«L’elisoccorso notturno è uno zuccherino che vorrebbe addolcire il boccone amaro»

Il comitato “I Castlan i disan no” intervengono contro l’Ausl e la Regione Emilia-Romagna e le scelte dei sindaci del Piacentino

«Colgo l'occasione – spiega Silvia Brega, presidente del Comitato “I castlan i disan no” -dell'annuncio dell'Assessore alla Sanità Venturi in merito al nuovo elisoccorso capace di atterrare anche al buio, per indurre ad alcune riflessioni. Il mezzo annunciato con grande risalto in quanto potrà arrivare più velocemente e più vicino alle persone che necessitano di tempestivo intervento, da una parte ci conforta, dall'altra ci pone il dubbio che l'elicottero diventi sempre più una  necessità visto il continuo e costante smantellamento degli ospedali di periferia e quindi, non potendo più garantire il soccorso nell'Ospedale più vicino in tempi adeguati, si è costretti ad affidare agli elicotteri un trasporto che purtroppo non potrà sempre garantire un viaggio in sicurezza consci del fatto che le sventure non guardano le previsioni meteo. Purtroppo dalla Regione arrivano solo discutibili scelte organizzative che, alla luce dei dati attuali, portano ad un calo dei ricoveri ospedalieri nel 2017 pari al 2,9% e un aumento nel privato del 5,2%; a Bologna e precisamente all'Istituto Rizzoli, laddove la riorganizzazione è partita prima rispetto alla nostra zona, i risultati che si osservano sono ancora peggiori con un calo di ricoveri ospedalieri pari al 9,7% a favore del Privato e nonostante la nostra Regione venga costantemente indicata come eccellenza, crolla l'attività degli interventi di protesi d'anca nel 2017 al Rizzoli con tempi di attesa che si allungano ( solo 6 operazioni su 10 vengono garantite entro 6 mesi).

Tali considerazioni rapportate alla realtà provinciale piacentina, dopo un cospicuo ridimensionamento ospedaliero che ha visto la chiusura  di Monticelli, Cortemaggiore, Borgonovo, la trasformazione di Bobbio in OSCO con l'abbattimento dell'Ospedale di Fiorenzuola e il forte ridimensionamento di Castelsangiovanni per non parlare della totale assenza di investimenti per Villanova lasciata ad un triste destino, portano ad un inevitabile intasamento del nosocomio cittadino (con un naturale aumento della mobilità passiva e della richiesta nel privato seguendo il trend regionale). Tutto ciò ha creato i presupposti per la costruzione del nuovo ospedale a Piacenza. Accompagnato da una serrata discussione che, negli ultimi mesi, ha visto spaccata l'opinione pubblica su due fronti: Ospedale nuovo sì, Ospedale nuovo no. Dopo avere appreso del recente sopralluogo del Ministro Grillo nel nuovissimo Ospedale di Prato, in quanto pur essendo nuovo, risulta essere sottodimensionato di servizi creando una situazione alquanto critica per i cittadini, già provati dalla chiusura dei piccoli ospedali e oggi obbligati a rivolgersi nel Privato (esattamente come sta accadendo in Emilia Romagna), ci chiediamo come mai i sindaci della Ctss (conferenza socio sanitaria)della  provincia di Piacenza, non pongano diverse questioni come è giusto che sia in un'ottica di trasparenza , riguardo ai rapporti con la politica, ai chiarimenti con la ASL visto la situazione alquanto critica e alle liste di attesa che rappresentano un problema.

La politica piacentina ad oggi è risultata assolutamente ininfluente e silente, ciò è stato dimostrato con l'alternanza di maggioranze diverse che si sono succedute nell'ultimo anno in Ctss, senza che nulla sia cambiato nel programma che la Regione, governata Pd si era prefissata, perseguendo ogni suo obiettivo; se a ciò aggiungiamo il comportamento alquanto discutibile di alcuni sindaci che disertano le sedute in Ctss per votazioni in ambito sanitario estremamente importanti, tutto questo ci lascia sgomenti, sfiduciati ed estremamente preoccupati. Alla luce delle motivazioni espresse, confidiamo in un sussulto di coscienza in una classe politica e di amministratori che ad oggi pare anestetizzata, non reattiva e soprattutto incapace di difendere i diritti dei cittadini per una sanità pubblica di qualità che potremo vedere garantita solo e soltanto nella revisione totale del piano sanitario approvato il 31 marzo 2017; diversamente i politici, gli amministratori, i sindaci tutti se ne assumeranno la responsabilità davanti ai cittadini che in più occasioni hanno manifestato perplessità e disagi nonostante le dichiarazioni ad effetto come quella degli elicotteri che rappresentano uno zuccherino che vorrebbe addolcire il boccone amaro che i vari tecnocrati, politici e sindaci ci stanno facendo ingoiare».

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