L’opposizione contesta Caruso. Il centrodestra: «Ha fatto il suo dovere»

Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso criticato dall’opposizione per il suo atteggiamento in aula

Giuseppe Caruso

Il Consiglio comunale del 27 novembre – seduta durata sette ore – ha visto più volte battibeccare la maggioranza a sostegno dell’Amministrazione Barbieri e l’opposizione. Tra i motivi del dissidio, la non ammissibilità di tre ordini del giorno al Dup presentati dal consigliere di Piacenza in Comune Luigi Rabuffi. Per regolamento un consigliere non può presentare più ordini del giorno a sua firma.

Caruso, da presidente del Consiglio, si è riunito in apertura di seduta per concordare i tempi di discussione dei tanti ordini del giorno (ne sono stati presentati ben 18, tutti dell’opposizione) in aula. Raggiunto un accordo, Caruso non avrebbe però – in quella sede – fatto notare a Rabuffi che tre suoi ordini del giorno sarebbero stati bocciati ancora prima della discussione. Ovviamente sia a Rabuffi che al resto dell’opposizione, la cosa non è piaciuta. Sia Liberi con Massimo Trespidi, che il Pd, per voce di Stefano Cugini, hanno criticato l’atteggiamento del presidente del Consiglio comunale.

A difesa di Caruso sono poi intervenuti, con una nota, i capigruppo di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord e Liberali Piacentini. «Le ingiustificate critiche rivolte al presidente del consiglio comunale – spiegano Sergio Pecorara, Giancarlo Migli, Stefano Cavalli e Gianpaolo Ultori - colpevole solo di avere applicato il regolamento approvato dal centrosinistra, le rigettiamo ai suoi detrattori. In verità di scorretto c'è stato solo il comportamento di chi, ben sapendo che il regolamento dispone che i consiglieri possano presentare un solo ordine del giorno, ne ha presentati altri, giustappunto per farli dichiarare inammissibili" lo sostengono, in una nota, i capigruppo di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Liberali Piacentini. «Non si vede proprio - concludono i capigruppo del centrodestra - una sola ragione per la quale chi volutamente sbaglia dovrebbe avere trattamenti preferenziali in Consiglio comunale rispetto a chi rispetta le norme, a meno che l'opposizione ritenga di essere al di sopra delle leggi e dei regolamenti e tutto le sia consentito. Ma se così pensa si sbaglia e di grosso». 

Nella seduta di ieri non c’è stato tempo per discutere dei compensi di Acer, polemica sollevata dal Partito Democratico. Forza Italia, che ha un suo rappresentante alla presidenza di Acer (Patrizio Losi), intende precisare quanto segue. «Pare opportuno specificare, diversamente dalle mistificazioni secondo le quali le minoranze avrebbero visto una fantomatica volontà di “portare ad un orario il più ritardato possibile l’interrogazione PD sui compensi gonfiati in ACER”, fare questa precisazione. Sono settimane che, come dichiarato anche pubblicamente, il Gruppo di Forza Italia non vede l’ora di affrontare la mozione presentata dalle minoranze, documenti e conti alla mano; Dopo il terzo rinvio a data da destinarsi per il protrarsi delle sedute consiliari, il Gruppo di Forza Italia, che non ha nessuno da tutelare se non i piacentini, ha proposto di proseguire nei lavori d’aula; la minoranza del Pd, invece, si è opposta alla prosecuzione della seduta o perché troppo stanca o perché timorosa di veder -finalmente- svelate le falsità che ha dichiarato: è sicuramente cosa alquanto singolare dal momento che la maggior parte dei punti da trattare riguarda istanze presentate proprio dalla stessa minoranza, per giunta presentate dalla stessa con la clausola dell'urgenza! Così la minoranza, di fatto, ha sempre preferito rinviare le proprie mozioni ed interrogazioni (che riteneva urgenti) anziché discuterle». 

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