era l’occasione giusta. Invece qualcuno ha solo espresso le sue posizioni. Ho apprezzato invece il parere di un’operatrice come Cappucciati, che ha confermato ciò che ci dicono da tempo professionisti, medici e infermieri. Sono allibita da alcuni interventi, non è che siamo qua a portare a casa dei soldi giusto perché ci sono. Non è solo una questione di soldi, ma di qualità. All’inizio avevamo dei dubbi sul piano economico, ci veniva detto che la Regione aveva oltre 200 milioni. E poi abbiamo scoperto che ne ha al massimo cento, quindi facevamo bene a rompere le scatole come Amministrazione. All’azienda Ausl chiedo di sapere come pensiamo di far fronte alle necessità per il nuovo ospedale? L’azienda mi deve dare una risposta, non posso essere io a trovare la soluzione economica dell’Ausl. Invece mi si “tira la giacca” per spostare l’attenzione su un’area prescelta piuttosto che un’altra». Barbieri rimane ferma sull’ipotesi Pertite. «In campagna elettorale ho detto che sono contraria all’idea di realizzare lì l’ospedale. Se poi la maggioranza cambia idea, ne prenderò atto. Io non mi rimangio quanto detto». La Lega e gli alleati che sostengono l’Amministrazione sono stati avvertiti. Il sindaco, sul futuro della Pertite, è sempre stata chiara: lì l’ospedale non può essere costruito.

BALDINO: «NON SI INIZIERA’ A COSTRUIRE SENZA AVERE LA COPERTURA»

L’ultimo intervento spettava ancora al direttore generale Ausl. «Il percorso del nuovo ospedale – è la sua conclusione - sarà comunque complesso, sarà un percorso di dieci anni. Buona parte di questo tempo non è assorbito dalla costruzione della struttura (per costruire un nosocomio ci si mettono tre anni) ma dalla sua progettazione. E in questa fase è compreso uno studio finanziario. La Regione ha già affermato in tutte le sedi il suo impegno e l’azienda Ausl sta predisponendo il suo piano finanziario, che sarà più chiaro mano a mano che si avanti. L’impegno di spesa cambia a seconda della sua collocazione, in basa a quale sarà la sua ubicazione. Rassicuro tutti: oggi non è possibile iniziare a costruire senza avere le coperture economiche necessarie. Queste cose succedevano 25 o 30 anni fa, oggi, con le norme attuali, non è più possibile». «L’attuale ospedale deve continuare a funzionare perfettamente fino alla mezzanotte del giorno precedente al trasferimento dei pazienti nella nuova struttura. Io intanto ho portato avanti i lavori per l’allargamento della sala d’aspetto, la manutenzione, l’aggiornamento tecnologico degli strumenti. L’ospedale nuovo “non mangerà” il futuro delle altre strutture. Anzi, questa è la garanzia che c’è attenzione per la specificità di ogni struttura del territorio».

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